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Agenzia delle Entrate, in arrivo multe salate a chi vende regolarmente su Vinted o eBay: ecco le nuove regole

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Agenzia delle Entrate, in arrivo multe salate a chi vende regolarmente su Vinted o eBay: ecco le nuove regole
Hai ricevuto un regalo poco gradito? Stai pensando di metterlo su Vinted per convertirlo in contanti? Se metti in vendita oggetti tuoi usati o regali che non ti piacciono, in modo saltuario e occasionale, non stai facendo nulla di illegale. È perfettamente lecito liberarsi di un capo di abbigliamento, di un profumo o di un paio di scarpe che non usi più. Il problema nasce quando la vendita diventa abituale
Dietro l’apparente semplicità di Vinted e simili, si nascondono alcune regole che è bene conoscere per evitare brutte sorprese. Se vendi spesso, con un flusso costante di guadagni, annunci curati e prezzi competitivi, il Fisco può considerarti un venditore professionale. A quel punto diventano obbligatorie partita IVA e dichiarazione dei redditi.
In quel momento possono scattare controlli fiscali e, nei casi più gravi, anche conseguenze penali.

Il punto non è tanto dove si vende, ma come e con quale continuità. Liberarsi di un oggetto indesiderato è perfettamente lecito; diverso è usare le piattaforme online come fonte stabile di guadagno senza dichiarare i redditi o senza aprire una partita Iva.

In questi casi, l’Agenzia delle Entrate può contestare l’attività non dichiarata e applicare sanzioni economiche anche pesanti.
In tale contesto si colloca l'emanazione del Regolamento europeo 2021/514, comunemente conosciuto solo come direttiva DAC7, attraverso cui si obbligano i gestori delle piattaforme digitali online a collaborare con gli enti fiscali dei singoli Paesi nel comunicare una serie di informazioni economiche.
La direttiva europea, entrata in vigore il 1° gennaio 2023, segna un passaggio importante nella regolamentazione della gig economy e del commercio digitale. La normativa introduce nuovi obblighi di trasparenza fiscale per le piattaforme online che mettono in contatto venditori e acquirenti, obblighi dai quali restano esclusi esclusivamente quanti, utilizzando le piattaforme, nel 2023 hanno effettuato meno di 30 operazioni complessive e conseguito introiti inferiori a 2.000 euro.
Il fine è di contrastare l’evasione fiscale e migliorare la comunicazione tra i diversi enti di controllo.

Quali piattaforme sono coinvolte?
La DAC7 si applica alle cosiddette Foreign Platform Operator, ovvero le piattaforme di vendita e intermediazione online, tra cui:
  • Amazon
  • eBay
  • Vinted
  • Etsy
  • Vestiaire Collective
  • Airbnb.


Queste piattaforme sono, ora, tenute a raccogliere e comunicare alle autorità fiscali i dati relativi alle transazioni effettuate dagli utenti.

Per le operazioni che rientrano in specifiche categorie (vendita di beni, locazione di immobili, prestazione di servizi personali), le piattaforme devono trasmettere informazioni come:
  • codice fiscale del venditore;
  • dati identificativi personali;
  • importi incassati;
  • coordinate bancarie (IBAN).
L’obiettivo è consentire alle autorità fiscali di monitorare le attività economiche svolte online e contrastare l’evasione fiscale.
Ma quando è necessario aprire la partita IVA?
Il decreto attuativo della DAC7, il D. Lgs. n. 32/2023, ha chiarito modalità e tempistiche di comunicazione.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate può considerare l’attività come commerciale e abituale se:
  • le vendite non sono sporadiche;
  • i ricavi superano i 5.000 euro annui.
In questi casi diventa obbligatoria l’apertura della partita IVA, con il conseguente pagamento di imposte e contributi.
Le sanzioni scattano in caso di:
  • mancata dichiarazione dei redditi percepiti;
  • mancata apertura della partita IVA quando dovuta;
  • dichiarazioni false o incomplete.
In particolare, il regime sanzionatorio di cui all’articolo 12, comma 3, del D. Lgs. 32/2023 prevede l’irrogazione di sanzioni sia per omessa comunicazione delle informazioni (da 2.000 euro a 21.000 euro, aumentata della metà), sia per incompleta o inesatta comunicazione delle medesime informazioni (sanzione di cui sopra, ridotta della metà).

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