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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 14940 del 19 maggio 2026
«Nel rito del lavoro, anche in grado di appello il giudice può esercitare i poteri istruttori officiosi e ammettere nuova documentazione, ivi compresi i file PEC (formato .eml) relativi alla notificazione degli avvisi di addebito, quando dagli atti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 9488 del 14 aprile 2026
«Nel rito del lavoro, integra domanda nuova - e come tale è inammissibile in appello ai sensi dell'art. 437 c.p.c. - la richiesta di declaratoria di illegittimità di un licenziamento diverso, per data e provvedimento datoriale, da quello oggetto...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2723 del 7 febbraio 2026
«Nel giudizio di lavoro pubblico, l'individuazione e l'applicazione del contratto collettivo nazionale di comparto rientrano nel potere-dovere del giudice (iura novit curia), sicché il riferimento, in appello, a un CCNL sopravvenuto non integra...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2636 del 6 febbraio 2026
«In tema di produzione di nuovi documenti nel giudizio di appello nei processi del lavoro, ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., costituisce prova nuova indispensabile quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 32596 del 14 dicembre 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può acquisire, anche in grado di appello ai sensi dell'art. 437, comma 2, c.p.c., nuovi elementi di prova dalla cui prospettazione o produzione la parte sia formalmente decaduta, purché la prova riguardi fatti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 31307 del 1 dicembre 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di prove nuove in appello è ammissibile se indispensabile ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., ossia se tale da eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione dei fatti accolta dalla pronuncia...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 30744 del 21 novembre 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di prove nuove in appello è ammissibile se indispensabile ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., ossia se tale da eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione dei fatti accolta dalla pronuncia...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 29741 del 11 novembre 2025
«Nel rito del lavoro, il deposito di documenti non prodotti in prime cure può essere ammesso in appello ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., anche laddove la parte sia incorsa nelle preclusioni istruttorie del primo grado. Il giudice può...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27792 del 17 ottobre 2025
«In materia di opposizione a sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, l'utilizzo dell'art. 345 c.p.c. per dichiarare inammissibile la produzione di nuove prove in appello costituisce errore processuale, dovendo invece...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27125 del 9 ottobre 2025
«Nel rito del lavoro, il principio dispositivo è bilanciato con la ricerca della verità materiale. Il giudice d'appello, ai sensi dell'art. 437 c.p.c., può ammettere, anche d'ufficio, nuove prove indispensabili per l'accertamento dei fatti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 23732 del 22 agosto 2025
«Il pagamento costituisce eccezione in senso lato e dunque il giudice d'appello deve rilevarlo anche d'ufficio quando esso risulti dalla documentazione ritualmente prodotta, in quanto la produzione di nuovi documenti, in deroga al divieto ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 21847 del 29 luglio 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente anche in grado d'appello, qualora li ritenga indispensabili ai fini della decisione, ricorrendo ai poteri officiosi di cui all'art. 437 c.p.c. per...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 18666 del 8 luglio 2025
«In materia di locazione, soggetta al rito del lavoro ai sensi dell'art. 447-bis c.p.c., la regola che presiede alla ammissibilità di nuovi mezzi di prova in appello va ricavata dall'art. 437 c.p.c. e non dall'art. 345 c.p.c. In tale contesto,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 16646 del 21 giugno 2025
