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Nuovo Codice della Strada, ora perdi il doppio dei punti per una distrazione se sei neopatentato: nuove regole aggiornate

Nuovo Codice della Strada, ora perdi il doppio dei punti per una distrazione se sei neopatentato: nuove regole aggiornate
Chi ottiene la patente per la prima volta non sa ancora quanto possa costare cara anche una distrazione banale. Non parliamo soltanto di una multa salata, ma di un meccanismo che può svuotare il libretto in pochi episodi di guida. Ecco cosa devi sapere e a cosa devi prestare attenzione
Conseguire la patente è solo il punto di partenza. Per i successivi tre anni, ogni infrazione commessa alla guida non costa i punti ordinari previsti dal Codice della strada: ne costa il doppio. È il cosiddetto raddoppio della decurtazione, disciplinato dall'articolo 126 bis del Codice della Strada, che rimane in vigore nel sistema della patente a punti anche dopo le modifiche introdotte dalla legge 177 del 25 novembre 2024, pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore il 14 dicembre 2024.
Tradotto in termini concreti: chi ha meno di tre anni di patente e viene sanzionato per una violazione che, a un conducente esperto, costerebbe 3 punti, ne perde 6. Una decurtazione da 5 diventa 10. Una da 8 può arrivare a 16. Ogni neopatentato parte da un saldo di 20 punti, e con queste proporzioni basta una singola infrazione grave per perderne la maggior parte in un colpo solo.
Le violazioni più insidiose, però, non sono quelle eclatanti come la guida in stato di ebbrezza o il sorpasso su doppia riga continua. Sono le abitudini quotidiane che si insinuano silenziosamente: il telefono tenuto in mano per qualche secondo, la cintura non allacciata, l'eccesso di velocità di pochi chilometri orari ripetuto sistematicamente, la distanza di sicurezza insufficiente, la distrazione a un incrocio. Episodi che sembrano minori, ma che per un neopatentato possono diventare devastanti sul piano del punteggio.
Le regole sulle decurtazioni multiple e il tetto massimo
Quando in un unico episodio vengono accertate più infrazioni contemporaneamente, il Codice della Strada fissa un limite: possono essere decurtati al massimo 15 punti in una sola occasione. Sembra una protezione, ma ha un'eccezione importante e spesso sottovalutata. Se tra le violazioni contestate ce n'è una che comporta la sospensione o la revoca della patente, il tetto dei 15 punti salta del tutto: vengono sottratti tutti i punti previsti per ciascuna violazione, senza alcun limite complessivo.
Va, poi, chiarito che la decurtazione colpisce sempre e soltanto il conducente che era al volante al momento dell'infrazione, non il proprietario del veicolo in modo automatico. Questo diventa particolarmente rilevante nel caso delle infrazioni rilevate a distanza - autovelox, varchi elettronici, telecamere - dove il verbale viene notificato al proprietario dell'auto.
In queste situazioni il proprietario è tenuto a comunicare chi guidava. Se alla guida c'era un neopatentato, la decurtazione si applica con il regime di raddoppio tipico dei primi tre anni. Chi non comunica i dati del conducente incorre in una sanzione economica più alta, ma questo non trasferisce automaticamente la perdita di punti sul proprietario stesso.
Un elemento di tutela - almeno sulla carta - è che la decurtazione non può mai portare il saldo al di sotto dello zero: al massimo lo azzera. Non esiste il punteggio negativo. Ma azzerare il saldo significa attivare automaticamente la procedura di revisione della patente, che ha conseguenze molto concrete.
Le nuove limitazioni per i neopatentati dopo la riforma
La riforma del Codice della Strada ha inciso in modo diretto anche sui veicoli che i neopatentati possono guidare. Per i titolari di patente B nei primi tre anni, è vietata la guida di autoveicoli con potenza specifica superiore a 75 kW per tonnellata di massa. Per i veicoli di categoria M1 - autovetture, incluse quelle elettriche e ibride plug-in - è previsto anche un limite di potenza massima pari a 105 kW.
Rispetto al regime precedente, la soglia di potenza si è alzata, ma rimane comunque un confine preciso che delimita la gamma di veicoli accessibili nelle fasi iniziali. La logica del legislatore è chiara: ridurre il rischio che un conducente inesperto si trovi a gestire una vettura dalla risposta eccessivamente reattiva, soprattutto in situazioni di emergenza o traffico intenso.
A questo si aggiungono i limiti di velocità specifici, previsti dall'art. 117 del Codice della strada, validi per i primi tre anni dal conseguimento delle patenti A2, A, B1 e B: non si possono superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Chi viaggia a velocità superiori su questi tratti non solo rischia una multa ordinaria, ma subisce la decurtazione raddoppiata prevista per la categoria. Il combinato disposto di limite di velocità e raddoppio dei punti rende le violazioni su strade veloci particolarmente costose per un neopatentato.
Quando il punteggio si azzera: la revisione e il recupero
Il momento più critico per un neopatentato non è la singola multa, ma il suo possibile effetto cumulato. Immaginiamo un conducente al suo primo anno di patente che, in un unico controllo, venga fermato per essere passato con semaforo rosso e per non avere la cintura allacciata. Entrambe le decurtazioni vengono raddoppiate. Se le violazioni accertate contemporaneamente non prevedono sospensione della patente, si applica il tetto massimo di 15 punti; altrimenti il conteggio supera quel limite. Da un saldo iniziale di 20 punti si può scendere a zero - o quasi - in una sola fermata.
Quando il punteggio tocca lo zero si attiva la revisione della patente: il conducente deve dimostrare di possedere ancora i requisiti tecnici e teorici necessari per guidare, sostenendo nuovamente gli esami previsti. Per un neopatentato che si trova in questa situazione entro i primi anni, questo significa rimettere in discussione il titolo appena ottenuto, con costi economici e di tempo tutt'altro che trascurabili. Se il conducente non si presenta agli accertamenti o non li supera, la patente resta sospesa fino alla regolarizzazione della propria posizione.
Per chi non ha azzerato il punteggio, ma ha subìto decurtazioni significative, esistono due possibilità di recupero. La prima è automatica: in assenza di ulteriori infrazioni con decurtazione, il sistema riconosce un incremento progressivo del punteggio. Per i conducenti che hanno già almeno 20 punti è previsto un bonus periodico fino al massimo consentito di 30 punti, con modalità parzialmente diverse per i neopatentati nel periodo triennale.
La seconda strada passa dai corsi di recupero punti presso autoscuole o centri autorizzati: permettono di recuperare punti entro i limiti previsti per la propria categoria, ma non cancellano le violazioni già registrate e non annullano le sanzioni accessorie già applicate. Per monitorare in tempo reale il proprio saldo, è sufficiente accedere al Portale dell'Automobilista tramite SPID nell'area riservata.


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