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Condizionatore, rischi fino a 10.000 euro di multa se lo installi o lo smonti tu: ecco perché è obbligatorio un tecnico

Condizionatore, rischi fino a 10.000 euro di multa se lo installi o lo smonti tu: ecco perché è obbligatorio un tecnico
In molti si chiedono se sia possibile risparmiare montando il climatizzatore senza chiamare un tecnico. La risposta, però, dipende dal tipo di apparecchio scelto e dalle norme europee e nazionali che regolano l'uso dei gas refrigeranti, pena sanzioni economiche anche molto pesanti. Ecco tutto quello che devi sapere per non correre rischi
La legge italiana ed europea traccia un confine molto netto tra i condizionatori portatili e quelli fissi. I primi, essendo apparecchi sigillati in fabbrica che non richiedono alcun intervento sul circuito frigorifero, possono essere installati liberamente da chiunque: basta posizionarli e collegare il tubo di scarico a una finestra o a un foro nel vetro. Per i climatizzatori fissi, dotati di unità interna ed esterna collegate da tubazioni in rame, il discorso cambia radicalmente. Questi apparecchi contengono infatti gas fluorurati (i cosiddetti F-Gas) che, se dispersi nell'atmosfera, contribuiscono in modo rilevante al riscaldamento globale.
Per questo motivo il legislatore europeo, con il Regolamento (UE) 2024/573 entrato in vigore l'11 marzo 2024 in sostituzione del precedente Regolamento 517/2014, ha rafforzato l'obbligo di affidare l'installazione esclusivamente a un'impresa abilitata e a un tecnico in possesso del patentino F-Gas, un'abilitazione con validità decennale rilasciata da enti accreditati. A completare il quadro interviene anche il D.P.R. 146/2018, mentre l'impresa incaricata deve essere in possesso dei requisiti previsti dal D.M. 37/2008 (categoria C).
Cosa si può fare in autonomia e cosa no
Chi vuole comunque contenere la spesa può occuparsi personalmente della fase preparatoria, quella che precede l'apertura e la manipolazione del circuito del gas. Rientrano tra le attività consentite la tracciatura a muro per i cavi elettrici, il fissaggio meccanico delle staffe di supporto per le unità interna ed esterna, la predisposizione dell'impianto elettrico e la foratura della parete per il passaggio delle tubazioni e dello scarico condensa.
Una volta completata questa fase, però, il lavoro deve necessariamente passare nelle mani del professionista, che collega le tubazioni in rame, esegue il cosiddetto "vuoto" - un'operazione che dura circa mezz'ora e serve a eliminare aria e umidità residue, evitando blocchi e usura precoce delle valvole - e infine immette il gas refrigerante prima del collaudo finale, con cui vengono verificate tenuta stagna, stabilità termica e consumi.
In commercio esistono anche dei kit fai da te con raccordi rapidi e tubazioni pre-vuotate, pensati per semplificare la manodopera: attenzione però, perché anche in questo caso restano obbligatori l'intervento di un installatore certificato per il rilascio del gas, la verifica della tenuta e il rilascio della documentazione finale, quindi non permettono di aggirare la legge.
Le sanzioni per chi installa o smonta senza tecnico
Chi decide comunque di procedere senza le qualifiche necessarie rischia conseguenze legali. Sul piano sanzionatorio interviene il Decreto Legislativo 5 dicembre 2019, n. 163, che distingue due situazioni ben diverse tra loro.
Se è il proprietario stesso a mettere mano all'impianto - collegando le tubazioni, eseguendo il vuoto o immettendo il gas senza possedere il patentino F-Gas - diventa a tutti gli effetti la persona fisica priva del pertinente certificato di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto: la sanzione amministrativa pecuniaria prevista va da 10.000 a 100.000 euro, la stessa che si applica al tecnico o alla ditta che operano senza patentino. A questa possono aggiungersi, nei casi più gravi legati alla gestione dell'impianto, la sanzione per il rilascio intenzionale di gas fluorurati nell'atmosfera (da 20.000 a 100.000 euro) e quella per la mancata installazione o il mancato controllo dei sistemi di rilevamento perdite (da 10.000 a 100.000 euro).
Per il proprietario di casa che affidi i lavori a soggetti non abilitati sono previste sanzioni amministrative comprese tra 500 e 10.000 euro. Le stesse regole si applicano anche allo smontaggio dell'impianto, che richiede l'esecuzione del "pump down" per recuperare il gas in sicurezza prima di conferire l'apparecchio ai centri di raccolta RAEE: se è il proprietario a smontare l'impianto di persona senza patentino, si applica la sanzione da 10.000 a 100.000 euro; se si affida lo smontaggio a un soggetto non abilitato, la sanzione resta quella da 500 a 10.000 euro. In ogni caso, per tutti i modelli fissi il fai da te è vietato.

Costi, certificazioni e obbligo di registrazione
Va poi ricordato che, entro 30 giorni dall'avviamento del climatizzatore, l'installatore è tenuto a registrare l'intervento sulla Banca Dati F-Gas, gestita dalle Camere di Commercio: omettere questo adempimento espone a sanzioni che, secondo l'articolo 6 del D.lgs. 163/2019, vanno da 1.000 a 15.000 euro, oltre a rendere irregolare l'apparecchio in caso di ispezione.
Al termine dei lavori, il tecnico deve inoltre consegnare al cliente la dichiarazione di conformità (DiCo) prevista dal D.M. 37/2008, il libretto di impianto aggiornato ai sensi del D.P.R. 74/2013 e la ricevuta di registrazione telematica: documenti indispensabili in caso di controlli.
Quanto ai costi, per la sola manodopera di installazione a norma di un impianto mono split si va indicativamente da 400 a 700 euro, con lavori che durano tra le 2 e le 10 ore; per sistemi più complessi come i dual o trial split, che collegano più unità interne, la spesa può salire fino a 1.800 euro, senza contare eventuali extra per tubazioni maggiorate o attrezzature di sicurezza per lavori in quota. Una spesa che, alla luce delle sanzioni possibili, resta comunque nettamente più conveniente di un intervento fai da te fuorilegge.


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