Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Animali da compagnia, da oggi li bloccano e non li fanno partire senza passaporto e vaccino: nuove regole UE

Animali da compagnia, da oggi li bloccano e non li fanno partire senza passaporto e vaccino: nuove regole UE
Se hai un cane o un gatto e stai pianificando di portarlo con te in un altro Paese europeo, è arrivato il momento di aggiornarti. Dal 22 aprile 2026 sono entrate in vigore nuove disposizioni dell'Unione europea che cambiano le carte in tavola per chi vuole viaggiare con il proprio animale domestico tra gli Stati membri
Dietro alle nuove norme non c'è burocrazia fine a sé stessa, ma una precisa strategia sanitaria. La Commissione europea ha adottato queste disposizioni il 20 gennaio scorso, con l'obiettivo di rafforzare e coordinare in modo più efficace i controlli tra i diversi Paesi membri. L'idea di fondo è quella di prevenire la diffusione di malattie animali e zoonosi - ovvero quelle patologie che possono trasmettersi dagli animali all'essere umano - senza però limitare la libera circolazione di chi, con il proprio quattro zampe, attraversa i confini dell'Unione.
Fino ad oggi, la frammentazione tra le normative nazionali aveva generato disparità e zone grigie nei controlli. Con le nuove regole, l'UE punta a rendere le procedure più omogenee e trasparenti, garantendo al tempo stesso una maggiore sicurezza per animali e persone.
Quali animali sono coinvolti
Le nuove norme non si applicano a qualsiasi tipo di animale, bensì si concentrano sugli spostamenti non commerciali di animali da compagnia. Nel concreto, sono interessati cani, gatti e furetti, le tre specie più comunemente al seguito dei loro proprietari durante i viaggi in Europa. Per alcune specie di volatili sono, invece, previste condizioni specifiche e un numero limitato di spostamenti consentiti.
È bene precisare che per "spostamento non commerciale" si intende quello effettuato a scopo personale, senza fini di vendita o trasferimento di proprietà. Chi, invece, movimenta animali per ragioni commerciali dovrà fare riferimento a un diverso quadro normativo, che resta separato rispetto a quanto introdotto con queste disposizioni.
La checklist del viaggiatore con animale
Dal 22 aprile 2026, partire senza avere tutto in regola significa semplicemente non poter partire. Le autorità di controllo - sia in partenza che all'arrivo - possono verificare la conformità della documentazione e, in caso di mancanze, l'animale potrebbe non essere ammesso nel Paese di destinazione.
Ecco cosa è necessario avere:
  • microchip elettronico: è lo strumento per la tracciabilità dell'animale e deve essere conforme agli standard dell'Unione europea. Il tatuaggio è ancora accettato, ma solo se è stato applicato prima del 3 luglio 2011 - data fissata dalle disposizioni UE in materia di identificazione - e purché sia ancora leggibile e non deteriorato nel tempo;
  • vaccinazione antirabbica: il vaccino contro la rabbia, malattia virale trasmissibile attraverso la saliva dell'animale infetto, deve essere somministrato prima del viaggio e regolarmente registrato nel passaporto europeo entro i termini previsti dalla normativa;
  • passaporto europeo per animali da compagnia: proprio come accade per i loro proprietari umani, anche cani, gatti e furetti devono essere muniti di un documento ufficiale di viaggio. Il passaporto può essere rilasciato esclusivamente da un veterinario autorizzato, e non è quindi possibile ottenerlo tramite canali non ufficiali.
Avere tutto questo in ordine non è solo una formalità: è la condizione minima per poter salire su un aereo, attraversare un confine stradale o imbarcarsi su un traghetto con il proprio animale al seguito.


Le eccezioni per Irlanda, Malta e Finlandia
Non tutti i Paesi europei applicano esattamente le stesse regole. Esistono tre eccezioni importanti di cui tenere conto se la meta del viaggio è Irlanda, Malta o Finlandia. Questi tre Stati membri sono considerati indenni da Echinococcus multilocularis, un parassita responsabile di una grave malattia infettiva - l'echinococcosi alveolare - che può colpire anche l'essere umano, con conseguenze potenzialmente molto serie per il fegato e altri organi.
Per proteggere questo status sanitario privilegiato, i cani diretti verso questi Paesi devono obbligatoriamente essere sottoposti a un trattamento antiparassitario specifico prima di entrare nel territorio nazionale. Il trattamento deve essere effettuato entro i tempi stabiliti dalle rispettive normative nazionali e deve risultare documentato nel passaporto dell'animale. Chi non rispetta questo requisito aggiuntivo rischia di vedersi impedire l'ingresso del proprio animale, indipendentemente dal resto della documentazione.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.