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Alberi troppo vicini al confine? Estirpazione e risarcimento danni

Alberi troppo vicini al confine? Estirpazione e risarcimento danni
A molti sarà certo capitato di lamentarsi che il vicino di casa abbia piantato un albero troppo vicino al confine e di chiedersi se la distanza osservata sia legittima o meno.

Per quanto riguarda alberi e piante, il codice civile contiene delle regole precise, che stabiliscono a quanta distanza dal confine gli stessi possono essere piantati.

È chiaro, infatti, che gli alberi piantati troppo vicino al confine potrebbero danneggiare la nostra proprietà, sia impedendo il passaggio di luce e aria, sia perché col passare del tempo potrebbero invadere il nostro fondo.

La legge distingue, innanzitutto, gli alberi ad alto fusto (vale a dire gli alberi che superano i tre metri d'altezza) , che devono essere tenuti ad una distanza di almeno tre metri dal confine, e gli alberi a basso fusto, per i quali la distanza minima è dimezzata (un metro e mezzo dal confine).

Se si tratta, invece, di una vite, di un arbusto, di una siepe viva o di una pianta da frutto (alta non più di 2,5 metri), gli stessi possono essere piantati anche a mezzo metro dal confine.

Un'altra questione da porsi è quella relativa alla misurazione della distanza dell'albero o della pianta dal confine.
In particolare, per procedere alla misurazione, occorre immaginare di disegnare la linea retta più breve che parta dal punto in cui la pianta è seminata e arrivi alla linea del confine.
Se la pianta, però, si è sviluppata in modo notevole, la linea retta deve partire dal centro del tronco fino al confine.
E se, invece, sono i rami dell'albero a invadere la nostra proprietà? In questo caso possiamo chiedere in qualsiasi momento al vicino di tagliare i rami e questo diritto non si estinguerà mai, nemmeno se non lo facciamo valere per decenni (non si applica la c.d. "prescrizione").

Occorre ora chiedersi cosa fare in concreto se riscontriamo la violazione della disciplina generale sulle distanze minime dal confine.
In questo caso, è possibile rivolgersi al tribunale per ottenere il risarcimento del danno, che si presume esistente per il solo fatto che non è stata rispettata la distanza minima prevista dalla legge (è poi, comunque possibile provare e chiedere il risarcimento di danni ulteriori) ed è possibile chiedere che il giudice condanni il vicino ad estirpare la pianta seminata ad una distanza inferiore a quella regolamentare, indipendentemente dal fatto che la pianta abbia provocato o meno uno specifico danno alla nostra proprietà. Anche l'estirpazione dell'albero può essere chiesta in qualsiasi momento, in quanto il diritto non si estingue per il semplice decorso del tempo.

Infine, è opportuno precisare che la disciplina sulle distanze di piante e alberi dal confine non si applica in tutti i casi in cui ci sia un rapporto di vicinato.
È, infatti, necessario, che si sia in presenza di
  • due fondi confinanti,
  • appartenenti a diversi proprietari diversi
  • ma che sul confine non ci sia un muro che divide le due proprietà.
In particolare, se le due proprietà sono separate da un muro divisorio, la disciplina sopra esaminata si applica solo se le piante in questione superano l'altezza del muro stesso.
La Corte di Cassazione, inoltre, ha aggiunto un'altra ipotesi in cui la disciplina sulle distanze di alberi e piante non si applica: con la sentenza n. 19936 del 2007, infatti, la Corte ha precisato che quando le due proprietà sono separate da un fosso che sia di proprietà comune dei due vicini, la disciplina non si applica.
Infine, altro caso in cui la disciplina sulle distanze non è applicabile è quello in cui la contestazione abbia ad oggetto piante in vaso o piante rampicanti.

La norma di riferimento è l'art. 892 del c.c..

Redazione Giuridica

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