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Legge 104, puoi evitare il nuovo accertamento dell'invaliditā se hai 70 anni e soffri di queste patologie: novitā INPS

Legge 104, puoi evitare il nuovo accertamento dell'invaliditā se hai 70 anni e soffri di queste patologie: novitā INPS
Ottenere il riconoscimento dell'invalidità civile o i benefici della legge 104 è diventato più complicato. L'Inps ha chiarito che, fino al 2028, coesistono due sistemi paralleli e le regole cambiano in base all'età e alla provincia di residenza. Ecco nel dettaglio come funziona
Il percorso burocratico per il riconoscimento dell'invalidità civile, della cecità, della sordità e delle tutele previste dalla Legge 104 sta attraversando una fase di profonda trasformazione. La riforma introdotta dal decreto legislativo 62/2024 non è entrata in vigore in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, ma si sta diffondendo a macchia di leopardo, con una sperimentazione attiva solo in alcune province e il resto del Paese ancora agganciato alle vecchie procedure.
Questo scenario crea inevitabilmente una situazione di disorientamento per i cittadini, i quali si trovano a dover verificare, prima ancora di avviare qualsiasi pratica, se il proprio Comune di residenza rientri o meno nell'area coperta dalla fase di test. Non si tratta di una questione marginale: le procedure da seguire sono radicalmente diverse a seconda della collocazione geografica, e un errore di percorso può tradursi in ritardi significativi nell'erogazione delle tutele assistenziali e sanitarie.
La data spartiacque: il 1° gennaio 2028
Il D.Lgs. 62/2024 ha ridisegnato dalle fondamenta l'architettura valutativa degli stati invalidanti in Italia, introducendo nuove logiche digitali e criteri aggiornati per la misurazione della disabilità. Tuttavia, l'applicazione piena e generalizzata di questo impianto normativo è calendarizzata soltanto a partire dal 1° gennaio 2028. Nel lungo periodo di transizione che ci separa da quella scadenza, il nuovo sistema viene testato su base volontaria e progressiva in un numero crescente di province.
Per tutti i cittadini che risiedono fuori da queste aree sperimentali, le regole operative restano quelle storicamente consolidate: il richiedente deve affidarsi al proprio medico curante per la redazione del certificato medico introduttivo, che deve essere trasmesso telematicamente prima di procedere con la domanda amministrativa vera e propria. Senza questa precisa sequenza documentale, la pratica non può essere presa in carico dalle commissioni sanitarie competenti. È dunque essenziale, per chi si appresta ad avviare l'iter, verificare con attenzione quale regime normativo sia vigente nel proprio territorio.
La deroga per gli over 70: non basta l'età anagrafica
La vera novità operativa è contenuta nel messaggio Inps n. 1750/2026, che ha fatto chiarezza su una deroga di rilievo entrata in vigore il 1° giugno scorso nelle province aderenti alla sperimentazione. Il legislatore ha stabilito che, anche nelle aree dove il nuovo sistema è già attivo, una specifica fascia della popolazione anziana possa continuare ad avvalersi della procedura tradizionale con il certificato introduttivo.
Questa possibilità è riservata ai cittadini che abbiano già compiuto 70 anni di età, ma - e questo è il punto critico - il semplice requisito anagrafico non è sufficiente ad attivare la deroga. L'Inps è perentorio su questo aspetto: per accedere al vecchio iter occorre che il soggetto presenti contestualmente un quadro clinico di particolare gravità, caratterizzato da patologie croniche accertate, da una progressiva riduzione delle funzioni fisiologiche correlata all'invecchiamento, da condizioni suscettibili di aggravarsi nel tempo e da un rischio concreto e imminente di perdita dell'autonomia nelle attività quotidiane fondamentali. La valutazione deve inoltre tenere conto delle condizioni sociali, ambientali e familiari in cui il paziente è inserito.
È evidente che si tratta di una deroga concepita per i casi più fragili e complessi, non di una scappatoia generalizzata per chi voglia semplicemente evitare le nuove procedure digitali.
Quando la deroga non si applica
La tutela differenziata riconosciuta agli over 70 non ha carattere automatico né universale. L'Inps chiarisce che, qualora non sussistano i presupposti di grave cronicità e il rischio imminente di perdita dell'autonomia personale, il doppio binario decade immediatamente, anche per chi ha superato la soglia dei settant'anni e risiede in una delle province coinvolte nella sperimentazione. In questi casi, l'applicazione del nuovo iter previsto dal D.Lgs. 62/2024 diventa tassativa e non ammette eccezioni.
Questo meccanismo selettivo impone ai medici certificatori un'attenta valutazione preliminare del quadro sanitario del paziente prima ancora di avviare la pratica, al fine di scegliere correttamente il canale procedurale da seguire. Un'errata valutazione iniziale, con l'utilizzo della procedura sbagliata, rischia di generare intoppi burocratici che si ripercuotono direttamente sull'accesso tempestivo alle prestazioni assistenziali.
In un sistema in continua evoluzione come quello attuale, la responsabilità professionale del medico certificatore diventa, dunque, un elemento centrale nell'intero processo di riconoscimento della disabilità.


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