Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Auto aziendali, in arrivo il 50% di tasse in pił se la tua ha superato i 5 anni: ecco la nuova stangata in busta paga

Fisco - -
Auto aziendali, in arrivo il 50% di tasse in pił se la tua ha superato i 5 anni: ecco la nuova stangata in busta paga
Con il correttivo alla delega fiscale cambia il conto per le auto in uso promiscuo: chi supera i cinque anni di anzianità arriva a pagare il 75% del costo ACI invece del 50%. Novità anche su optional e riassegnazioni interne
Tenere un'auto aziendale oltre il quinto anno di vita costerà molto di più, sia al dipendente che la usa sia all'impresa che la assegna. Lo schema di decreto correttivo alla delega fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri in esame preliminare il 10 giugno 2026, modifica infatti il calcolo del fringe benefit sulle vetture concesse in uso promiscuo, introducendo per la prima volta una penalizzazione legata all'età del veicolo. Chi lavora con un'auto aziendale più vecchia, o gestisce una flotta in qualità di Fleet Manager dovrà tenere conto di un imponibile che può crescere in modo sensibile proprio quando il mezzo supera i 5 anni dalla prima immatricolazione.
Il criterio dell'anzianità del veicolo
La novità più pesante sul portafoglio riguarda proprio l'anzianità dell'auto. Fino a oggi il Fisco calcolava il fringe benefit guardando alle emissioni di CO2 del veicolo, con un meccanismo a scaglioni che con la riforma viene definitivamente accantonato. Il nuovo impianto normativo guarda, invece, da quanto tempo quel mezzo circola effettivamente nel parco aziendale.
Superati i 5 anni dalla data di prima immatricolazione, il valore imponibile del fringe benefit subisce un incremento del 50%, calcolato sull'aliquota base già applicata al veicolo in base alla sua alimentazione: ovvero al tipo di motore, elettrico, ibrido o tradizionale.
L'obiettivo del Governo è spingere le aziende verso un ricambio della flotta più rapido, indicativamente entro i 4 anni, per accelerare l’abbandono dei modelli più datati e, in teoria, più inquinanti. Chi, finora, ammortizzava l'acquisto o prolungava un noleggio a lungo termine per contenere i costi dovrà affrontare un conto diverso. Superata la soglia dei 5 anni, il vantaggio economico si riduce sensibilmente, perché il rincaro fiscale si traduce in un imponibile IRPEF più alto per il lavoratore e in maggiori oneri contributivi per l'azienda.
Come funziona il calcolo con la maggiorazione
Per capire l'impatto reale bisogna partire dalla base di calcolo. L'imponibile non si determina più sulle fasce di CO2, ma applicando una percentuale fissa al costo chilometrico convenzionale delle tabelle ACI, calcolato su una percorrenza annua di 15.000 chilometri. Le auto 100% elettriche restano all'aliquota più favorevole, pari al 10% del valore ACI; le plug-in hybrid si attestano al 20%; tutti i motori endotermici tradizionali, comprese le ibride non ricaricabili, restano invece all'aliquota massima del 50%.
È su questa base che si innesta la maggiorazione del quinto anno, calcolata in percentuale relativa e non in punti assoluti. Pertanto, un'elettrica passa dal 10% al 15% del costo ACI, una plug-in dal 20% al 30%, mentre un'auto a benzina o diesel arriva a tassare ben il 75% del costo chilometrico convenzionale, contro il 50% attuale. Per un veicolo termico, già rientrante nell'aliquota più alta, si tratta dell'aumento più pesante in termini assoluti.
Optional e accessori: arriva il forfait del 5%
Il correttivo interviene anche su un altro aspetto che, negli ultimi mesi, aveva generato non poche perplessità, ossia la tassazione degli accessori non compresi nelle tabelle ACI, come rivestimenti interni particolari, sistemi di guida assistita o impianti audio di fascia alta. In passato l'Agenzia delle Entrate tendeva a richiederne la valorizzazione secondo il criterio del valore normale, un'operazione che complicava notevolmente il lavoro degli uffici del personale e apriva la strada a possibili contestazioni.
Con la nuova disciplina, indipendentemente dal numero e dal valore effettivo degli optional montati, la base imponibile del fringe benefit viene semplicemente maggiorata forfettariamente del 5%. Una soluzione che può leggermente aumentare il prelievo sulle vetture più accessoriate, ma che in cambio offre alle imprese un criterio uniforme e prevedibile, riducendo drasticamente il rischio di controlli e contenziosi legati a questa voce.
La tutela per le riassegnazioni in azienda
Buone notizie, invece, per chi gestisce i passaggi interni dei veicoli. Nelle prime bozze della riforma si era ipotizzato che la riassegnazione di un'auto a un altro dipendente, magari dopo le dimissioni del precedente assegnatario, potesse comportare un ricalcolo del fringe benefit sulla base del valore normale di mercato del veicolo usato. Il correttivo prevede che, quando l'auto passa a un nuovo lavoratore della stessa azienda, la sua storia fiscale resta invariata. L’auto continuerà a essere tassata secondo lo schema legato alla sua alimentazione e la maggiorazione scatterà solo al compimento effettivo del quinto anno dalla prima immatricolazione, a prescindere da quanti dipendenti l'abbiano guidata nel frattempo.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.