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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 20343 del 23 luglio 2024
«In tema di appello, gli artt. 342 e 434 cod. proc. civ., impongono che l'impugnazione contenga una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata, accompagnata da una parte argomentativa volta a confutare le...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 19046 del 11 luglio 2024
«In materia di impugnazioni, gli articoli 342 e 434 c.p.c., nel testo formulato dal D.L. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla L. n. 134 del 2012, richiedono, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle questioni e dei punti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 16763 del 17 giugno 2024
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo formulato dal D.L. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla L. n. 134 del 2012, impongono che l'impugnazione debba contenere una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 6922 del 14 marzo 2024
«Nel giudizio di appello, gli artt. 342 e 434 c.p.c., devono essere interpretati in modo non formalistico; l'appellante deve confutare le ragioni addotte dal primo giudice senza ricorrere a particolari forme sacramentali o redigere un progetto...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 5533 del 1 marzo 2024
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo modificato dalla novellazione del 2012, prevedono che l'appello debba contenere una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e delle relative doglianze, affiancando...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 35983 del 27 dicembre 2023
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo formulato dal D.L. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla L. n. 134 del 2012, vanno interpretati nel senso che l'impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 26624 del 15 settembre 2023
« Gli artt. 342 e 434 c.p.c. vanno interpretati nel senso che l'impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazioni delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e, con essi, delle relative doglianze,...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 16077 del 16 giugno 2025
«L'ordinanza ex art. 348-bis cod. proc. civ., anche nel rito del lavoro ai sensi dell'art. 436-bis cod. proc. civ., deve pronunciarsi prima della trattazione della causa, senza che ciò possa desumersi dall'invito alle parti a concludere. Il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 29741 del 11 novembre 2025
«Nel rito del lavoro, il deposito di documenti non prodotti in prime cure può essere ammesso in appello ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., anche laddove la parte sia incorsa nelle preclusioni istruttorie del primo grado. Il giudice può...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27792 del 17 ottobre 2025
«In materia di opposizione a sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, l'utilizzo dell'art. 345 c.p.c. per dichiarare inammissibile la produzione di nuove prove in appello costituisce errore processuale, dovendo invece...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 24862 del 9 settembre 2025
«Il pagamento costituisce eccezione in senso lato e dunque il giudice d'appello deve rilevarlo anche d'ufficio quando esso risulti dalla documentazione ritualmente prodotta, in quanto la produzione di nuovi documenti, in deroga al divieto ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 23732 del 22 agosto 2025
«Il pagamento costituisce eccezione in senso lato e dunque il giudice d'appello deve rilevarlo anche d'ufficio quando esso risulti dalla documentazione ritualmente prodotta, in quanto la produzione di nuovi documenti, in deroga al divieto ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 21847 del 29 luglio 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente anche in grado d'appello, qualora li ritenga indispensabili ai fini della decisione, ricorrendo ai poteri officiosi di cui all'art. 437 c.p.c. per...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 18666 del 8 luglio 2025
«In materia di locazione, soggetta al rito del lavoro ai sensi dell'art. 447-bis c.p.c., la regola che presiede alla ammissibilità di nuovi mezzi di prova in appello va ricavata dall'art. 437 c.p.c. e non dall'art. 345 c.p.c. In tale contesto,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15899 del 13 giugno 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di nuovi documenti in appello è ammessa soltanto se il collegio li ritiene indispensabili ai fini della decisione della causa. L'art. 437 c.p.c. stabilisce che l'ammissibilità dei nuovi mezzi di prova in appello...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15308 del 9 giugno 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente, qualora li ritenga indispensabili per la decisione, anche in grado di appello, ricorrendo ai poteri officiosi di cui all'art. 437 c.p.c.»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4580 del 21 febbraio 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice deve vagliare l'ammissibilità di nuovi documenti prodotti in appello ai sensi dell'art. 437 cod. proc. civ., sotto il profilo della rilevanza degli stessi in termini di indispensabilità ai fini della decisione,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 88 del 3 gennaio 2025
