Il meccanismo dell'annullamento e la fine delle azioni esecutive
Il debito viene dunque rimosso attraverso il c.d. “discarico automatico dei ruoli”, un'operazione tecnica con cui l'Agenzia delle Entrate-Riscossione elimina fisicamente le pendenze dai propri registri. Questo significa che le sanzioni non devono più essere pagate, anche se il cittadino ha già ricevuto una cartella o un avviso che intimava il versamento entro termini ormai superati. L'effetto immediato è l'estinzione di ogni procedimento di riscossione pendente, che termina senza produrre ulteriori oneri o interessi di mora.
L'annullamento del debito per legge mette al riparo i cittadini da qualsiasi azione forzosa. Non bisogna più temere pignoramenti dei conti correnti o altre misure cautelari, poiché l'AdER non dispone più di un titolo valido per procedere. Sotto il profilo legale, anche i procedimenti giudiziari ancora aperti si estinguono di diritto. I giudizi instaurati vengono chiusi con la compensazione delle spese tra le parti, evitando così che il cittadino o lo Stato debbano corrispondere le spese legali alla controparte.
Il paradosso dei rimborsi: la beffa per i cittadini adempienti
Tuttavia, la Legge n. 15/2025 riserva un trattamento sfavorevole a chi aveva deciso di mettersi in regola immediatamente. Il legislatore ha, infatti, stabilito che tutte le somme già versate a titolo di sanzione entro la data di entrata in vigore del decreto (fine 2024) restano acquisite al bilancio dello Stato. Ciò implica che non esiste alcun meccanismo di rimborso, né automatico né su istanza di parte. Se un cittadino ha pagato i 100 euro nel 2022 o nel 2023, quei soldi non gli verranno restituiti, creando una palese disparità di trattamento tra chi ha sanato la propria posizione e chi ha, invece, atteso l'intervento sanante del legislatore.
Istruzioni operative e gestione dei nuovi solleciti
Dal punto di vista pratico, il cittadino non deve compiere alcuna attività. Non è necessario presentare ricorsi, istanze di autotutela alla ASL di riferimento o comunicazioni formali agli sportelli dell'Agenzia delle Entrate. L'annullamento opera per legge e l'ente riscossore è obbligato a procedere autonomamente. Può accadere che, a causa di disguidi tecnici o di spedizioni automatiche programmate mesi prima, arrivino ancora solleciti o avvisi relativi all'obbligo vaccinale. In questi casi, il documento può essere conservato, ma non ha più alcun valore legale, dal momento che la sanzione non è più dovuta e la pretesa di pagamento è nulla.
L'annullamento non riguarda esclusivamente la fascia degli over 50, ma si estende a tutte le sanzioni pecuniarie nate dagli obblighi vaccinali introdotti in fase emergenziale, includendo dunque anche i sanitari e le altre categorie professionali originariamente vincolate. Per una verifica definitiva della propria posizione, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha predisposto sul proprio portale ufficiale una sezione dedicata all'inosservanza dell'obbligo vaccinale, dove vengono riepilogati i termini della cancellazione.