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Malattie professionali, ecco il nuovo elenco aggiornato dall'INAIL al 2024: aggiunte nuove malattie e termini rivisti

Malattie professionali, ecco il nuovo elenco aggiornato dall'INAIL al 2024: aggiunte nuove malattie e termini rivisti
L’Inail aggiorna le tabelle delle malattie professionali. Tra nuovi ingressi, qualche eliminazione e nuovi termini, vediamo cosa cambia e se cambia qualcosa
In Italia le malattie professionali tabellate sono divise in due gruppi, uno per il settore industria e uno per quello dell’agricoltura e sono periodicamente aggiornate in relazione alle novità medico-scientifiche.

L’Inail, con una circolare del 15 febbraio 2024, rende finalmente operativo un decreto interministeriale del 10 ottobre 2023 e approva la revisione delle tabelle delle malattie professionali.

Questo aggiornamento arriva dopo circa 16 anni: infatti le nuove tabelle sostituiscono quelle precedentemente approvate con decreto interministeriale nel 2008.

Prima di analizzare i cambiamenti apportati con l’introduzione delle nuove tabelle, soffermiamoci sul significato di malattia professionale.

Che cos’è una malattia professionale

La malattia professionale è una patologia che il lavoratore contrae per effetto del lavoro svolto. Nella definizione di malattia professionale c’è una correlazione, un nesso causale, tra attività lavorativa e malattia diagnosticata.

Attenzione, qui si parla di patologia e non di infortunio: non si deve, infatti, confondere la malattia che si contrae a causa dell’attività lavorativa svolta con l’infortunio sul lavoro.

La patologia (malattia) si manifesta gradualmente nel lavoratore, cioè in modo lento e progressivo; l'infortunio è invece un evento che accade all’improvviso, in un preciso momento.

Ad esempio, un trauma cranico provocato dalla caduta di mattoni mentre si sta lavorando su di un’impalcatura non è malattia professionale, ma infortunio sul lavoro.

Questo perché, pur essendo direttamente legato all’attività lavorativa che si sta svolgendo, accade all’improvviso e in un momento ben preciso.

Una malattia legata al lavoro potrebbe invece essere un tumore che colpisce un lavoratore che per anni lavora a contatto con amianto, o una dermatite allergica per chi maneggia solventi.

Il nesso lavoro-malattia professionale

Come spiegato dall’Inail, la causa di una malattia professionale deve essere “diretta ed efficiente”, cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente.

È necessario che esista un rapporto causale, o concausale, diretto tra il rischio professionale e la malattia.

Stabilito cos’è, e quando siamo in presenza di una malattia professionale, osserviamo ora le tabelle nelle quali sono indicate le malattie professionali riconosciute dall’Inail e i cambiamenti introdotti.

Le nuove tabelle

Anche le nuove tabelle, come quelle precedenti, sono strutturate in tre colonne:

Colonna 1: elenco delle malattie

Colonna 2: elenco delle attività lavorative che espongono al rischio delle malattie di cui alla colonna 1

Colonna 3: periodo massimo di indennizzabilità.

Per ottenere il riconoscimento di una malattia professionale, il lavoratore deve dimostrare la presenza della malattia (colonna 1), l'adibizione abituale e sistematica alla lavorazione a rischio (colonna 2), la manifestazione della malattia entro il periodo massimo di indennizzabilità (colonna 3).

Ma quali sono queste modifiche alle tabelle? Diciamo subito che ci sono alcune modifiche sostanziali e qualche modifica terminologica; riportiamo di seguito quelle più rilevanti.

Nuove malattie incluse:

  • tumore maligno della laringe e del polmone, tra quelle causate da esposizione a nebbie e vapori di acido solforico
  • epatocarcinoma, tra le malattie causate da cloruro di vinile
  • tumore maligno della laringe e dell’ovaio, tra le malattie da asbesto (intossicazione da amianto)
  • carcinoma del nasofaringe, tra le malattie causate da polveri di legno
  • tumore maligno del polmone, tra le malattie causate da esposizione a radon.


Sono stati, inoltre, specificati i tumori causati da radiazioni ionizzanti.


Malattie eliminate:

  • Anchilostomiasi, l’unica malattia professionale da agenti biologici presente nelle precedenti tabelle dell’industria e dell’agricoltura.


L’Inail ha qui precisato che le patologie infettive sono inquadrate, per l’aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro e non delle malattie professionali.

Perché è importante questa eliminazione? Perché con questo atto l’Inail ribadisce e precisa in via definitiva che tutela le malattie infettive come infortunio (così come il Covid 19 che viene trattato da Inail come appunto “malattia infortunio”).

Termini introdotti:

  • cronica”, viene aggiunta la parola cronica per tutte quelle patologie che possono avere manifestazioni sia croniche sia acute secondo il principio generale che la malattia professionale prevede l’azione dell’agente patogeno diluito nel tempo;
  • abituale e sistemica”; questa locuzione viene inserita al posto della locuzione "non occasionale”, quando si parla dell’adibizione del lavoratore ad una specifica attività professionale.


In tal modo l’Inail vuole ribadire che il lavoratore deve aver svolto l’attività che ha causato, o contribuito a causare, la malattia, non in modo occasionale: al contrario, quell’attività deve essere stata intrinseca alle mansioni che lo stesso era tenuto a prestare.

Accanto al requisito della non occasionalità, le previsioni tabellari richiedono che l’assicurato sia stato addetto alla lavorazione in maniera prolungata ossia in modo duraturo, per un periodo di tempo sufficiente a causare la patologia.

Le nuove tabelle si applicano a tutti i casi di malattia professionale verificatisi a partire dal 19 novembre 2023 e cioè dal giorno successivo alla pubblicazione in G.U. del decreto interministeriale del 10 ottobre 23.

Ma cosa succede per i casi in corso di valutazione?

Per i casi in corso di valutazione, l'Inail applicherà la normativa vigente al momento della presentazione della domanda. Tuttavia, per i casi non contemplati nel vecchio sistema tabellare ma inclusi nel nuovo, le richieste già in corso di trattazione verranno valutate in base alle nuove tabelle.

In tal modo, per il principio del favor lavoratoris, si proteggono gli interessi dei lavoratori garantendo un equilibrio tra le loro esigenze e le nuove acquisizioni scientifiche.

Infine, ricordiamo che la denuncia di malattia professionale deve essere presentata entro tre anni e 150 giorni dal suo manifestarsi, pena la perdita di ogni diritto. In questo modo, il lavoratore può ottenere le prestazioni INAIL relative al periodo successivo alla presentazione della denuncia.


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