Il fulcro della nuova strategia risiede nel Codice Identificativo Nazionale, meglio noto come CIN, che funge da vera e propria impronta digitale per ogni casa vacanza o bed and breakfast. Questo strumento ha, di fatto, eliminato ogni forma di anonimato digitale, imponendo ai locatori l'obbligo di esibire la sequenza alfanumerica sia fisicamente all'esterno delle strutture, sia virtualmente su ogni annuncio pubblicato online. Per la Guardia di Finanza, la mancanza di questo codice non rappresenta soltanto una violazione amministrativa, ma costituisce un indicatore di rischio primario che fa scattare accertamenti approfonditi sulla natura dell'attività. La regolarizzazione attraverso il CIN assicura, inoltre, che l'immobile rispetti i parametri di sicurezza antincendio e i requisiti igienico-sanitari, tutelando l'incolumità dei viaggiatori e prevenendo situazioni di degrado che potrebbero ledere l'immagine del turismo italiano.
L'efficacia degli interventi ispettivi è oggi garantita dall'impiego di sofisticati strumenti di analisi del rischio digitale, coordinati dall'Unità Integrata Permanente per l'Analisi di Rischio (Uipar). Grazie alla stretta collaborazione tra la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate, le informazioni provenienti dai portali di prenotazione vengono incrociate con le dichiarazioni dei redditi, attraverso algoritmi che individuano istantaneamente le incongruenze finanziarie.
Questo sistema permette di identificare con precisione le imprese occulte, ovvero soggetti che, pur presentandosi come semplici privati che affittano occasionalmente una stanza, gestiscono in realtà circuiti ricettivi strutturati senza corrispondere l'Iva e le imposte sui redditi.
I controlli si estendono anche alle grandi piattaforme online, le quali, operando come sostituti d'imposta, sono chiamate a versare le ritenute alla fonte, un meccanismo che ha già permesso il recupero di oltre 1,2 miliardi di euro da parte dei giganti multinazionali del web.
Oltre alla tecnologia, un ruolo fondamentale è assolto anche dall'attività di controllo economico del territorio con mappature fisiche costanti, specialmente nei distretti ad alta densità turistica. Nelle grandi città d'arte come Roma e nei bacini lacustri come il Lago di Garda, i protocolli d'intesa con le autorità locali hanno permesso di individuare strutture completamente abusive o dolosamente frammentate. Emblematico è il caso scoperto nei pressi della Fontana di Trevi, dove un intero stabile era stato trasformato in un albergo di lusso non autorizzato, sfruttando varie partite Iva indipendenti tra loro, al fine di eludere i controlli.
La vigilanza del Fisco non trascura il settore del lusso, dove l'evasione può assumere contorni transnazionali attraverso il fenomeno dell'esterovestizione. Operazioni recenti hanno colpito società che, pur avendo una sede legale fittizia nel Regno Unito, gestivano lussuose dimore in Toscana senza pagare le tasse nel nostro Paese, portando a sequestri milionari che ristabiliscono il principio di tassazione nel luogo di produzione del reddito.
Accanto alla lotta all'evasione, la Guardia di Finanza è impegnata nel contrasto alle truffe online che alimentano il fenomeno degli appartamenti fantasma. Sofisticati sistemi informatici permettono a malintenzionati di incassare acconti per case inesistenti, spostando rapidamente i proventi su conti esteri.