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Edificio scolastico non in regola con la normativa antisismica: deve essere disposto il sequestro preventivo?

Edificio scolastico non in regola con la normativa antisismica: deve essere disposto il sequestro preventivo?
La violazione della normativa antisismica, anche laddove il rischio sismico sia basso, rileva ai fini dell'applicabilità del sequestro preventivo.
Se il Sindaco non ordina la chiusura di un edificio pubblico non in regola con la normativa antisismica, deve esserne disposto il sequestro?

La Corte di Cassazione penale, con la sentenza n. 190 del 08 gennaio 2018, si è occupata proprio di questa questione, fornendo alcune interessanti precisazioni sul punto.

Il caso sottoposto all’esame della Cassazione ha visto coinvolto il Sindaco di un Comune, che era stato indagato per il reato di “rifiuto di atti d’ufficio” (art. 328 c.p.), in quanto egli non aveva provveduto a chiudere una scuola, nonostante dal certificato di idoneità statica dell’immobile ne fosse emersa la non idoneità sismica.

Il Sindaco, in particolare, aveva ritenuto di non dover chiudere la scuola, “in ragione della bassa sismicità della zona e del rilevato minimo scostamento dai parametri tecnici della tecnica di edificazione dell'immobile”.

L’edificio scolastico, successivamente, era stato posto sotto sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) ma, a seguito della richiesta di riesame da parte del Sindaco, il Tribunale di Grosseto aveva deciso di revocare il provvedimento, ritenendo che non sussistesseun pericolo concreto ed attuale di crollo”.

Il Pubblico Ministero, ritenendo la decisione ingiusta, aveva deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione, nella speranza di ottenere l’annullamento del provvedimento di revoca del sequestro.

La Corte di Cassazione riteneva, in effetti, di dover aderire alle considerazioni svolte dal PM, accogliendo il relativo ricorso, in quanto fondato.

In via preliminare, la Cassazione evidenziava che, in tema di sequestro preventivo, il pericolo rilevante ai fini dell’adozione del provvedimento “deve presentare i requisiti della concretezza e della attualità e deve essere valutato con riferimento alla situazione esistente al momento della sua adozione”.

Secondo la Cassazione, dunque, tale pericolodeve essere inteso, non già come mera astratta eventualità, ma come concreta possibilità - desunta dalla natura del bene e da tutte le circostanze del fatto - che la libera disponibilità del bene assuma carattere strumentale rispetto alla agevolazione della commissione di altri reati della stessa specie”.

Ebbene, nel caso di specie, la Cassazione rilevava come il Tribunale avesse erroneamente ritenuto “di poter escludere l'aggravamento delle conseguenze del reato di omissione di atti di ufficio”, che era stato contestato al Sindaco per non aver impedito l’utilizzo dell’edificio scolastico a rischio sismico.

Secondo la Cassazione, infatti, in materia di sequestro preventivo, “ove venga in considerazione il pericolo di aggravamento del reato con riguardo al perdurante utilizzo di un immobile pubblico la cui realizzazione sia soggetta al rispetto di normativa antisismica, la nozione di concreta possibilità del pericolo (…) è insita nella violazione della normativa di settore”.

Precisava la Cassazione, inoltre, che, la violazione della normativa antisismica, anche laddove il rischio sismico sia basso, “integra pur sempre la violazione di una norma di aggravamento del pericolo e come tale va indagata e rileva ai fini dell'applicabilità del sequestro preventivo”.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte di Cassazione accoglieva il ricorso proposto dal PM, annullando l’ordinanza impugnata, che aveva revocato il sequestro preventivo dell’edificio scolastico e rinviando la causa al Tribunale, affinchè il medesimo procedesse “a nuovo esame in punto di pericolosità”.

Redazione Giuridica

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