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Addio bonus fiscali 2027, arrivano i tagli dallo Stato, bonus casa tra i pił colpiti: ecco quali scompariranno

Addio bonus fiscali 2027, arrivano i tagli dallo Stato, bonus casa tra i pił colpiti: ecco quali scompariranno
Il tempo delle agevolazioni facili sta per finire. Dal 2027 il conto dei bonus fiscali si alleggerirà di oltre 40 miliardi di euro, con il settore edilizio in prima linea. Ecco cosa cambia per famiglie e contribuenti
Per capire la portata della svolta bisogna partire dai numeri attuali, che raccontano di un sistema fiscale letteralmente sommerso da agevolazioni. Secondo il Rapporto annuale sulle spese fiscali, elaborato dalla Commissione tecnica del Ministero dell'Economia e delle Finanze e presieduta dal professor Mauro Marè, nel 2026 lo Stato italiano rinuncerà a 129,7 miliardi di euro di gettito per finanziare ben 573 bonus fiscali diversi. Una cifra impressionante, che fotografa un impianto normativo estremamente frammentato: quasi un quarto di queste misure (il 24,3%) costa meno di 10 milioni di euro l'anno, mentre un ulteriore 25% non è nemmeno quantificabile con precisione per mancanza di dati.

Si tratta spesso di micro-esenzioni dal sapore politico più che economico, come sconti sull'imposta di bollo per alcuni certificati giudiziari o esenzioni per specifiche istituzioni culturali. Il vero peso sui conti pubblici, però, è concentrato altrove: appena 23 misure - il 4% del totale - assorbono da sole l'83% della spesa complessiva. Al primo posto ci sono i bonus edilizi - superbonus, ecobonus, sismabonus e ristrutturazioni - che pesano per 53,24 miliardi tra mancato gettito IRPEF e IRES. Seguono le detrazioni per i redditi medi (8,5 miliardi l'anno) e il trattamento integrativo in busta paga (circa 4 miliardi).

-42 miliardi entro il 2028

Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, intervenendo il 25 giugno scorso durante il roadshow organizzato da Agenzia delle Entrate e INPS su fisco e previdenza, ha confermato che il lavoro di "snellimento" delle tax expenditures è già al vaglio del MEF. E i dati del Rapporto certificano che la sforbiciata non è più solo un'intenzione politica, ma un percorso già scritto nella legislazione vigente.

Tra il 2026 e il 2028 la spesa complessiva per i bonus scenderà da 129,7 a 87,6 miliardi di euro, con un taglio netto di 42,1 miliardi, pari a -32,4%. A pagare il prezzo più alto sarà ancora una volta il comparto edilizio: i bonus casa, che nel 2026 valgono 37,9 miliardi sulla sola componente IRPEF, scenderanno a 27,4 miliardi nel 2027 per poi crollare a 12,4 miliardi nel 2028. In pratica, chi pensava di sistemare casa sfruttando le vecchie aliquote dovrà fare i conti con una progressiva riduzione delle percentuali di detrazione e dei tetti di spesa. Il bonus facciate, invece, sparirà del tutto entro il 2028, azzerando completamente il suo costo per le casse pubbliche.

La tabella dei bonus casa: come cambiano aliquote e limiti

Per orientarsi tra le nuove regole, ecco come evolveranno aliquote e massimali di spesa per le principali ristrutturazioni edilizie nei prossimi anni:
Periodo Tipologia aliquota Aliquota Limite di spesa
2012-2024 Qualsiasi immobile 50% 96.000 euro
2025-2026 Abitazione principale 50% 96.000 euro
2025-2026 Altri casi 36% 96.000 euro
2027 Abitazione principale 36% 96.000 euro
2027 Altri casi 30% 96.000 euro
2028-2033 Qualsiasi immobile 30% 48.000 euro
Dal 2034 Qualsiasi immobile 36% 48.000 euro


A questo si aggiunge la stretta ambientale voluta da PNRR e REPowerEU per eliminare i cosiddetti Sussidi Ambientalmente Dannosi: è già sparito lo sconto storico sulle accise del gasolio rispetto alla benzina, mentre l'IVA sullo smaltimento in discarica e sull'incenerimento senza recupero energetico passa dal 10% al 22%, con possibili ripercussioni sulle bollette dei rifiuti. Non vengono risparmiati nemmeno i fringe benefit aziendali, con tassazione più alta per i veicoli a maggiori emissioni.

Chi resta protetto

Nonostante la portata della revisione, il riordino non sarà indiscriminato. Il piano di riordino messo a punto dal Governo prevede una tutela esplicita per i redditi medio-bassi e per il nucleo familiare. I bonus in busta paga per i lavoratori dipendenti resteranno invariati, così come l'assegno unico, che continuerà a essere escluso dalla base imponibile IRPEF senza modifiche in vista.

Restano fuori dai tagli anche le pensioni di guerra, esentate per 3,9 miliardi l'anno, e la detrazione del 19% sulle spese mediche, la voce più pesante tra le detrazioni ordinarie con un costo di circa 5 miliardi annui.

Il messaggio che arriva da Roma è chiaro: dopo la stagione dei "bonus a pioggia" e l'esperienza controversa del superbonus, l'obiettivo dichiarato è costruire un sistema fiscale più selettivo, programmato e monitorato, capace di premiare chi ne ha realmente bisogno senza disperdere risorse pubbliche in mille rivoli. Per i contribuenti, la parola d'ordine dei prossimi anni sarà una sola: muoversi in tempo, prima che le vecchie aliquote diventino solo un ricordo.


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