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Dipendenti pubblici, ora l'INPS paga gli studi universitari ai tuoi figli: pronte 13.000 borse di studio da 2mila euro

Dipendenti pubblici, ora l'INPS paga gli studi universitari ai tuoi figli: pronte 13.000 borse di studio da 2mila euro
L'INPS ha prorogato la scadenza per una delle opportunità più attese dagli studenti universitari: 13.228 borse di studio del valore di 2.000 euro ciascuna, destinate a figli e orfani di dipendenti e pensionati pubblici. La scadenza originaria del 12 febbraio è stata posticipata al 2 marzo 2026 alle ore 12:00. Ecco tutti i dettagli e come fare domanda
Le borse di studio INPS sono rivolte esclusivamente a studenti che rispettano condizioni precise. Possono presentare domanda i figli, orfani ed equiparati di dipendenti o pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, alla Gestione Assistenza Magistrale e al Fondo ex IPOST.
I requisiti per presentare domanda sono i seguenti:
  • Età e stato: avere meno di 32 anni alla data del 2 marzo 2026 e non aver già usufruito di provvidenze analoghe di valore superiore al 50% del contributo INPS (cioè oltre 1.000 euro).
  • Rendimento accademico per studenti iscritti: chi sta ancora frequentando un corso di laurea deve aver conseguito una media ponderata minima di 24 su 30 negli esami sostenuti durante l'anno accademico 2023-2024. Attenzione: conta solo la media di quell'anno specifico, non quella complessiva del percorso universitario.
  • Rendimento per laureati: chi si è laureato nell'anno accademico 2023-2024 deve aver ottenuto un voto minimo di 88 su 110 per le borse di laurea, oppure un voto minimo di 92 su 110 per le borse di specializzazione post-lauream.
  • Regolarità degli studi: durante l'anno accademico 2023-2024 non si può essere stati ripetenti né fuori corso, e bisogna aver sostenuto tutti gli esami previsti dal piano di studi per quell'anno. Anche un solo esame mancante comporta l'esclusione automatica.


Per quali corsi vale la borsa di studio

Ogni borsa vale 2.000 euro e può essere utilizzata per:
  • corsi universitari di laurea (triennali e magistrali);
  • corsi universitari di specializzazione post-lauream ufficialmente riconosciuti;
  • corsi di laurea all'estero in Stati membri dell'Unione Europea, purché riconosciuti come equipollenti.

Sono invece esclusi i master universitari di primo o secondo livello, i dottorati di ricerca, i corsi di perfezionamento non riconosciuti come specializzazione, e i corsi universitari in modalità part-time.
Come funziona la graduatoria
Prima di presentare la domanda è obbligatorio avere la certificazione ISEE 2026 per prestazioni universitarie, ottenuta compilando la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). L'ISEE non è solo un requisito formale, ma determina il punteggio in graduatoria.
Il sistema di punteggio ISEE prevede tre fasce:
  • ISEE fino a 16.000 euro: 1 punto;
  • ISEE tra 16.000,01 e 36.000 euro: 0,9 punti;
  • ISEE superiore a 36.000 euro: 0,8 punti.

Questo punteggio viene combinato con la media ponderata dei voti dell'anno accademico 2023-2024. Il sistema è equilibrato: anche le famiglie con redditi più alti possono vincere se lo studente presenta risultati accademici eccellenti, mentre studenti con medie inferiori ma ISEE molto basso hanno comunque buone possibilità di successo.
Come presentare domanda: procedura e scadenze
La domanda va presentata entro le ore 12.00 del 2 marzo 2026 esclusivamente online tramite il portale MyINPS, sezione "Portale prestazioni Welfare".
Per accedere servono SPID, CIE o CNS. Chi non ha queste credenziali deve procurarsele con anticipo.
Durante la compilazione bisogna inserire:
  • dati anagrafici completi del richiedente;
  • voti di tutti gli esami sostenuti nell'anno accademico 2023-2024;
  • media ponderata calcolata secondo i CFU;
  • voto di laurea (per chi si è laureato nell'anno di riferimento);
  • IBAN di un conto corrente, postale o carta prepagata intestato o cointestato al beneficiario (non sono ammessi conti di terzi, nemmeno dei genitori).

Documenti necessari:
  • Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) valida per l'ISEE 2026 per prestazioni universitarie;
  • situazione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare.

Se dopo l'invio della domanda si notano errori, è possibile correggerli tramite la funzione "Riesame" entro il 9 marzo 2026. Dopo questa data non saranno più possibili modifiche.
Presentare la domanda con anticipo permette di verificare con calma tutti i dati, recuperare documenti mancanti e controllare che l'IBAN sia corretto. Un errore nell'IBAN potrebbe compromettere l'accredito della borsa anche in caso di vittoria.
Per i vincitori, i 2.000 euro rappresentano un aiuto concreto per coprire tasse universitarie, libri di testo, materiale didattico o spese di alloggio per studenti fuori sede.


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