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Processo penale a carico di un dipendente: sono utilizzabili le riprese effettuate sul luogo di lavoro?

Processo penale a carico di un dipendente: sono utilizzabili le riprese effettuate sul luogo di lavoro?
I risultati delle videoriprese effettuate sul luogo di lavoro sono utilizzabili nell'ambito del procedimento penale a carico del lavoratore, dal momento che le norme dello Statuto dei lavoratori poste a tutela della riservatezza dei dipendenti non vietano i controlli difensivi del patrimonio aziendale e non giustificano l'esistenza di un divieto probatorio.
Le riprese effettuate sul luogo di lavoro sono utilizzabili nell’ambito del procedimento penale instaurato a carico di un lavoratore?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4367 del 30 gennaio 2018, si è occupata proprio di questa questione, fornendo alcune interessanti precisazioni sul punto.

Il caso sottoposto all’esame della Cassazione ha visto come protagonista un lavoratore dipendente che era stato accusato del reato di “appropriazione indebita” (art. 646 c.p.), commesso in ambito lavorativo.

L’imputato era stato condannato sia in primo che in secondo grado, con la conseguenza che questi aveva deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione, nella speranza di ottenere l’annullamento della sentenza sfavorevole.

Secondo il ricorrente, in particolare, la condanna doveva considerarsi illegittima, in quanto il giudice aveva posto a fondamento della propria decisione delle “immagini captate con il sistema di video sorveglianza”, le quali, tuttavia, non erano utilizzabili.

La Corte di Cassazione, tuttavia, non riteneva di poter aderire alle considerazioni svolte dall’imputato, rigettando il relativo ricorso, in quanto infondato.

Osservava la Cassazione, infatti, che i giudici dei precedenti gradi di giudizio avevano ben evidenziato le ragioni per le quali avevano ritenuto l’imputato responsabile del reato di appropriazione indebita.

I giudici, infatti, avevano correttamente valutato le dichiarazioni rese dai testimoni e le “riprese visive effettuate dalla telecamera installata all'interno del luogo di lavoro”.

Secondo la Corte, peraltro, i giudici avevano giustamente ritenuto “utilizzabili i risultati delle videoriprese effettuate con la telecamera installata all'interno del luogo di lavoro”, dal momento che le norme dello Statuto dei lavoratori poste a tutela della riservatezza dei dipendenti non vietano i c.d. “controlli difensivi del patrimonio aziendale e non giustificano pertanto l'esistenza di un divieto probatorio”.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte di Cassazione rigettava il ricorso proposto dall’imputato, confermando integralmente la sentenza impugnata.

Redazione Giuridica

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