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Caregiver, in arrivo un contributo fino a 400 euro al mese per chi assiste un disabile: ecco il nuovo disegno di legge

Caregiver, in arrivo un contributo fino a 400 euro al mese per chi assiste un disabile: ecco il nuovo disegno di legge
Più volte il Ministro per la disabilità Locatelli ha enfatizzato l'importanza di riconoscere adeguatamente il ruolo del caregiver familiare, definendolo una delle priorità del Governo. Questo obiettivo nei giorni scorsi è stato al centro del lavoro di un tavolo ministeriale
Assistere una persona cara non autosufficiente ed esserle di aiuto nelle difficoltà di gestione della vita quotidiana costituisce una funzione cardine delle relazioni di convivenza, basate sulla libera scelta e alimentate da motivazioni affettive e sentimentali. Ci sono situazioni in cui questa funzione di aiuto assume connotati di impegno tali da rendere necessari ed opportuni interventi di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche, in favore delle persone che si trovano nella condizione di assistere una persona cui sono legati per motivi affettivi o di parentela, quale che sia la loro età, perché affette da patologie invalidanti, anche croniche o degenerative.

Con il termine «caregiver familiare» si designa proprio colui che si prende cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza.

Il caregiver familiare deve farsi carico dell'organizzazione delle cure e dell'assistenza, nonché di ogni altro atto, anche amministrativo, che la persona assistita non è più in grado di compiere; può trovarsi, dunque, in una condizione di sofferenza e di disagio riconducibile ad affaticamento fisico e psicologico, solitudine, consapevolezza di non potersi ammalare per le conseguenze che la sua assenza potrebbe provocare.

Per queste considerazioni la figura del caregiver familiare deve essere valorizzata e sostenuta dallo Stato.
Lo scorso 12 gennaio, su proposta del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge recante disposizioni per il riconoscimento e la tutela delle persone che, in ambito familiare e a titolo gratuito, assistono e si prendono cura di propri congiunti con disabilità o non autosufficienti.
L'intervento normativo introduce un quadro giuridico organico, volto a riconoscere il valore sociale ed economico dell'attività di cura svolta dai caregiver familiari. L'obiettivo è garantire dignità e tutela adeguata a una figura centrale per la coesione sociale, prevenendo il rischio di isolamento e sostenendo in particolare i nuclei familiari in condizioni di maggiore fragilità.


Tra le principali misure previste dal provvedimento si segnalano:
  • sostegno economico mirato alle famiglie in difficoltà. È istituito un contributo economico nazionale, erogato dall'INPS, fino a un massimo di 400 euro mensili. Il beneficio è destinato prioritariamente ai caregiver che assistono persone con disabilità gravissima e con requisiti stringenti: familiari conviventi con carico assistenziale di almeno 91 ore settimanali; ISEE non superiore a 15.000 euro; reddito non superiore a 3.000 euro annui;
  • raccordo con le tutele territoriali. Il disegno di legge prevede specifiche disposizioni di coordinamento tra le misure di tutela statali e quelle adottate a livello regionale e locale;
  • procedura di riconoscimento e iscrizione formale. Al fine di garantire uniformità di trattamento e certezza del diritto, saranno definite modalità operative per il riconoscimento, la revoca o la sostituzione del caregiver familiare. L'INPS curerà le procedura di accettazione della figura individuata e assicurerà il monitoraggio del limite complessivo di spesa;
  • certificazione nel “progetto di vita”. La riforma interviene sui decreti legislativi 15 marzo 2024, n. 29, e 3 maggio 2024, n. 62, rendendo obbligatorio l'inserimento del nominativo del caregiver e del relativo carico assistenziale orario all'interno del “progetto di vita” e del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita. Tale formalizzazione costituisce il presupposto per l'accesso a future tutele previdenziali e agevolazioni in ambito lavorativo.

Sul versante delle tutele non economiche, il disegno di legge prevede un insieme articolato di misure, volte a sostenere i caregiver familiari nel loro ruolo quotidiano di cura e assistenza. In particolare, i caregiver potranno richiedere che il progetto di vita o il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) includa specifici interventi di supporto, quali la sostituzione del caregiver entro 24 ore in caso di emergenza, l’accesso a servizi di supporto psicologico, visite mediche e teleconsulti, nonché l’accesso prioritario alle prestazioni sanitarie e una programmazione tempestiva degli interventi assistenziali.
È inoltre riconosciuta, previo consenso della persona assistita, la possibilità di accedere ai dati sanitari necessari allo svolgimento dell’attività di cura. Il provvedimento valorizza anche le competenze maturate nell’assistenza, prevedendone il riconoscimento ai fini della qualifica di operatore socio-sanitario o di altre figure professionali dell’area sociosanitaria, secondo le modalità stabilite dagli organismi competenti e dalle normative regionali, al fine di favorire il reinserimento lavorativo.
Sul piano lavorativo, il testo di riforma introduce la possibilità di modificare l’orario di lavoro per esigenze di cura e di ricorrere al lavoro agile, oltre alla facoltà di usufruire di ferie e permessi solidali ceduti da colleghi dipendenti dello stesso datore di lavoro, nel rispetto delle condizioni previste dai contratti collettivi. È inoltre prevista la possibilità di attivare le tutele antidiscriminatorie nei casi di comportamenti discriminatori subiti in ragione dell’attività di caregiving.

Particolare attenzione è riservata ai giovani caregiver e agli studenti caregiver. I primi possono richiedere la compatibilità dell’orario di svolgimento del servizio civile con l’attività di cura, mentre per gli studenti è previsto l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie. Inoltre, l’esperienza di cura potrà essere riconosciuta come credito formativo, anche nell’ambito dei percorsi di formazione scuola-lavoro, valorizzando il ruolo svolto in termini educativi e professionali.
Il provvedimento definisce infine l'ambito soggettivo entro cui può essere individuata la figura del caregiver, includendo il coniuge, le parti dell'unione civile, i conviventi di fatto e i parenti entro il secondo grado, nonché gli affini entro il terzo grado in casi specifici, consolidando una rete di protezione certa e giuridicamente riconosciuta attorno alla persona con disabilità.

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