Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Nuovo Codice della Strada, in arrivo multe progressive da 10 euro a km/h oltre il limite e patente a 17 anni: le novità

Nuovo Codice della Strada, in arrivo multe progressive da 10 euro a km/h oltre il limite e patente a 17 anni: le novità
Il MIT valuta un sistema di sanzioni calcolate chilometro per chilometro oltre il limite, con importi che in autostrada possono arrivare a centinaia di euro, nonché la guida accompagnata a 16 anni e i mezzi pesanti a 17
A che età si potrà guidare un'automobile in Italia nei prossimi anni e quanto costerà davvero superare i limiti di velocità in autostrada? Sono alcune delle domande scaturite dal dibattito sulla revisione del Codice della Strada, dopo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha diffuso, presso un gruppo di oltre cento tra operatori del comparto e associazioni di categoria, i documenti di lavoro per la fase di confronto voluta dal titolare del dicastero, Matteo Salvini.

Il pacchetto tocca numerosi aspetti della circolazione, dal contrassegno per le e-bike alla sosta riservata alle persone con disabilità. Due punti, però, riguardano più da vicino gli automobilisti: il nuovo criterio sanzionatorio per l'eccesso di velocità e l'abbassamento a 17 anni dell'età per conseguire la patente di categoria B.

Il nuovo criterio delle multe progressive
La proposta del MIT supera la logica delle sanzioni a scaglioni fissi, quella per cui sforare il limite di un solo chilometro orario può costare quanto sforarlo di 30. Al suo posto arriverebbe un meccanismo che lega l'importo della sanzione all'entità reale della violazione.
In autostrada, dove il limite ordinario resta fissato a 130 chilometri orari, ogni chilometro orario in eccesso peserebbe per 10 euro aggiuntivi sulla sanzione base. Un conducente che viaggia a 140 chilometri orari, 10 in più del consentito, si vedrebbe notificare una sanzione pari a 100 euro, mentre chi viaggia a 170 (40 chilometri oltre soglia) arriverebbe a pagarne 400.

Sulle strade urbane ed extraurbane, dove i limiti scendono tipicamente a 50 o 30 chilometri orari, il coefficiente ipotizzato è più contenuto e si fermerebbe a 5 euro per ogni chilometro orario di eccesso. La ratio dichiarata dal Ministero è la proporzionalità della sanzione rispetto alla pericolosità concreta della condotta di guida.

Le altre modifiche collegate al sistema sanzionatorio
Il pacchetto interviene pure sui tempi e sulle modalità di riscossione. Per le contestazioni derivanti da dispositivi automatizzati, il periodo massimo entro cui l'amministrazione può notificare la sanzione si accorcerebbe sensibilmente, passando da 90 a 30 giorni dall'accertamento. Verrebbero altresì potenziati il ricorso al prefetto e le procedure di autotutela per correggere errori formali o lievi difformità nel pagamento.

Pugno di ferro per chi circola privo di copertura assicurativa, con la previsione di incroci sistematici sugli archivi dell'anagrafe nazionale dei veicoli. In assenza di regolarizzazione, il sequestro potrebbe scattare già al primo controllo su strada. Muterebbe anche la ripartizione degli introiti sanzionatori, con una quota del 70% destinata a chi gestisce l'infrastruttura stradale per finanziare interventi di sicurezza e il residuo 30% riservato a chi materialmente effettua l'accertamento.

Patente a 17 anni, la spinta arriva dall'Unione Europea
Il secondo fronte riguarda l'età minima per la guida. A imporre la revisione è la normativa europea, che ha già abbassato a 17 anni l'età per il conseguimento della patente di categoria B, lasciando agli Stati membri tempo fino alla fine del 2027 per il recepimento.

Guida accompagnata e mezzi pesanti senza rimorchio
Chi possiede già la patente A1 o B1 potrebbe accedere alla guida accompagnata a partire dai 16 anni, un anno prima rispetto all'età minima oggi prevista per la patente piena. Una novità significativa riguarderebbe anche il trasporto pesante. I veicoli senza rimorchio che normalmente richiedono la patente C1 o C potrebbero essere condotti a 17 anni da chi è già titolare di patente B e della carta di qualificazione del conducente, la Cqc. Sempre nell'ottica di alleviare la carenza di autisti professionali lamentata dal comparto dell'autotrasporto, la proposta consentirebbe di mettersi al volante di mezzi di categoria C prima ancora di aver conseguito la Cqc, a condizione che l'aspirante autista risulti già inserito in un percorso formativo abilitante alla professione.

Un confronto ancora aperto
Le proposte inviate dal Ministero rappresentano, ad oggi, materiale di confronto con gli operatori del settore. Il MIT ha chiarito che l'intento è predisporre un testo basato sulle necessità reali di chi utilizza quotidianamente le strade, senza però rinunciare alla tutela dell'incolumità di chi guida e di chi cammina. Tra le altre misure allo studio rilevano l'introduzione, per le e-bike usate anche nel food delivery, del casco protettivo e di un contrassegno identificativo obbligatorio, l'adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma Cude per il contrassegno europeo di parcheggio riservato alle persone con disabilità e l'introduzione della circolazione per file parallele in autostrada, che consentirebbe il sorpasso a destra sui tratti a tre corsie.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.