Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Contanti, ti hanno dato una banconota falsa come resto: ecco cosa rischi se la spendi anche senza saperlo e cosa fare

Contanti, ti hanno dato una banconota falsa come resto: ecco cosa rischi se la spendi anche senza saperlo e cosa fare
Negli ultimi mesi è tornata a crescere l’attenzione sul fenomeno delle banconote false, soprattutto per quanto riguarda i tagli da 50 euro. In molti casi chi paga non si rende conto di avere con sé una banconota contraffatta: le copie, infatti, possono apparire molto simili agli originali a un primo sguardo
Quando riceviamo il resto, raramente verifichiamo con attenzione l’autenticità delle banconote. Può però accadere che, pagando in un negozio o versando contanti in banca, qualcuno si accorga che una banconota è falsa.
La semplice detenzione di denaro contraffatto non costituisce reato. Il reato si configura solo nel momento in cui si tenta di mettere in circolazione la banconota falsa con la consapevolezza della sua falsità. Dunque, chi ha nel portafoglio una banconota falsa senza saperlo non può essere accusato di nulla.

Diverso è il caso di chi sa che il denaro è falso: in questa situazione non può spenderlo e ha il dovere di distruggerlo o consegnarlo alle autorità. Se invece una persona utilizza in buona fede una banconota falsa, ignorandone l’alterazione, non commette alcun reato perché manca l’elemento della volontà.

In Italia la contraffazione e la circolazione di denaro falso sono reati particolarmente gravi, disciplinati dall’art. 453 del codice penale.
La norma prevede la reclusione da 3 a 12 anni e la multa da 516 a 3.098 euro per chi:
  1. contraffa monete nazionali o straniere aventi corso legale;
  2. altera monete genuine attribuendo loro un valore superiore;
  3. senza aver partecipato alla falsificazione, introduce nel territorio dello Stato, detiene, spende o mette in circolazione monete contraffatte, se agisce in accordo con i falsari o con intermediari;
  4. acquista o riceve monete false con l’intento di metterle in circolazione.
La stessa pena si applica anche a chi, pur essendo autorizzato alla produzione, realizza abusivamente quantitativi eccedenti rispetto a quelli consentiti.
È prevista una riduzione di un terzo della pena quando la falsificazione riguarda monete non ancora entrate in corso legale, purché sia già stabilita la data di inizio della loro validità.

Perché si configuri il reato è, quindi, indispensabile la consapevolezza della falsità della banconota. Se si riceve una banconota falsa come resto e la si spende senza sapere che è contraffatta, non si è punibili.

Le ipotesi di reato possono essere due:
  • chi riceve in buona fede una banconota falsa ma, dopo essersi accorto della falsità, tenta comunque di passarla a un’altra persona manifesta la volontà di metterla in circolazione;
  • chi detiene denaro falso con l’intenzione di spenderlo non risponde per la semplice detenzione, ma nel momento in cui tenta concretamente di immetterlo nel circuito economico.
Cosa bisogna fare allora se si scopre di avere una banconota falsa?
Se ci si accorge della falsità dopo averla ricevuta, non la si può utilizzare per pagamenti. È possibile distruggerla oppure consegnarla presso uno sportello bancario o postale. Qualora venga accertata la contraffazione, la banconota verrà trattenuta e al possessore sarà rilasciato un verbale con copia del titolo ritirato. Non è previsto alcun rimborso o indennizzo economico per la consegna della banconota falsa.

Come si anticipava, le banconote da 50 e 20 euro risultano le più falsificate. Si tratta infatti dei tagli più diffusi nei pagamenti quotidiani e, allo stesso tempo, più semplici da riprodurre rispetto a quelli di valore superiore. Anche la Banca centrale europea, che monitora costantemente la circolazione del contante nell’area euro, conferma che questi sono i tagli maggiormente presi di mira dai falsari.

Come riconoscere una banconota falsa?
Per ridurre il rischio di truffe è importante verificare sempre il denaro ricevuto prima di completare una transazione. Alcuni controlli semplici possono fare la differenza:
  • tatto: la carta delle banconote autentiche è più consistente, rigida e leggermente ruvida;
  • controluce: devono essere visibili la filigrana e il filo di sicurezza;
  • ologramma: inclinando la banconota, l’immagine deve cambiare in modo nitido;
  • numero cangiante: il colore varia a seconda dell’angolazione.
In caso di dubbi, è consigliabile utilizzare strumenti di verifica professionali o rivolgersi alle autorità competenti. Accettare una banconota falsa, infatti, rende molto difficile recuperare la somma perduta.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.