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Legge 104, in arrivo nuovi criteri di valutazione, i verbali con revisione dal 2027 verranno accertati con nuove regole

Legge 104, in arrivo nuovi criteri di valutazione, i verbali con revisione dal 2027 verranno accertati con nuove regole
Dal 1° gennaio 2027 la riforma della disabilità entrerà pienamente a regime su tutto il territorio nazionale, generando non poca preoccupazione tra chi ha già un verbale di Legge 104. Ma è davvero necessario rifare la visita? Ecco cosa cambia e cosa resta invariato
C'è una domanda che si pongono in molti: con l'entrata a regime del nuovo sistema, chi ha già ottenuto il riconoscimento della Legge 104 dovrà sottoporsi a una nuova visita? La risposta, in linea generale, è no. Il solo passaggio al nuovo assetto normativo, previsto per il 1° gennaio 2027, non comporta automaticamente la riconvocazione di chi ha già ottenuto un accertamento in passato.
Il punto di riferimento normativo è il D.Lgs. n. 62/2024, emanato in attuazione della legge delega n. 227/2021, che ha ridisegnato l'intero sistema di valutazione della disabilità. Il decreto, tuttavia, non si limita a introdurre nuove regole: prevede espressamente un principio di consolidamento delle situazioni già acquisite. In particolare, l'art. 35 del provvedimento contiene disposizioni pensate proprio per evitare una regressione dei diritti già riconosciuti. Le certificazioni rilasciate secondo le vecchie regole continuano quindi a produrre pienamente i loro effetti, e restano salvaguardate le prestazioni, i servizi e le agevolazioni già ottenuti. Nessun azzeramento automatico, dunque, per chi possiede già un verbale definitivo.
Cosa cambia realmente dal 1° gennaio 2027
Se i vecchi riconoscimenti restano validi, la vera trasformazione riguarda il modo in cui verranno gestiti i nuovi accertamenti. Da gennaio 2027, su tutto il territorio nazionale, la procedura passerà esclusivamente attraverso il certificato medico introduttivo, e la cosiddetta "valutazione di base" sarà affidata in via esclusiva all'INPS. In pratica, dopo l'invio del certificato da parte del medico curante, non sarà più necessario presentare anche una domanda separata all'Istituto: sarà direttamente l'INPS a convocare la persona per la visita finalizzata al riconoscimento.
Un altro elemento centrale della riforma è l'unificazione delle valutazioni, che in precedenza seguivano percorsi distinti e frammentati: invalidità civile, cecità e sordità civile, disabilità ai fini lavorativi e riconoscimento per l'accesso alle agevolazioni confluiranno ora in un unico procedimento. Il nuovo sistema, va ricordato, è già attivo in via sperimentale in numerose province italiane, e la fase sperimentale proseguirà fino al 31 dicembre 2026, prima dell'estensione definitiva su scala nazionale.
Il caso dei verbali con revisione: chi può essere richiamato
Un discorso a parte merita chi possiede un verbale che prevede già una data di revisione. In questi casi la convocazione per un nuovo accertamento è possibile, ma non perché la riforma cancelli automaticamente il vecchio riconoscimento: la revisione, semplicemente, discende dalla natura stessa del verbale originario.
Per le revisioni fissate entro il 31 dicembre 2026, nelle situazioni previste dalla disciplina transitoria, continueranno ad applicarsi i criteri precedenti. Per quelle che cadranno invece dal 2027 in avanti, il quadro cambia: potranno trovare applicazione le nuove modalità di valutazione introdotte dalla riforma. È importante sapere, però, che - durante l'attesa della revisione - i diritti restano comunque tutelati. Lo stabilisce l'art. 25, comma 6-bis, del decreto-legge n. 90/2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 114/2014, che garantisce la conservazione dei diritti acquisiti nelle more dell'accertamento, evitando così vuoti di tutela per chi è in attesa di una nuova valutazione.
Il quadro finale: doveri, tutele e cosa aspettarsi dall'INPS
Mettendo insieme i vari tasselli, la situazione per chi ha già un riconoscimento appare piuttosto chiara. Da un lato ci sono i verbali definitivi e senza revisione, che non perdono efficacia con l'entrata in vigore della riforma. Dall'altro ci sono le situazioni soggette a revisione o le nuove domande, comprese quelle legate a un eventuale aggravamento, che rientreranno invece nel nuovo sistema di valutazione.
Il decreto introduce anche una revisione dei criteri medico-legali, puntando a considerare non solo la patologia in sé, ma anche il funzionamento concreto della persona e la sua interazione con gli ostacoli presenti nei diversi contesti di vita quotidiana.
Per chi ha già ottenuto il riconoscimento, in sostanza, il 1° gennaio 2027 non rappresenta alcuna scadenza: non esiste un obbligo generale di ripresentare domanda né di sottoporsi a una nuova visita solo per effetto dell'entrata in vigore della riforma. Resta, comunque, opportuno monitorare eventuali necessità di revisione previste nel proprio verbale e le successive indicazioni operative dell'INPS, che accompagneranno l'applicazione pratica delle nuove regole.


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