Il mondo dei concorsi pubblici si prepara a una nuova e interessante fase, con in palio molte chances di occupazione stabile per i candidati. L'Agenzia delle Entrate ha programmato 2.300 nuove assunzioni tra il 2026 e il prossimo anno, nella finalità di rafforzare in modo significativo il proprio organico e rispondere alle plurime esigenze del sistema fiscale. La distribuzione territoriale delle assunzioni terrà conto - in via prioritaria - delle uscite di personale interno, per garantire il turnover e l'equilibrio tra gli uffici.
Si evidenzia che tutti i posti messi a concorso prevedono contratti a tempo indeterminato, retribuzioni di tutto rispetto e articolati percorsi di carriera. Nell'insieme, sono elementi che compongono un quadro per cui l'Agenzia delle Entrate è una delle amministrazioni più ambite, nel panorama delle pubbliche selezioni.
Il programma di assunzioni è incluso nel più ampio Piano triennale dei fabbisogni del personale 2026-2028. I numeri dell'attuale situazione occupazionale dell'Agenzia fotografano una situazione chiara: al 31 dicembre scorso risultavano vacanti 5.689 posti, tra personale non dirigenziale e dirigenza. Si tratta di una carenza che rende necessario un massiccio intervento di reclutamento, per garantire un servizio pubblico all'altezza di bisogni e richieste della cittadinanza.
Quali profili sono ricercati? Ebbene, in linea generale, le assunzioni riguarderanno principalmente funzionari e assistenti, con centinaia di opportunità di lavoro rivolte sia ai laureati sia ai diplomati. In particolare, l'ente punterà sui laureati in giurisprudenza, economia e materie tecniche o informatiche, che potranno ambire a occupare ruoli di funzionario tributario, legale, immobiliare, tecnico o ICT. I diplomati, invece, potranno accedere a posizioni di assistente amministrativo o tecnico.
Attenzione però, le assunzioni non avverranno soltanto tramite concorso, con appositi nuovi bandi. Al fine di coprire tutti i posti vacanti, il potenziamento dell'organico degli uffici delle Entrate sarà raggiunto anche con il meccanismo degli scorrimenti di graduatoria. Ad esempio, più di mille funzionari saranno individuati grazie allo scorrimento del recente concorso per 2.700 posti. Non solo. Circa 300 assistenti saranno reclutati tramite il concorso RIPAM, bandito pochi mesi fa.
Sul distinto fronte dirigenziale, 14 unità saranno assunte al termine del dodicesimo corso-concorso della Scuola Nazionale dell'Amministrazione (SNA). Ma non mancheranno nuove occasioni per chi ambisce alla carriera direttiva, dato che sono in arrivo selezioni per dirigenti di seconda fascia.
Le prove concorsuali dell'Agenzia delle Entrate seguono uno schema costante. Tradizionalmente, sono caratterizzate da prove scritte e orali e test attitudinali. Le materie da studiare hanno ovviamente un'attinenza diretta con le mansioni che funzionari e assistenti andranno a svolgere, dopo la firma del contratto di lavoro. Troviamo, quindi, il diritto tributario, commerciale e amministrativo, come pure la contabilità pubblica o l'economia politica. Ma non mancherà, ovviamente, anche la puntuale verifica del livello di competenza specialistica legata allo specifico profilo per cui si concorre.
Il perché di così tante nuove risorse risiede nella nuova strategia fiscale del Governo, che punta a "capovolgere" il rapporto tra Fisco e contribuenti. Il fulcro della riforma è cioè il rafforzamento del dialogo preventivo, con l'obiettivo di favorire l'adempimento spontaneo degli obblighi fiscali. Da un lato, le istituzioni puntano ad un riavvicinamento spontaneo alla "retta via" fiscale da parte del contribuente. Dall'altro, questo non significa affatto abbandonare l'attività di lotta all'evasione, assicurata dagli uffici della Riscossione.
Non a caso, l'Agenzia intensificherà l'attività di prevenzione e controllo, con il potenziamento dei controlli ex post e l'invio di milioni di lettere di compliance nei prossimi tre anni. Queste comunicazioni segnaleranno anomalie nelle dichiarazioni, soprattutto in materia di IVA. Parallelamente, il Fisco istituirà una nuova direzione specialistica, che impiegherà centinaia di funzionari specializzati. Sarà una struttura specificamente pensata per occuparsi dei grandi contribuenti, imprese con ricavi superiori ai 500 milioni di euro (soglia che però scenderà a 100 tra due anni). La nuova direzione specialistica tratterà la cosiddetta cooperative compliance, l'adempimento collaborativo, nella finalità di costruire un rapporto stabile e trasparente tra aziende a elevato fatturato e amministrazione finanziaria, riducendo il contenzioso e aumentando la certezza fiscale.
Ricapitolando, siamo innanzi a un'occasione concreta per chi cerca lavoro nel pubblico, oltre che a un cambio di passo nel funzionamento delle strutture delle Entrate. Il maxi-piano di assunzioni rappresenta una delle più significative opportunità occupazionali nel settore pubblico per i prossimi anni. Laureati e diplomati hanno davanti uno scenario chiaro: concorsi, scorrimenti e assunzioni già programmate, in un'amministrazione centrale per il funzionamento dello Stato.