Come funziona la Carta da 300 euro
L’art. 53 del disegno di legge destina all’Inps, attraverso un fondo iscritto nel bilancio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, 1.645 milioni di euro per il 2027. Con queste risorse la Carta viene riconosciuta nell’anno 2027 per l’acquisto di beni e prestazioni in materia sanitaria. Secondo le stime del Governo i beneficiari sarebbero circa 5,5 milioni.
Il comunicato, diffuso dopo il Consiglio dei ministri, indica che la Carta serve per le spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale. Il testo dell’articolo, invece, parla più in generale di beni e prestazioni in materia sanitaria. Bisognerà, quindi, aspettare un decreto attuativo che preciserà cosa rientra nei 300 euro. Le somme non costituiscono reddito imponibile e non incidono sull’Isee.
Chi può ottenere la Carta
Il primo requisito è anagrafico. Bisogna avere compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026, cioè essere nati entro il 31 dicembre 1951. Chi li compie nel corso del 2027, come una persona nata il 20 giugno 1952, resta fuori dalla Carta di quell’anno.
Il secondo requisito riguarda i trattamenti percepiti. La Carta spetta a chi è titolare di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria. Sono compresi anche la pensione o l’assegno sociale e la pensione o l’assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti. L’importo annuo complessivo non deve superare 28.000 euro e va riferito al 2025, per cui la soglia si calcola sommando tutti questi trattamenti e gli importi degli anni successivi non incidono. Ad esempio, chi nel 2025 ha percepito 19.000 euro di pensione e 11.000 euro di pensione di reversibilità supera la soglia, perché il totale è di 30.000 euro.
Che cosa resta da definire
Restano comunque aperti diversi nodi da sciogliere relativamente all’uso concreto della Carta. Il decreto attuativo, affidato al Ministro del lavoro, dovrà stabilire se la Carta arriverà d’ufficio o andrà richiesta, e quali negozi, strutture sanitarie e professionisti potranno riceverla.
Dovrà, inoltre, chiarire cosa accade con riferimento a prestazioni comprese nel Servizio sanitario nazionale che il pensionato sceglie di pagare in una struttura privata, dal momento che il comunicato del Governo parla di spese non coperte.