«In tema di rito del lavoro in appello, costituisce prova nuova indispensabile, ai sensi dell'art. 437, comma 2, c.p.c., quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia gravata,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15899 del 13 giugno 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di nuovi documenti in appello è ammessa soltanto se il collegio li ritiene indispensabili ai fini della decisione della causa. L'art. 437 c.p.c. stabilisce che l'ammissibilità dei nuovi mezzi di prova in appello...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15308 del 9 giugno 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente, qualora li ritenga indispensabili per la decisione, anche in grado di appello, ricorrendo ai poteri officiosi di cui all'art. 437 c.p.c.»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4580 del 21 febbraio 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice deve vagliare l'ammissibilità di nuovi documenti prodotti in appello ai sensi dell'art. 437 cod. proc. civ., sotto il profilo della rilevanza degli stessi in termini di indispensabilità ai fini della decisione,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 88 del 3 gennaio 2025
«Il giudice nel rito del lavoro ha l'obbligo di valutare preliminarmente se consentire nuove allegazioni e nuove produzioni documentali in appello, in ossequio ai limiti imposti dall'art. 437 c.p.c. Le nuove prove possono essere ammesse solo se...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 22907 del 19 agosto 2024
«Nel rito del lavoro, dovendosi contemperare il principio dispositivo con quello di ricerca della verità, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente - qualora li ritenga indispensabili ai fini della decisione - anche...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 21880 del 2 agosto 2024
«Nel rito del lavoro, il divieto di nuove eccezioni in appello stabilito dall'art. 437, comma 2, c.p.c., concerne soltanto le eccezioni in senso proprio relative a fatti impeditivi, modificativi o estintivi del diritto fatto valere in giudizio, non...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 19829 del 18 luglio 2024
«Nel rito del lavoro, il giudice di appello deve vagliare l'ammissibilità dei documenti prodotti dall'appellante, già contumace in primo grado, ex art. 437 c.p.c. in base alla loro rilevanza e, cioè, all'indispensabilità ai fini della decisione,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 17587 del 26 giugno 2024
«Nel rito del lavoro, la mancata comunicazione del dispositivo (che, secondo la regola generale dell'art. 437 c.p.c., dev'essere letto nella stessa udienza di discussione) in esito all'udienza cartolare a trattazione scritta - prevista per...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 16358 del 12 giugno 2024
«Nel rito del lavoro costituisce prova nuova indispensabile, ai sensi dell'art. 437, comma 2, c.p.c., quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia gravata, smentendola o...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 30571 del 3 novembre 2023
«Nel rito del lavoro, stante l'esigenza di contemperare il principio dispositivo con quello della ricerca della verità materiale, allorché le risultanze di causa offrono significativi dati di indagine, il giudice, anche in grado di appello, ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 8647 del 27 marzo 2023
«Nel rito del lavoro, il giudice d'appello, in applicazione del precetto di cui all'art. 437, comma 2, cod. proc. civ., deve acquisire e valutare i documenti esibiti nel corso del giudizio dall'appellato, sia pure non in contestualità con il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 28289 del 4 novembre 2024
«Nel rito del lavoro l'inosservanza, da parte del consulente tecnico d'ufficio nominato in appello, del termine assegnatogli per il deposito della consulenza, non è causa di alcuna nullità, a condizione che esso avvenga almeno dieci giorni prima...»
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Cassazione civile, Sez. Unite, ordinanza n. 2048 del 29 gennaio 2025
«La controversia relativa alla contribuzione del 4% a carico dei professionisti iscritti all'ENPAM - nella specie attinente all'imposizione dell'obbligo del prelievo alla fonte a carico delle strutture convenzionate con il SSN, ex art. 1, comma 39,...»
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Cassazione civile, Sez. Unite, ordinanza n. 16130 del 11 giugno 2024
«La giurisdizione sul riconoscimento dei benefici per le vittime del dovere è attribuita al giudice ordinario quale giudice del lavoro e dell'assistenza sociale secondo l'art. 442 c.p.c., poiché tale diritto non rientra nell'ambito di quelli...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 25648 del 18 settembre 2025
«La competenza per territorio in ordine ad una controversia relativa alla sussistenza dell'obbligo contributivo del committente ex art. 29 del d.lgs. n. 276 del 2003 si determina in base all'art. 444, comma 3, c.p.c., prevalendo il criterio della...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 9476 del 11 aprile 2025
«In caso di accentramento degli adempimenti contributivi, la competenza territoriale a conoscere le controversie previdenziali è del giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio dell'ente presso il quale è attuato l'accentramento delle posizioni...»