«Il giudice nel rito del lavoro ha l'obbligo di valutare preliminarmente se consentire nuove allegazioni e nuove produzioni documentali in appello, in ossequio ai limiti imposti dall'art. 437 c.p.c. Le nuove prove possono essere ammesse solo se...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 22907 del 19 agosto 2024
«Nel rito del lavoro, dovendosi contemperare il principio dispositivo con quello di ricerca della verità, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente - qualora li ritenga indispensabili ai fini della decisione - anche...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 19829 del 18 luglio 2024
«Nel rito del lavoro, il giudice di appello deve vagliare l'ammissibilità dei documenti prodotti dall'appellante, già contumace in primo grado, ex art. 437 c.p.c. in base alla loro rilevanza e, cioè, all'indispensabilità ai fini della decisione,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 17587 del 26 giugno 2024
«Nel rito del lavoro, la mancata comunicazione del dispositivo (che, secondo la regola generale dell'art. 437 c.p.c., dev'essere letto nella stessa udienza di discussione) in esito all'udienza cartolare a trattazione scritta - prevista per...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 30571 del 3 novembre 2023
«Nel rito del lavoro, stante l'esigenza di contemperare il principio dispositivo con quello della ricerca della verità materiale, allorché le risultanze di causa offrono significativi dati di indagine, il giudice, anche in grado di appello, ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 2199 del 2 febbraio 2026
«Nei giudizi relativi a prestazioni previdenziali o assistenziali che richiedono accertamenti tecnici, il giudice è tenuto a nominare uno o più consulenti tecnici ai sensi dell'art. 445 cod. proc. civ., e deve motivare adeguatamente il rigetto...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 7335 del 14 marzo 2023
«Il vizio afferente l'invalida o irregolare costituzione del collegio arbitrale (anche costituito per obbligo di legge), derivante dal fatto che la nomina sia stata effettuata in violazione dei modi e delle forme di cui ai Capi I e II del titolo...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 3561 del 7 febbraio 2024
«L'adozione di provvedimenti interni riguardanti l'assegnazione della causa o la sostituzione del relatore senza permettere alle parti una nuova precisazione delle conclusioni dinanzi al nuovo Collegio decidente può comportare un vizio di...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 29237 del 12 novembre 2024
«I giudici onorari possono decidere ogni processo e pronunciare qualsiasi sentenza per la quale non vi sia espresso divieto di legge, stante la piena assimilazione, ai sensi dell'art. 106 Cost., dei loro poteri a quelli dei magistrati togati,...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 29428 del 14 novembre 2024
«Il giudice che ha chiesto ed ottenuto dal capo dell'ufficio l'autorizzazione ad astenersi difetta di legittimazione a comporre il collegio giudicante, ex art. 51 c.p.c. in relazione all'art. 158 c.p.c., senza che possa farsi carico alla parte...»
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Cassazione civile, Sez. V, ordinanza n. 11430 del 30 aprile 2025
«La sentenza di primo grado sottoscritta dall'estensore e da un presidente di collegio diverso da quello indicato in epigrafe, fatta salva l'ipotesi dell'errore materiale, è affetta da nullità per vizio di costituzione del giudice, sanabile ai...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 27962 del 21 ottobre 2025
«La nullità della sentenza per vizio di costituzione del giudice ex art. 158 c.p.c. può essere dichiarata solo quando vi sia prova che il collegio deliberante sia diverso da quello che ha assistito alla discussione della causa. La data del decreto...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 7814 del 17 marzo 2024
«L'inosservanza delle disposizioni sulla composizione collegiale o monocratica del tribunale legittimato a decidere su una domanda giudiziale costituisce, alla stregua del rinvio operato dall'art. 50 quater c.p.c. al successivo art. 161, comma 1,...»