Tra i principali
bonus che spettano anche alle famiglie con un ISEE superiore a 25mila
euro c’è l’
Assegno Unico Universale, una misura che riguarda in realtà tutte le famiglie con
figli a carico, indipendentemente dal livello ISEE. Ciò significa che anche chi supera la soglia dei 25mila euro continua a ricevere il sostegno, sebbene con importi decrescenti all’aumentare del reddito familiare. Per fare degli esempi concreti relativi al 2026, con un ISEE di 25mila euro circa l’importo mensile base per figlio si attesta a
circa 161-165 euro, mentre con un ISEE di 40mila euro circa l’importo base scende a circa 86-90 euro mensili. A questi valori si aggiungono le
maggiorazioni previste per situazioni particolari: ad esempio, per ogni
figlio successivo al secondo è riconosciuta una maggiorazione di circa
99 euro mensili per ISEE basso (con decrescita nelle fasce ISEE più alte), e per nuclei in cui
entrambi i genitori lavorano è prevista una maggiorazione aggiuntiva di
circa 35 euro mensili per figlio (anche qui decrescente al crescere dell’ISEE)
Particolarmente rilevante è la
maggiorazione per i figli piccoli, che fino a un ISEE di 40mila euro garantisce un incremento del 50% della quota base per i bambini fino a un anno di età. Nel caso di famiglie numerose con almeno tre figli, questo incremento si estende fino al compimento dei tre anni del figlio più piccolo.
Accanto all’Assegno Unico, il
Bonus Nido rappresenta un altro sostegno fondamentale per le famiglie con bambini piccoli. Questo contributo copre le spese sostenute per la frequenza degli asili nido pubblici o privati per i figli di età inferiore ai tre anni. Le famiglie con ISEE compreso tra 25mila e 40mila euro possono ottenere un
rimborso massimo di
2.500 euro all’anno, corrispondente a
227,27 euro mensili per un massimo di 11 mensilità. Una novità particolarmente interessante riguarda la
maggiorazione per i figli successivi al primo nati dopo il 2024: in questo caso, l’importo può arrivare
fino a 3.100 euro annui, equivalenti a 281,81 euro mensili. Anche chi supera i 40mila euro di ISEE mantiene il diritto al
bonus, seppur con un importo ridotto a 1.500 euro annui, senza però le maggiorazioni per i figli successivi.
Bonus nuovi nati e agevolazioni universitarie
Il 2025 ha visto l’introduzione di una nuova misura destinata alle famiglie che accolgono un nuovo membro: il
Bonus per nuovi nati. Si tratta di un contributo
una tantum di 1.000 euro riconosciuto per ogni figlio nato,
adottato o accolto in affidamento pre-adottivo a partire dal 1° gennaio 2025. Questo bonus è accessibile a tutte le famiglie con un ISEE inferiore a 40mila euro, includendo quindi ampiamente anche chi supera la soglia dei 25mila euro. L’unico requisito procedurale da rispettare è la presentazione della domanda all’INPS entro 120 giorni dalla data di
nascita o, nel caso di
adozione, dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare. Il mancato rispetto del termine comporta la perdita del diritto al beneficio.
Per quanto riguarda l’istruzione universitaria, le famiglie con ISEE superiore a 25mila euro possono beneficiare di significative
riduzioni delle tasse universitarie. Nella fascia ISEE compresa tra 24mila e 26mila euro generalmente si applica una
riduzione del 30%, permettendo alle famiglie di pagare solamente il 70% dell’importo totale delle tasse. Questo significa che su una retta universitaria annuale di 2.000 euro, ad esempio, il risparmio ammonta a 600 euro per studente. Le modalità specifiche e le percentuali di riduzione possono variare da ateneo ad ateneo, in quanto ogni
università definisce autonomamente le proprie fasce contributive e le relative agevolazioni. Molti atenei prevedono, infatti, sistemi di riduzioni progressive che tengono conto sia del valore ISEE che del merito accademico dello studente.
L’esenzione dal ticket sanitario: un diritto basato sul reddito corrente
Un aspetto che spesso genera confusione riguarda l’esenzione del
ticket sanitario. Contrariamente a quanto molti pensano,
questo beneficio non si basa sul valore ISEE, ma sul reddito familiare complessivo percepito nell’anno precedente. Questa differenza è sostanziale: mentre l’ISEE fa riferimento alla situazione economica di due anni prima e considera anche i patrimoni mobiliari e immobiliari oltre alla composizione del nucleo familiare, il calcolo per l’esenzione del ticket guarda esclusivamente ai redditi dell’anno precedente. Questa particolarità rende possibile che una
famiglia con un ISEE elevato possa comunque accedere all’esenzione dal
ticket se il reddito corrente è diminuito rispetto agli anni precedenti.
