Negli ultimi anni, il numero di famiglie che presentano la DSU - la Dichiarazione Sostitutiva Unica necessaria per calcolare l'ISEE - è cresciuto in modo sorprendente. Secondo i dati INPS, nel 2024 le dichiarazioni presentate hanno superato quota 10,4 milioni, partendo dai 5,9 milioni del 2016: un incremento del 77% in meno di un decennio. Nel 2025 il dato è salito ulteriormente fino a 11,3 milioni di DSU presentate.
Questa esplosione è direttamente collegata alla moltiplicazione di misure e agevolazioni - dall'Assegno Unico alle borse di studio universitarie - che dipendono proprio dall'ISEE come requisito d'accesso. Eppure, a fronte di una platea sempre più ampia di dichiaranti, si registra un dato apparentemente contraddittorio: il numero di famiglie che ricade sotto le soglie ISEE più basse si è ridotto. Circa il 3% degli ISEE ordinari elaborati nel 2025 risulta nullo, mentre il 37% si colloca sotto i 10.000 euro. In apparenza sembra un miglioramento delle condizioni economiche generali, ma la realtà è più complessa.
Secondo le elaborazioni dell'INPS, un nucleo familiare su cinque ha perso i requisiti rispetto a soli cinque anni fa, non necessariamente perché le condizioni economiche siano migliorate, ma perché alcune voci di reddito - tra cui proprio l'Assegno Unico - entrano nel conteggio dell'indicatore.
Come l'Assegno Unico fa salire l'ISEE
Introdotto nel 2022 con l'obiettivo di aggregare in un'unica misura i principali sostegni economici per i figli (ad eccezione del bonus Nido), l'Assegno Unico ha semplificato il sistema. Ma ha anche portato con sé un effetto collaterale che molte famiglie scoprono soltanto quando è ormai troppo tardi: il contributo ricevuto entra nel calcolo della situazione reddituale del nucleo familiare, contribuendo ad alzare l'ISEE.
Il funzionamento è semplice da comprendere, ma difficile da gestire nella pratica. Quando una famiglia riceve l'Assegno Unico, il reddito complessivo registrato risulta più elevato rispetto all'anno precedente. Questo aumento, anche se originato da un trasferimento pubblico, si riflette sull'ISEE. E un ISEE più alto significa, automaticamente, l'esclusione da alcune agevolazioni che prevedono soglie d'accesso specifiche: dalla tariffa agevolata per l'asilo nido, alle riduzioni sulle utenze domestiche, fino ad altri bonus legati al reddito familiare.
Il paradosso è evidente: lo Stato eroga un sussidio con una mano, e con l'altra riduce l'accesso ad altri benefici. Un corto circuito del sistema di welfare che colpisce in modo particolare le famiglie numerose, che percepiscono importi più consistenti e, quindi, subiscono una variazione dell'ISEE più marcata.
Quanto vale davvero l'Assegno Unico e quanto pesa sul tuo ISEE
Gli importi dell'Assegno Unico variano in base all'ISEE del nucleo familiare. Nel 2026, con un ISEE fino a 17.468,51 euro, il contributo può arrivare a 203,80 euro mensili per ciascun figlio minorenne e a 99,10 euro per ciascun figlio maggiorenne fino a 21 anni. All'aumentare dell'ISEE, l'importo mensile scende progressivamente.
Nel 2025, la media percepita è stata di 173 euro al mese per figlio, pari a circa 2.076 euro l'anno. Per una famiglia con tre figli, si parla di oltre 6.000 euro annui: una cifra che, sommata agli altri redditi del nucleo, può spostare sensibilmente l'ago dell'ISEE. Ed è esattamente questo importo a "fotografare" in modo diverso la situazione economica della famiglia agli occhi dei sistemi di calcolo.
In sostanza, un aiuto ricevuto oggi rischia di precludere l’accesso ad altri benefici domani. Una dinamica che impone una riflessione più ampia sull'architettura del nostro sistema di welfare, dove le misure spesso non dialogano tra loro e possono produrre effetti opposti a quelli desiderati.
Conviene o no? La risposta dipende dalla tua situazione
Non esiste una risposta valida per tutti. Nella grande maggioranza dei casi, rinunciare all'Assegno Unico sarebbe sbagliato: il contributo resta una delle misure più significative a disposizione delle famiglie con figli e, in termini assoluti, il vantaggio economico diretto supera quasi sempre le eventuali perdite su altri bonus.
Tuttavia, per i nuclei familiari che si trovano in prossimità delle soglie ISEE di altre agevolazioni, il calcolo si fa più sottile. In questi casi, l'aumento dell'indicatore economico prodotto dall'Assegno Unico potrebbe far saltare accessi a servizi o riduzioni tariffarie il cui valore complessivo è tutt'altro che trascurabile. Per questo motivo, molti esperti di fiscalità e welfare raccomandano di simulare il proprio ISEE prima di presentare la DSU, tenendo conto di tutte le voci che concorrono al calcolo, compreso il contributo per i figli.