Si tratta spesso di micro-esenzioni dal sapore politico più che economico, come sconti sull'imposta di bollo per alcuni certificati giudiziari o esenzioni per specifiche istituzioni culturali. Il vero peso sui conti pubblici, però, è concentrato altrove: appena 23 misure - il 4% del totale - assorbono da sole l'83% della spesa complessiva. Al primo posto ci sono i bonus edilizi - superbonus, ecobonus, sismabonus e ristrutturazioni - che pesano per 53,24 miliardi tra mancato gettito IRPEF e IRES. Seguono le detrazioni per i redditi medi (8,5 miliardi l'anno) e il trattamento integrativo in busta paga (circa 4 miliardi).
-42 miliardi entro il 2028
Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, intervenendo il 25 giugno scorso durante il roadshow organizzato da Agenzia delle Entrate e INPS su fisco e previdenza, ha confermato che il lavoro di "snellimento" delle tax expenditures è già al vaglio del MEF. E i dati del Rapporto certificano che la sforbiciata non è più solo un'intenzione politica, ma un percorso già scritto nella legislazione vigente.
Tra il 2026 e il 2028 la spesa complessiva per i bonus scenderà da 129,7 a 87,6 miliardi di euro, con un taglio netto di 42,1 miliardi, pari a -32,4%. A pagare il prezzo più alto sarà ancora una volta il comparto edilizio: i bonus casa, che nel 2026 valgono 37,9 miliardi sulla sola componente IRPEF, scenderanno a 27,4 miliardi nel 2027 per poi crollare a 12,4 miliardi nel 2028. In pratica, chi pensava di sistemare casa sfruttando le vecchie aliquote dovrà fare i conti con una progressiva riduzione delle percentuali di detrazione e dei tetti di spesa. Il bonus facciate, invece, sparirà del tutto entro il 2028, azzerando completamente il suo costo per le casse pubbliche.
La tabella dei bonus casa: come cambiano aliquote e limiti
Per orientarsi tra le nuove regole, ecco come evolveranno aliquote e massimali di spesa per le principali ristrutturazioni edilizie nei prossimi anni:
| Periodo | Tipologia aliquota | Aliquota | Limite di spesa |
| 2012-2024 | Qualsiasi immobile | 50% | 96.000 euro |
| 2025-2026 | Abitazione principale | 50% | 96.000 euro |
| 2025-2026 | Altri casi | 36% | 96.000 euro |
| 2027 | Abitazione principale | 36% | 96.000 euro |
| 2027 | Altri casi | 30% | 96.000 euro |
| 2028-2033 | Qualsiasi immobile | 30% | 48.000 euro |
| Dal 2034 | Qualsiasi immobile | 36% | 48.000 euro |
A questo si aggiunge la stretta ambientale voluta da PNRR e REPowerEU per eliminare i cosiddetti Sussidi Ambientalmente Dannosi: è già sparito lo sconto storico sulle accise del gasolio rispetto alla benzina, mentre l'IVA sullo smaltimento in discarica e sull'incenerimento senza recupero energetico passa dal 10% al 22%, con possibili ripercussioni sulle bollette dei rifiuti. Non vengono risparmiati nemmeno i fringe benefit aziendali, con tassazione più alta per i veicoli a maggiori emissioni.
Nonostante la portata della revisione, il riordino non sarà indiscriminato. Il piano di riordino messo a punto dal Governo prevede una tutela esplicita per i redditi medio-bassi e per il nucleo familiare. I bonus in busta paga per i lavoratori dipendenti resteranno invariati, così come l'assegno unico, che continuerà a essere escluso dalla base imponibile IRPEF senza modifiche in vista.
Restano fuori dai tagli anche le pensioni di guerra, esentate per 3,9 miliardi l'anno, e la detrazione del 19% sulle spese mediche, la voce più pesante tra le detrazioni ordinarie con un costo di circa 5 miliardi annui.
Il messaggio che arriva da Roma è chiaro: dopo la stagione dei "bonus a pioggia" e l'esperienza controversa del superbonus, l'obiettivo dichiarato è costruire un sistema fiscale più selettivo, programmato e monitorato, capace di premiare chi ne ha realmente bisogno senza disperdere risorse pubbliche in mille rivoli. Per i contribuenti, la parola d'ordine dei prossimi anni sarà una sola: muoversi in tempo, prima che le vecchie aliquote diventino solo un ricordo.