Le categorie che hanno diritto all’esenzione per motivi di reddito sono diverse e ben definite. Innanzitutto, i
soggetti con meno di 6 anni o con più di 65 anni possono accedere all’esenzione se il reddito familiare complessivo risulta inferiore a 36.165,98 euro. Per quanto riguarda i
disoccupati iscritti presso un centro per l’impiego, la soglia di reddito è molto più bassa: 8.263,31 euro, che sale a 11.362,65 euro in presenza del coniuge, con un ulteriore incremento di 516,46 euro per ogni figlio a carico. Hanno inoltre diritto all’esenzione i
titolari di assegno sociale e i loro familiari a carico, nonché i
titolari di pensione al minimo con più di 60 anni, purché il reddito familiare non superi gli 8.263,31 euro, incrementato nelle stesse modalità previste per i disoccupati. Queste soglie rendono l’esenzione dal
ticket potenzialmente accessibile anche a nuclei familiari che, sulla carta, risulterebbero in una fascia ISEE medio-alta.
Detrazioni fiscali e altri bonus per il 2026
Il ventaglio delle agevolazioni disponibili, nel 2026, per chi ha un ISEE superiore a 25mila euro non si esaurisce con i
bonus dedicati alle famiglie. Esistono infatti numerose detrazioni fiscali che non hanno alcun limite di ISEE e risultano accessibili a tutti i contribuenti. Il
Bonus ristrutturazione, ad esempio, offre nel 2026 una detrazione fiscale del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sulle abitazioni principali, con un tetto di spesa fino a 96mila euro. Per gli altri immobili, lo
sconto fiscale si riduce al 36%. Questo significa che una famiglia che investe 50mila euro nella ristrutturazione della propria prima casa può detrarre 25mila euro in 10 anni attraverso la dichiarazione dei redditi.
Parallelamente, il Bonus mobili ed elettrodomestici continua a essere disponibile con una detrazione del 50% fino a un massimo di 5mila euro, specificamente destinata all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, collegati a interventi di recupero edilizio. L’Ecobonus rappresenta un’altra importante opportunità: per il 2026 si conferma al 50% per la prima casa e al 36% per le seconde abitazioni, con limiti di spesa che variano da 30mila euro per la sostituzione degli impianti di riscaldamento fino a 100mila euro per i lavori di riqualificazione energetica globale. Anche il Sismabonus segue la stessa logica, offrendo detrazioni fiscali del 50% sulla prima casa e del 36% sulle altre abitazioni per interventi antisismici, con un massimale di spesa di 96mila euro.
Per le famiglie con figli studenti, merita attenzione il Bonus libri scolastici, accessibile con un ISEE fino a 30mila euro e destinato all’acquisto dei testi adottati ufficialmente dalle scuole secondarie di secondo grado. Analogamente, il Bonus scuole paritarie offre un contributo di 1.500 euro alle famiglie che iscrivono i propri figli alle scuole medie o al primo biennio delle superiori paritarie, sempre con un limite ISEE di 30mila euro. Anche il Bonus psicologo risulta particolarmente interessante: con un ISEE tra 30mila e 50mila euro, infatti, è possibile ottenere un contributo di 500 euro per sostenere le spese delle sedute di psicoterapia.
Infine, non va dimenticato il
Bonus mamme lavoratrici, un’agevolazione fino a
720 euro annui riservata alle lavoratrici madri con reddito da lavoro non superiore a 40mila euro. Possono accedervi le
dipendenti, le autonome o le professioniste con almeno 2 figli di cui il più giovane abbia meno di 10 anni, oppure quelle con almeno 3 figli di cui il più giovane abbia meno di 18 anni. Il beneficio si ottiene direttamente in busta paga, comunicando al
datore di lavoro il numero dei figli e i relativi codici fiscali.
Questo panorama dimostra chiaramente come superare la soglia dei 25mila euro di ISEE non significhi affatto essere tagliati fuori dal sistema di welfare italiano. Al contrario, conoscere nel dettaglio i requisiti e le modalità di accesso a ciascun bonus può tradursi in un risparmio complessivo di diverse migliaia di euro all’anno per le famiglie.