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Accertamento dell'invalidità e disabilità, in arrivo nuove regole dell'INPS: ecco tutte le novità e cosa devi fare

Accertamento dell'invalidità e disabilità, in arrivo nuove regole dell'INPS: ecco tutte le novità e cosa devi fare
40 nuove province entrano nella sperimentazione della riforma INPS che stravolge l'accertamento dell'invalidità. Vediamo quali sono le aree interessate, in quale modo cambia la burocrazia e per chi
A partire dal 1° marzo 2026, quasi metà del territorio nazionale sperimenterà un sistema completamente nuovo per l'accertamento dell'invalidità civile e delle disabilità. La novità non è solo tecnica, ma rappresenta un cambio di paradigma radicale nel modo in cui lo Stato valuta la condizione di disabilità dei cittadini. Il decreto legislativo n. 62 del 2024 ha, infatti, stravolto l'intera procedura, affidando all'INPS il ruolo di accertatore unico e introducendo strumenti: un certificato medico introduttivo completamente telematico e una valutazione che non guarda più soltanto alla condizione sanitaria della persona, ma ne abbraccia l'intera esistenza.
Il vero salto culturale sta nella valutazione multidimensionale, che tiene conto non solo degli aspetti medici, ma anche di quelli sociali e del cosiddetto "progetto di vita" dell'individuo. Questo significa che finalmente si supera l'approccio puramente clinico per abbracciare una visione più umana e completa della disabilità. La procedura si applicherà anche a chi è già in possesso di un riconoscimento, ma deve affrontare la revisione al termine del periodo precedentemente accertato, evitando così che chi ha già attraversato il percorso burocratico debba ricominciare tutto da capo con modalità diverse.
Le province che hanno aperto la strada
Per la riforma, il legislatore ha scelto un approccio graduale, testando il sistema prima in aree limitate per poi estenderlo progressivamente. Dal 1° gennaio 2025, 9 province hanno fatto da apripista: Brescia, Trieste, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari. In questi territori, i cittadini hanno già iniziato a familiarizzare con il nuovo certificato medico introduttivo telematico, abbandonando definitivamente la vecchia domanda amministrativa cartacea. I primi mesi di sperimentazione hanno permesso di rodare il sistema, individuare criticità e apportare correzioni prima dell'allargamento successivo.
Dal 30 settembre 2025, la sperimentazione si è allargata ad altre 11 realtà territoriali: Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, la Provincia autonoma di Trento e la Regione autonoma Valle d'Aosta. In queste aree la procedura è già operativa o in fase di attivazione definitiva, con migliaia di cittadini che stanno sperimentando la nuova modalità di accesso alle prestazioni. I dati raccolti in questa seconda fase saranno fondamentali per calibrare l'estensione massiccia che partirà a marzo 2026, correggendo eventuali problemi tecnici o organizzativi emersi sul campo.
Da marzo 40 nuove province coinvolte nella svolta digitale
Dal 1° marzo 2026, altre 40 province entreranno simultaneamente nel nuovo sistema, coprendo gran parte del territorio nazionale e coinvolgendo milioni di potenziali beneficiari. L'elenco attraversa l'Italia da nord a sud: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia e Verona.
Questa espansione massiccia rappresenta un banco di prova decisivo prima dell'estensione definitiva a tutto il territorio nazionale, prevista per il 1° gennaio 2027. Chi vive in una di queste 40 province dovrà prepararsi a un cambiamento sostanziale: niente più code agli sportelli per presentare domande cartacee, niente più duplicazione di documenti tra diverse amministrazioni. Tutto passerà attraverso canali digitali, con il medico che invierà telematicamente il certificato introduttivo direttamente all'INPS, dando avvio automatico alla procedura di valutazione.
L'obiettivo è quello di ridurre i tempi di attesa, eliminare le sovrapposizioni burocratiche e garantire a tutti i cittadini gli stessi criteri di valutazione per invalidità civile, cecità e sordità.
Cosa cambia per i cittadini
Il primo cambiamento per chi deve affrontare l’accertamento dell’invalidità riguarda la semplificazione dell'accesso: non sarà più necessario compilare una domanda amministrativa separata, perché l'intero processo parte dall'invio telematico del certificato medico. Questo significa meno passaggi burocratici, meno possibilità di errore nella compilazione dei moduli e, soprattutto, meno tempo perso tra un ufficio e l'altro. Il cittadino si rivolge al proprio medico certificatore, che trasmette digitalmente tutta la documentazione necessaria e, da quel momento, il sistema si mette in moto automaticamente.
Il secondo vantaggio riguarda l'uniformità dei criteri di valutazione. Fino a oggi, la frammentazione tra diverse commissioni e province ha spesso generato disparità di trattamento: la stessa patologia poteva essere valutata in modo diverso a seconda del luogo di residenza. Con la centralizzazione del ruolo accertatore in capo all'INPS e l'introduzione di criteri standardizzati, queste differenze dovrebbero progressivamente scomparire.
La valutazione multidimensionale, inoltre, permette di guardare oltre la mera percentuale di invalidità, costruendo un percorso personalizzato che tenga conto delle reali necessità della persona e del suo progetto di vita. Non più solo certificazioni sanitarie aride, ma un approccio che considera l'individuo nella sua interezza, con le sue aspirazioni, le sue difficoltà quotidiane e le sue potenzialità. Questo è il vero cuore della riforma: trasformare l'accertamento da momento puramente amministrativo a opportunità di costruzione di un percorso di inclusione reale.


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