Il primo grande vantaggio fiscale per chi ha figli riguarda non una tassa da non pagare, ma una somma che si riceve senza doverci pagare sopra nulla. L'Assegno Unico Universale, infatti, non è soggetto a IRPEF: le somme percepite non si cumulano al reddito complessivo e non devono essere inserite nemmeno nel modello 730. Si tratta, in sostanza, di un alleggerimento fiscale indiretto: il nucleo familiare incassa importi netti, senza che lo Stato ne trattenga una quota. È opportuno precisare, tuttavia, che le somme dell'Assegno Unico rientrano nel calcolo dell'ISEE in linea generale, mentre risultano escluse dall'ISEE per le prestazioni familiari.
Accanto all'Assegno Unico, un altro strumento che abbassa il peso fiscale è il Bonus nido, che offre un sostegno diretto per coprire le spese dell'asilo nido. Ma il beneficio più rilevante in ambito lavorativo riguarda i cosiddetti fringe benefit: quei beni e servizi che il datore di lavoro può erogare ai dipendenti in esenzione fiscale. Per i lavoratori senza figli, la soglia esentasse è fissata a 1.000 euro; per i dipendenti con figli a carico, la soglia raddoppia a 2.000 euro. Queste somme sono completamente detassate sia per l'azienda sia per il lavoratore, il che significa che chi ha figli riceve un vantaggio netto doppio rispetto ai colleghi senza figli.
Quando le tasse si azzerano del tutto: ticket sanitario, scuola e università
Alcune tasse, in presenza di determinati requisiti legati all'età dei figli e al reddito familiare, si azzerano completamente. La prima riguarda il ticket sanitario: i bambini di età inferiore ai 6 anni sono esenti dal pagamento se il nucleo familiare ha un reddito complessivo annuo lordo non superiore a 36.151,98 euro. In questo caso, visite mediche, analisi del sangue e diagnostica per immagini sono gratuite per il minore. Rimane invece dovuto il ticket su alcune prestazioni di diagnostica strumentale e sui farmaci di fascia C, ossia quelli non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale.
Sul fronte scolastico, le tasse non si pagano durante tutto il periodo dell'obbligo scolastico, che comprende la scuola primaria, la scuola secondaria di primo grado e i primi tre anni di scuola secondaria di secondo grado. Dal quarto anno di superiori in poi le tasse scolastiche diventano dovute, ma esistono le esenzioni: spetta l'esonero totale a chi presenta un ISEE pari o inferiore a 20.000 euro, a determinate categorie speciali (orfani di guerra, orfani di caduti per servizio o per lavoro, invalidi civili o di guerra) e agli studenti che possono vantare particolari meriti scolastici. Per la mensa scolastica e il trasporto pubblico locale, invece, la questione si fa più frammentata: le riduzioni o le esenzioni esistono, ma dipendono dai regolamenti comunali, non da una norma nazionale uniforme. È quindi indispensabile verificare le delibere del proprio Comune di residenza.
Anche l'università prevede un'esenzione totale per le famiglie con redditi più bassi: gli studenti con un ISEE familiare inferiore a 22.000 euro hanno diritto all'esonero completo dal pagamento delle tasse di iscrizione. Al di sopra di questa soglia entrano comunque in gioco riduzioni progressive, il cui ammontare varia da Ateneo ad Ateneo ed è regolato dai rispettivi regolamenti interni.
Le tasse che si riducono grazie ai figli: detrazioni e agevolazioni TARI
Oltre all'azzeramento, il sistema fiscale italiano prevede anche una serie di riduzioni dell'imposta dovuta per le famiglie con figli. Sul fronte IRPEF, per i figli di età compresa tra i 21 e i 29 anni rimangono attive le detrazioni per figli a carico, riconosciute direttamente in busta paga dal datore di lavoro o in sede di dichiarazione dei redditi. Al compimento del trentesimo anno di età l'agevolazione decade automaticamente; l'unica eccezione riguarda i figli con disabilità, per i quali non è previsto alcun limite di età.
Per tutti i figli a carico, indipendentemente dall'età, sono invece riconosciute le detrazioni del 19% sulle spese sostenute nell'interesse dei figli, come quelle mediche, scolastiche e sportive. Queste detrazioni non eliminano l'imposta, ma la riducono direttamente, abbassando l'importo finale da versare al Fisco.
Sul fronte delle imposte locali, merita attenzione la TARI, la tassa sui rifiuti: molti Comuni applicano riduzioni dell'importo dovuto in presenza di nuclei familiari numerosi e con ISEE basso. Anche in questo caso, però, non esiste una norma nazionale omogenea: il beneficio dipende dalle singole delibere comunali e va verificato direttamente presso il proprio Comune di residenza. Tenere sempre aggiornato il proprio ISEE rimane, in tutti questi casi, la condizione imprescindibile per accedere alle agevolazioni: senza un ISEE valido, molte di queste misure risultano inaccessibili, anche quando i requisiti di reddito sarebbero soddisfatti.