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Articolo 32 quater Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Casi nei quali alla condanna consegue la incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione

Dispositivo dell'art. 32 quater Codice penale

(1) Ogni condanna per i delitti previsti dagli articoli 314, primo comma, 316 bis, art. 316 ter del c.p., 317, 318, 319, art. 319 bis del c.p., 319 ter, 319 quater, 320, 321, 322, 322 bis, 346 bis, 353, 355, 356, 416, 416 bis, 437, 452 bis, 452 quater, 452 sexies, 452 septies, 452 quaterdecies, 501, 501 bis, 640, secondo comma, numero 1, 640 bis e 644, commessi in danno o a vantaggio di un'attività imprenditoriale o comunque in relazione ad essa, importa l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione (3) (4) (5) (6).

Note

(1) L'introduzione dell'articolo in esame è avvenuta successivamente all'introduzione del codice penale, attraverso l'art 120 della legge 24 novembre 1981, n. 689, poi modificato dall'art. 7, comma 1, L. 7 marzo 1996, n. 108, dall'art. 6, comma 1, L. 29 settembre 2000, n. 300, a decorrere dal 26 ottobre 2000, dall’art. 1, comma 75, lett. a), L. 6 novembre 2012, n. 190 e, successivamente, dall’art. 1, comma 5, L. 22 maggio 2015, n. 68, a decorrere dal 29 maggio 2015, ai sensi di quanto disposto dall’art. 3, comma 1 della medesima L. 68/2015.
(2) Il riferimento agli articoli 316ter e 322bis è stato inserito ex art. 6, comma 1, legge 29 settembre 2000, n. 300 (Ratifica di atti internazionali in materia di: tutela degli interessi finanziari della CE, di corruzione di funzionari della CE o degli Stati membri dell'Unione europea, di corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali) in vigore dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (G.U. 25-10-2000, n. 250).
(3) In sostanza, devono verificarsi due presupposti: la commissione di uno dei delitti indicati e l'operare del fatto di reato a danno o a vantaggio di un'attività imprenditoriale.
(4) Per effetto dell'estensione dell'ambito dei soggetti attivi dei reati contro la P.A. (l. 300/2000), il legislatore ha previsto la pena accessoria dell'incapacità a contrattare con la P.A. anche al reato previsto dall'art. 316ter (indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato) e per i casi in cui i reati siano commessi da funzionari della Comunità Europea (art. 322bis).
(5) Relativamente ai reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, si rimanda all'art. 12, c. 1, lett. b), d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74.
(6) Tale articolo è stato modificato dall'art. 1, comma 1, lettera c) dell L. 9 gennaio 2019 n. 3.

Ratio Legis

La norma individua i casi nei quali alla condanna consegue la pena accessoria dell'incapacità di contrattare con la P.A, ove sia stato posto in essere un fatto in danno o in vantaggio di un'attività imprenditoriale o in relazione ad essa. Ha l'evidente scopo di impedire qualsiasi rapporto contrattuale tra il condannato e l'Amministrazione a causa della pregressa lesione di interessi rilevanti per lo Stato.

Spiegazione dell'art. 32 quater Codice penale

L'articolo in esame elenca tutta una serie di reati per i quali è prevista, in caso di condanna, l'applicazione della pena accessoria dell'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione (art. 32 ter).

Essa consegue ai delitti elencati se questi sono stati commessi in danno o in vantaggio di un'attività imprenditoriale o comunque in relazione ad essa, formula di ampio respiro atta a ricomprendere tutte le condotte in cui grazie alla propria qualifica di imprenditore si arrechi un danno a terzi o si ottenga un vantaggio.

I reati di cui trattasi sono tutti accomunati da un fattore: hanno come soggetto passivo o come persona offesa lo Stato. La lista comprende infatti delitti contro la P.A. come la malversazione a danno dello Stato (art. 316 bis) con il quale viene leso l'interesse al corretto impiego degli strumenti di sostegno delle attività economiche di pubblico interesse; gravi delitti contro l'ordine pubblico, come l'associazione per delinquere (art. 416), in cui il bene giuridico tutelato è l'insieme dei principi fondamentali, che riassumono l'ordine legale di una convivenza sociale ispirata ai valori costituzionali; delitti contro l'economia (art. 501 bis), in cui si tutela il corretto andamento del mercato e la corretta distribuzione di prodotti di prima necessità; delitti contro l'ambiente, delitti contro il patrimonio, ma solo per reati che coinvolgano anche interessi patrimoniali statali, come nell'art. 640 bis.

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