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Naspi 2026, in arrivo pił soldi: ecco il nuovo importo massimo mensile e tutte le novitą della nuova circolare INPS

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Naspi 2026, in arrivo pił soldi: ecco il nuovo importo massimo mensile e tutte le novitą della nuova circolare INPS
Indennità di disoccupazione Inps 2026, i requisiti sono invariati ma gli importi salgono. Scopri come si calcola la prestazione di sostegno al reddito, i nuovi massimali e quanto puoi ricevere
Anche nel 2026, la Naspi, o indennità mensile di disoccupazione Inps, resta una delle principali misure di sostegno al reddito nei confronti di chi ha perso involontariamente il lavoro (salvo il caso delle dimissioni per giusta causa). Quest'anno la prestazione in oggetto non cambia i suoi requisiti e, quindi, il meccanismo di accesso, ma viene arricchita da alcune significative novità in tema di importo.

Come è noto, per accedere alla prestazione sono necessarie almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di interruzione del lavoro. Anche nell'anno in corso, il calcolo dell'indennità di disoccupazione continua a basarsi sulle retribuzioni percepite nei quattro anni anteriori alla perdita dell'occupazione. Per regola generale, infatti, la prestazione è determinata prendendo come riferimento la retribuzione media imponibile ai fini previdenziali, maturata in questo lasso di tempo.

Ebbene, la legge stabilisce che l'indennità di disoccupazione sia pari al 75% della retribuzione media, ma esclusivamente entro determinati limiti. La Naspi, infatti, è soggetta a un massimale mensile, cioè a un importo massimo che non può essere superato, indipendentemente dallo stipendio percepito in precedenza. C'è un massimale perché questa prestazione è assistenziale e a tutela del reddito, non rappresentando una sostituzione integrale dello stipendio. Tale tetto serve a contenere la spesa pubblica e a garantire equità, evitando importi molto elevati per redditi alti. Per questa via, la misura in oggetto resta sostenibile e coerente con la sua funzione sociale.

Annualmente, l'Inps aggiorna soglie e massimali per il calcolo dell'indennità di disoccupazione, tenendo conto della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo. Lo fa per adeguare gli ammortizzatori sociali all'inflazione, evitando che perdano potere d'acquisto nel tempo. Per l'anno in corso l'adeguamento è pari a +1,4%, con un conseguente incremento rispetto ai valori in vigore nel 2025. Come si legge nella circolare Inps 4/2026, l'importo massimo erogabile è oggi pari a 1.584,70 euro. In particolare, l'importo della prestazione si stabilisce addizionando gli imponibili previdenziali dell'ultimo quadriennio, dividendo il risultato per le settimane di contribuzione e moltiplicando per 4,33. Quest'anno, se la somma che si ottiene è uguale o più bassa di 1.456,72 euro (importo soglia), la prestazione sarà il 75% di tale ammontare. Se, invece, è superiore si somma anche il 25% della differenza tra 1.456,72 euro e il massimale di 1.584,70 euro.

In estrema sintesi, la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo delle indennità di disoccupazione è pari a 1.456,72 euro per il 2026, mentre l'importo massimo mensile non può in ogni caso oltrepassare 1.584,70 euro. Quest'ultima è la somma massima erogabile dall'Inps nel nuovo anno, anche in caso di retribuzioni medie più elevate.

Ricordiamo, infine, che hanno diritto alla Naspi tutti coloro che perdono il lavoro - e il relativo reddito - a causa di un licenziamento, per la scadenza di un contratto a tempo indeterminato, per risoluzione consensuale o altre forme di cessazione involontaria del rapporto. I periodi di fruizione della Naspi sono coperti da contribuzione figurativa, la quale viene accreditata senza alcun onere a carico dei lavoratori e senza la necessità di produrre specifica domanda.

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