A partire dal 2026, il sistema fiscale italiano subirà una serie di modifiche derivanti dalla Legge di Bilancio 2026, approvata il 30 dicembre 2025 dalla Camera dei Deputati. Tali novità interessano sia aspetti tributari sostanziali, come la determinazione delle imposte dovute da lavoratori dipendenti e autonomi, sia procedure di controllo e di riscossione del debito tributario che, in alcuni casi, si fanno decisamente più stringenti.
Esaminiamo ora alcune delle principali novità di natura fiscale.
Una delle più discusse riguarda la modifica delle aliquote IRPEF: a partire dal 1° gennaio 2026 la seconda aliquota del sistema progressivo di tassazione, applicata alla fascia di reddito tra 28.000 e 50.000 euro, scenderà dal 35% al 33%. Tale misura mira a fornire un sollievo fiscale alle fasce di reddito medio, con conseguente effetto sulla busta paga di lavoratori dipendenti e sul reddito degli autonomi.
Oltre alla riforma dell’IRPEF, la legge di bilancio introduce interventi organizzativi e procedurali nel rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria. Per esempio, viene previsto l’obbligo di collegare strumenti di pagamento elettronico (POS) e registratori di cassa telematici in modo tale da consentire all’Agenzia delle Entrate un controllo più immediato delle operazioni di vendita e dei corrispettivi dichiarati. Questa misura è pensata per ridurre l’evasione posta in essere mediante l'occultamento degli incassi reali, e comporterà anche maggiori oneri di compliance per esercenti e commercianti.
Altra innovazione di rilievo riguarda la cosiddetta liquidazione “sprint” dell’IVA: l’Agenzia delle Entrate potrà determinare d’ufficio l’imposta sul valore aggiunto dovuta dal contribuente, utilizzando i dati già in suo possesso (come fatture elettroniche e scontrini). Se il contribuente non risponde agli avvisi entro 60 giorni, l’importo accertato dall’Agenzia verrà automaticamente iscritto a ruolo con l’applicazione di sanzioni molto elevate, fino al 120%. L’intento di semplificazione si accompagna, quindi, a un meccanismo che può tradursi in una rapidità di riscossione notevole, con rischi maggiori per chi non è diligente negli adempimenti dichiarativi.
Dal punto di vista delle procedure di riscossione coattiva, la Manovra introduce il cosiddetto “pignoramento sprint” verso terzi, che consente di bloccare i pagamenti in arrivo verso soggetti debitori prima che le somme entrino sui loro conti correnti. Questo strumento sfrutta i dati della fatturazione elettronica per individuare i crediti verso clienti terzi e anticipare, così, la riscossione coattiva del debito tributario. Per i professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione, la legge elimina anche la soglia minima di debito sotto la quale non si può procedere al blocco dei pagamenti, che fino ad ora era fissata a 5.000,00 euro.Ciò significa che anche debiti di importo modesto possono ora comportare effetti immediati sulla liquidità di lavoratori autonomi e imprese.
È altresì importante considerare che il legislatore ha previsto aggiornamenti in ambito di controllo e contrasto dell’evasione oltre ai già citati collegamenti tra POS e registratori di cassa. L’Agenzia delle Entrate, infatti, invierà migliaia di comunicazioni preventive e solleciti ai contribuenti per regolarizzare le posizioni irregolari, riflettendo la strategia complessiva di responsabilizzazione fiscale.
Le novità fiscali che entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2026 rappresentano, quindi, un mix di alleggerimenti selettivi delle imposte e di rafforzamento delle procedure di controllo e recupero delle imposte dovute al fisco. Per contribuenti, professionisti e imprese sarà fondamentale comprendere non solo i nuovi parametri di tassazione, ma anche le modalità operative e i rischi connessi alla gestione del proprio obbligo fiscale, al fine di evitare sanzioni e contenziosi.
Esaminiamo ora alcune delle principali novità di natura fiscale.
Una delle più discusse riguarda la modifica delle aliquote IRPEF: a partire dal 1° gennaio 2026 la seconda aliquota del sistema progressivo di tassazione, applicata alla fascia di reddito tra 28.000 e 50.000 euro, scenderà dal 35% al 33%. Tale misura mira a fornire un sollievo fiscale alle fasce di reddito medio, con conseguente effetto sulla busta paga di lavoratori dipendenti e sul reddito degli autonomi.
Oltre alla riforma dell’IRPEF, la legge di bilancio introduce interventi organizzativi e procedurali nel rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria. Per esempio, viene previsto l’obbligo di collegare strumenti di pagamento elettronico (POS) e registratori di cassa telematici in modo tale da consentire all’Agenzia delle Entrate un controllo più immediato delle operazioni di vendita e dei corrispettivi dichiarati. Questa misura è pensata per ridurre l’evasione posta in essere mediante l'occultamento degli incassi reali, e comporterà anche maggiori oneri di compliance per esercenti e commercianti.
Altra innovazione di rilievo riguarda la cosiddetta liquidazione “sprint” dell’IVA: l’Agenzia delle Entrate potrà determinare d’ufficio l’imposta sul valore aggiunto dovuta dal contribuente, utilizzando i dati già in suo possesso (come fatture elettroniche e scontrini). Se il contribuente non risponde agli avvisi entro 60 giorni, l’importo accertato dall’Agenzia verrà automaticamente iscritto a ruolo con l’applicazione di sanzioni molto elevate, fino al 120%. L’intento di semplificazione si accompagna, quindi, a un meccanismo che può tradursi in una rapidità di riscossione notevole, con rischi maggiori per chi non è diligente negli adempimenti dichiarativi.
Dal punto di vista delle procedure di riscossione coattiva, la Manovra introduce il cosiddetto “pignoramento sprint” verso terzi, che consente di bloccare i pagamenti in arrivo verso soggetti debitori prima che le somme entrino sui loro conti correnti. Questo strumento sfrutta i dati della fatturazione elettronica per individuare i crediti verso clienti terzi e anticipare, così, la riscossione coattiva del debito tributario. Per i professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione, la legge elimina anche la soglia minima di debito sotto la quale non si può procedere al blocco dei pagamenti, che fino ad ora era fissata a 5.000,00 euro.Ciò significa che anche debiti di importo modesto possono ora comportare effetti immediati sulla liquidità di lavoratori autonomi e imprese.
È altresì importante considerare che il legislatore ha previsto aggiornamenti in ambito di controllo e contrasto dell’evasione oltre ai già citati collegamenti tra POS e registratori di cassa. L’Agenzia delle Entrate, infatti, invierà migliaia di comunicazioni preventive e solleciti ai contribuenti per regolarizzare le posizioni irregolari, riflettendo la strategia complessiva di responsabilizzazione fiscale.
Le novità fiscali che entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2026 rappresentano, quindi, un mix di alleggerimenti selettivi delle imposte e di rafforzamento delle procedure di controllo e recupero delle imposte dovute al fisco. Per contribuenti, professionisti e imprese sarà fondamentale comprendere non solo i nuovi parametri di tassazione, ma anche le modalità operative e i rischi connessi alla gestione del proprio obbligo fiscale, al fine di evitare sanzioni e contenziosi.