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Affitti brevi, stop ai furbetti, ecco le nuove regole del Decreto anticipi: multe alte e nuovi obblighi per i locatori

Affitti brevi, stop ai furbetti, ecco le nuove regole del Decreto anticipi: multe alte e nuovi obblighi per i locatori
Una nuova rivoluzione nel mondo degli affitti brevi: arriva l'obbligo di esporre il codice CIN. Cambiano anche le regole per i dispositivi di sicurezza negli appartamenti. Ecco tutte le novità.
Il Governo ha ormai puntato i riflettori sul fenomeno “affitti brevi” che sta rivoluzionando il mercato immobiliare italiano: introdotte nuove e pesanti multe per i trasgressori.
A questo proposito, la commissione Bilancio del Senato ha appena dato il via libera all’emendamento del Decreto anticipi” che introduce il Codice identificativo nazionale (Cin) per gli affitti turistici o affitti brevi. Se il testo verrà confermato potrà essere convertito in legge entro il 17 dicembre.

Cos’è il CIN? Chi avrà l’obbligo di esporlo?
Si tratta di un codice creato per contrastare l’evasione fiscale e le irregolarità effettuate dai locatori. Lo stesso dovrà essere visibile sia online che all’esterno della struttura ricettiva. Sono previste multe davvero salate per chi non rispetterà l’obbligo di esposizione.

Con precisione, il Governo ha intenzione di introdurre il codice CIN per:
  • unità immobiliari ad uso abitativo destinate a contratti di locazione per finalità turistiche;
  • unità immobiliare ad uso abitativo destinate alle locazioni brevi;
  • strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere.
In pratica, il Codice CIN rappresenta una sorta di “bollino” che attesta la regolarità dell’immobile. Pertanto, qualunque locatore che affitti per periodi brevi o per finalità turistiche un appartamento, avrà sarà obbligato a due azioni: indicare la presenza del CIN all’interno dei siti internet di promozione dell’appartamento ed esporre il codice all’interno dello stabile.
Questi obblighi valgono anche per il titolare delle strutture alberghiere o extralberghiere.

Il locatore che non rispetterà queste regole e affitterà comunque l’appartamento privo di CIN andrà incontro a gravi conseguenze economiche: è prevista, per i trasgressori, una sanzione pecuniaria dagli 800 euro agli 8000 euro, a seconda delle dimensioni dell’immobile.
Diversamente, se il locatore è in possesso del CIN ma non lo espone correttamente nello stabile (ad es. il CIN risulta nascosto o non ben leggibile), in questi casi le multe saranno più “soft”: tra i 500 euro e i 5000 euro di sanzione.
A controllare che queste regole vengano effettivamente rispettate dai locatori ci penseranno Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate.

Come si ottiene il CIN?
Ad assegnare il CIN è il Ministero del turismo, previa presentazione di un’istanza da parte del locatore o del soggetto titolare della struttura turistica.
L’istanza dovrà essere accompagnata da una dichiarazione sostitutiva attestante i dati catastali dell’immobile, nonché la sussistenza di tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla legge.

Novità anche in tema di sicurezza
Con l’emendamento viene limitato l’obbligo, per i locatori, di dotare l’immobile che verrà affittato dei requisiti di sicurezza degli impianti. Infatti, questo onere toccherà solo ad una particolare categoria di affittuari, ossia i locatori che gestiscono nelle forme imprenditoriali.

In tal caso, questa specifica categoria dovrà dotare gli spazi utilizzati per gli affitti turistici o brevi degli idonei requisiti di sicurezza degli impianti tra cui sistemi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio, nonché estintori.
I dispositivi, poi, oltre a dover essere portatili, proprio per facilitarne l’uso, andranno posizionati in zone dell’immobile che risultino ben visibili e accessibili.
È prevista, inoltre, la collocazione di tali dispositivi di sicurezza ogni 200 metri quadri e almeno un estintore su ogni piano. Anche in questo caso le multe per chi trasgredisce saranno salate: tra i 600 e i 6000 euro di sanzione pecuniaria.



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