Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Irregolaritą delle banche, attenti ai costi nascosti e tassi di interesse gonfiati: ecco come ottenere un rimborso

Irregolaritą delle banche, attenti ai costi nascosti e tassi di interesse gonfiati: ecco come ottenere un rimborso
Ecco come tutelarsi dai costi nascosti dei finanziamenti e dai tassi di interesse non correttamente pubblicizzati
È prassi comune far ricorso agli strumenti finanziari forniti dai vari Istituti che permettono di ottenere (facilmente) credito allorquando se ne abbia la necessità. Talvolta, però, può capitare che i contratti sottoscritti con Banche e Finanziarie “nascondano” delle voci di spesa che, in realtà, determinano l’aumento del costo da sostenere per il consumatore onde ottenere l’accesso al credito stesso.

Pertanto, è opportuno analizzare – seppur brevemente – le irregolarità più comuni che possono far sorgere il diritto ad ottenere un rimborso e/o un risarcimento danni nei più diffusi contratti di finanziamento utilizzati dai consumatori, partendo dall'esaminare le principali caratteristiche e peculiarità di ciascuna tipologia di credito al consumo.

Prestito personale

Il prestito personale è un credito destinato ai consumatori che rientra nella categoria dei finanziamenti non finalizzati (ossia il credito non è connesso direttamente all’acquisto di uno specifico bene).
Difatti, il prestito personale può essere utilizzato per le esigenze più varie: dall’acquisto di un’auto al pagamento di un corso di lingua.
La somma ricevuta (che può arrivare ad un massimo di 75mila euro), poi, dovrà essere rimborsata secondo un piano di ammortamento a tasso fisso e con rate costanti nel tempo.
Il costo del credito (ossia il “prezzo” finale per il consumatore) dipende da vari fattori quali l’importo del prestito, la durata, il tasso di interesse applicato, le spese iniziali (ad es. le spese di istruttoria), le spese accessorie (ad es. le spese di “incasso rata”), le eventuali spese assicurative.

Cessione del quinto

Il prestito con cessione del quinto ha caratteristiche simili al prestito personale (il rimborso del finanziamento avviene attraverso un piano di ammortamento a tasso fisso) ma è destinato ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) ed ai pensionati. La peculiarità, quindi, è che il rimborso delle rate non viene effettuato direttamente dal beneficiario del prestito ma dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.
La legge (come suggerisce il nome) stabilisce che la rata non può eccedere la quota di un quinto dello stipendio o della pensione.

Apertura di credito in conto corrente

Attraverso l’apertura di credito in conto corrente la Banca si impegna a mettere a disposizione del correntista una determinata somma di denaro.
A fronte dell’apertura di credito in conto corrente, il correntista dovrà sostenere i costi connessi alla messa a disposizione del fondo (cc.dd. commissioni di disponibilità creditizia) e pagare gli interessi sulle somme effettivamente utilizzate.
La somma concessa in credito, se rimborsata, tornerà nuovamente disponibile con la possibilità di essere riutilizzata.

Prestito con carta di credito revolving

Con la carta di credito revolving il titolare ottiene in prestito una somma di denaro utilizzabile sia per fare acquisti direttamente presso i venditori, sia per il prelievo di denaro liquido contante, fino al limite massimo (c.d. plafond) stabilito dal finanziatore.
Il prestito deve essere rimborsato – anche in questo caso – a rate, maggiorate degli interessi maturati che, solitamente, sono a tasso variabile.
I tassi di interesse per prestiti concessi con carta di credito revolving sono – generalmente – più alti dei tassi applicati alle altre forme di finanziamento.
Tuttavia, la rata minima è di solito bassa: per questo nella documentazione informativa occorre verificare con attenzione la parte di rata (quota capitale) che contribuisce a ridurre l’importo del debito residuo.

Queste, in breve, le più comuni forme di credito al consumo. Però, per capire se il proprio finanziamento sia o meno regolare, bisogna innanzitutto familiarizzare con alcuni acronimi (che per legge devono essere indicati in ciascuna tipologia di contratto di finanziamento), in particolare:
  • TAN (Tasso Annuo Nominale): indica il tasso d’interesse “puro” (ossia espunto da tutte le spese connesse al credito), che può essere fisso o variabile;
  • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): viene espresso in percentuale sul credito concesso e su base annua e dovrebbe ricomprendere tutti i costi connessi all’erogazione e all’utilizzo del credito. Tuttavia, non sempre il TAEG esprime il vero costo del finanziamento: ad esempio, il TAEG non include le penali e gli interessi di mora che vengono calcolati in caso di ritardo nei pagamenti, le spese notarili e le spese per i servizi accessori (ad es. polizza assicurativa);
  • TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio): rappresenta la media trimestrale dei Tassi Effettivi Globali (TEG) applicati da tutti i finanziatori alle singole tipologie di finanziamento (ad esempio: apertura di credito in conto corrente, prestito personale, cessione del quinto). Il TEGM tiene conto di tutte le spese connesse al finanziamento, escluse quelle per imposte e tasse, e rappresenta il tasso di riferimento per calcolare la soglia di usura, oltre la quale un finanziamento è illegale.


Per verificare, quindi, che il tasso applicato dalla Banca non sia illegale, occorre individuare il c.d. tasso soglia (consultabile dal sito della Banca d’Italia) della tipologia di finanziamento che interessa e confrontarlo con il tasso effettivo (comprensivo di tutte le spese e gli oneri) applicato al proprio finanziamento.

Come detto, infatti, non sempre il tasso di interesse pubblicizzato corrisponde a quello effettivamente praticato, in aperta violazione del disposto degli artt. 117 e 125 bis TUB (Testo Unico Bancario).

Laddove si riscontri una tale violazione, il consumatore avrà diritto ad ottenere il rimborso di quanto illegittimamente versato, salva la prova del maggior danno. La strada da percorrere in questi casi, però è unica: la soluzione sarà di affidarsi a professionisti (avvocati e/o commercialisti) esperti della materia che possano indicare la soluzione più idonea al caso concreto.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.