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ENEL condannata per il danneggiamento degli elettrodomestici causato da uno sbalzo di corrente elettrica

ENEL condannata per il danneggiamento degli elettrodomestici causato da uno sbalzo di corrente elettrica
Secondo la Cassazione l'ENEL può andare esente da responsabilità solo laddove dimostri che il danneggiamento si è verificato per "caso fortuito".
Se a causa di uno sbalzo di corrente si danneggia un nostro elettrodomestico, possiamo pretendere di essere risarciti dall’Enel?

Stando a quanto affermato dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11193 del 15 maggio 2017, sembrerebbe proprio di sì.

Nel caso esaminato dalla Cassazione, il Tribunale di Chieti, pronunciandosi in grado di appello, aveva condannato l’ENEL al risarcimento del danno subito da un soggetto che, a causa di uno sbalzo di corrente elettrica, aveva subito il danneggiamento di vari elettrodomestici di sua proprietà, nonché il deterioramento del pesce che si trovava conservato all’interno del suo frigorifero.

Secondo il Tribunale, l’attività svolta dall’ENEL doveva considerarsi “attività pericolosa” e, di conseguenza, “doveva trovare applicazione la presunzione di responsabilità prevista dalla legge” (art. 2050 cod. civ.).

Nel caso di specie, infatti, la società “non aveva fornito alcuna prova della addebitabilità dell'accaduto al cosiddetto caso fortuito”.

Ritenendo la decisione ingiusta, l’ENEL aveva deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione, nella speranza di ottenere l’annullamento della sentenza sfavorevole.

Secondo l’ENEL, in particolare, il contratto sottoscritto dall’utente conteneva una clausola che esonerava la società erogatrice di energia elettrica da ogni responsabilitànelle ipotesi in cui, per cause accidentali, si fossero verificate interruzioni o limitazioni di fornitura oppure sbalzi di frequenza o di tensione”.

Di conseguenza, a detta di ENEL, nessun risarcimento poteva essere riconosciuto all’utente in questione.

La Corte di Cassazione non riteneva, tuttavia, di poter dar ragione all’ENEL, rigettando il relativo ricorso, in quanto infondato.

Osservava la Cassazione, in proposito, che il Tribunale aveva del tutto adeguatamente motivato la propria decisione, ricostruendo correttamente i fatti di causa e giustificando la pronuncia di condanna sulla base dell’impossibilità di applicare la causa di esclusione della punibilità del “caso fortuito”.

Di conseguenza, i giudici erano giustamente giunti alla conclusione di dover condannare la società, ai sensi dell’art. 2050 c.c., in quanto la stessa non aveva dato atto del fatto che lo sbalzo di corrente e il conseguente danneggiamento degli elettrodomestici si erano verificati per un semplice “caso fortuito”.

Ciò considerato, la Corte di Cassazione rigettava il ricorso proposto dall’ENEL, confermando integralmente la sentenza emessa dal Tribunale di Chieti e condannando la società ricorrente anche al pagamento delle spese processuali.

Redazione Giuridica

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