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Bonus donne disoccupate 2026, fino a 3mila euro annui di sgravio fiscale per chi assume: ecco requisiti e come ottenerlo

Bonus donne disoccupate 2026, fino a 3mila euro annui di sgravio fiscale per chi assume: ecco requisiti e come ottenerlo
Nel 2026 torna l'incentivo per favorire l'occupazione femminile. Scopri quali datori di lavoro possono beneficiare dello sgravio contributivo e quali requisiti devono possedere le lavoratrici per accedere all'agevolazione che vale fino a 3.000 euro annui
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato un importante strumento di sostegno all'occupazione femminile, stanziando risorse che ammontano a 154 milioni di euro per l'anno corrente, per poi salire a 400 milioni nel 2027 e attestarsi a 271 milioni nel 2028.
L'agevolazione consiste in una riduzione del 50% dei contributi previdenziali e assicurativi che i datori di lavoro devono versare quando assumono donne disoccupate, indipendentemente dalla loro età. Il beneficio presenta caratteristiche diverse a seconda della tipologia contrattuale scelta: per i contratti a tempo indeterminato lo sgravio si applica per un periodo di 18 mesi, mentre per quelli a tempo determinato la durata scende a 12 mesi. Esiste però una possibilità di estensione particolarmente vantaggiosa: nel caso in cui un contratto inizialmente a termine venga trasformato in rapporto stabile, il datore di lavoro può continuare a beneficiare dell'agevolazione fino a raggiungere il tetto massimo dei 18 mesi complessivi.
Nei rapporti di lavoro part-time, lo sgravio viene riconosciuto in maniera proporzionale rispetto all'orario effettivamente svolto. Per comprendere meglio il meccanismo, consideriamo un esempio pratico: se il limite massimo dell'agevolazione per un contratto full-time corrisponde a 3.000 euro annui e la lavoratrice viene assunta con un part-time di 20 ore settimanali invece delle canoniche 40 ore, l'importo dello sgravio si dimezza automaticamente, portandosi a 1.500 euro all'anno.
Il beneficio si estende anche alle assunzioni in cooperativa di lavoro, conformemente a quanto previsto dalla Legge 142 del 2001, e ai rapporti instaurati tramite contratto di somministrazione. Una caratteristica particolarmente interessante di questa misura è la possibilità di cumularla con altre agevolazioni, come lo sgravio per l'assunzione di lavoratori disabili, l'incentivo destinato ai percettori di NASpI o quello per la sostituzione di lavoratori in congedo. Restano invece esclusi dall'applicazione del bonus i contratti di apprendistato, il lavoro occasionale, il lavoro domestico e i contratti a chiamata o intermittenti.
Chi può accedere al bonus: requisiti per datori di lavoro e lavoratrici
L'agevolazione si rivolge ai datori di lavoro di tutta Italia, senza distinzione di settore economico, che procedono all'assunzione di donne disoccupate mediante contratti sia a tempo indeterminato che determinato. Tuttavia, per poter effettivamente beneficiare dello sgravio contributivo, le assunzioni devono rispettare un criterio essenziale: devono determinare un incremento occupazionale netto all'interno dell'azienda. Questo significa che non basta semplicemente sostituire personale uscente, ma occorre generare una crescita effettiva della forza lavoro.
Il calcolo di tale incremento avviene attraverso un confronto preciso: si considera il numero di dipendenti presenti in ciascun mese successivo all'assunzione agevolata e lo si rapporta alla media dei lavoratori impiegati nei dodici mesi precedenti, verificando che vi sia stato un aumento reale dell'organico.
Per quanto riguarda le lavoratrici che possono essere assunte con questa agevolazione, la normativa identifica tre profili distinti. Il primo comprende donne che si trovano prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, senza alcuna limitazione territoriale o settoriale: in questo caso il lungo periodo di inattività lavorativa rappresenta l'unico requisito necessario.
Il secondo profilo riguarda donne disoccupate da almeno 6 mesi, ma in questo caso devono ricorrere condizioni aggiuntive: devono risiedere in aree svantaggiate individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale oppure devono essere occupate in settori caratterizzati da una forte disparità occupazionale di genere, così come specificati dal Decreto interministeriale n. 3217 del 30 dicembre 2024.
Infine, il terzo profilo si riferisce a donne che hanno compiuto almeno 50 anni e si trovano in stato di disoccupazione da oltre 12 mesi, una categoria particolarmente vulnerabile sul mercato del lavoro che la normativa intende tutelare con particolare attenzione.
La procedura di richiesta
I datori di lavoro interessati a ottenere il bonus devono seguire una procedura telematica gestita interamente attraverso i canali digitali dell'INPS. La richiesta va inoltrata utilizzando il modulo online "92-2012", uno strumento specificamente predisposto per questa tipologia di agevolazione e disponibile all'interno del Cassetto previdenziale sul portale ufficiale dell'istituto.
L'accesso al Cassetto previdenziale richiede necessariamente un'autenticazione mediante identità digitale, che può avvenire attraverso tre modalità alternative: lo SPID di livello 2 o superiore, la Carta di Identità Elettronica (CIE) oppure la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Una volta completata la fase di autenticazione, il datore di lavoro può procedere alla compilazione della domanda fornendo tutte le informazioni richieste, relative sia alla propria posizione aziendale sia alle caratteristiche della lavoratrice da assumere.
Dopo l'invio della richiesta, l'INPS avvia la fase istruttoria durante la quale vengono verificati attentamente tutti i requisiti previsti dalla normativa, sia quelli relativi al datore di lavoro che quelli concernenti la lavoratrice beneficiaria. Se l'esito della verifica è positivo e la domanda viene accettata, il datore di lavoro riceve l'autorizzazione ad applicare lo sgravio contributivo previsto dalla normativa attraverso il flusso Uniemens, il sistema telematico mediante il quale le aziende trasmettono mensilmente all'INPS i dati retributivi e contributivi dei propri dipendenti.
In questo modo, la riduzione del 50% sui contributi si concretizza direttamente in fase di versamento mensile, alleggerendo il costo del lavoro per tutta la durata dell'agevolazione e rendendo più sostenibile per le imprese l'inserimento o il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro.


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