Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 747 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Collazione per imputazione

Dispositivo dell'art. 747 Codice civile

La collazione per imputazione [746, 750 c.c.] si fa avuto riguardo al valore dell'immobile al tempo della aperta successione (1) [456 c.c.].

Note

(1) Il valore del bene immobile ai fini della collazione per imputazione si determina al tempo dell'apertura della successione, rimanendo irrilevanti i mutamenti dipendenti dalla diminuzione del potere di acquisto della moneta e gli altri eventi successivi.
Ciò crea una disparità di trattamento tra la collazione per imputazione e quella in natura in quanto in quest'ultimo caso il bene viene valutato al momento della collazione.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 747 Codice civile

Cass. civ. n. 9177/2018

La collazione per imputazione si differenzia da quella in natura per il fatto che i beni già oggetto di donazione rimangono di proprietà del medesimo donatario; sicché, ove il condividente abbia optato per la prima, la somma di denaro corrispondente al valore del bene donato, quale accertato con riferimento alla data di apertura della successione, viene sin da quel momento a far parte della massa ereditaria in sostituzione del bene donato, costituendo in tal modo "ab origine" un debito di valuta a carico del donatario, cui si applica il principio nominalistico, con la conseguenza che anche gli interessi legali vanno rapportati a tale valore e decorrono dal medesimo momento.

Cass. civ. n. 20041/2016

In tema di collazione, ove il "relictum" sia costituito da un unico bene, i prelevamenti devono essere effettuati stralciando dallo stesso la quota corrispondente al valore dei beni oggetto del conferimento per imputazione, atteso che la mancanza, nell'asse ereditario, di beni della stessa natura di quelli che sono stati così conferiti dagli eredi donatari non esclude il diritto degli eredi non donatari al prelevamento, che si attua, ex art. 725 c.c., solo per quanto possibile, con oggetti della stessa natura e qualità di quelli non conferiti in natura.

Cass. civ. n. 5659/2015

Nella divisione ereditaria, una volta che il condividente donatario abbia optato per la collazione per imputazione - che si differenzia da quella in natura per il fatto che i beni già oggetto di donazione rimangono di proprietà del medesimo condividente -, la somma di denaro corrispondente al valore del bene donato, quale accertato con riferimento alla data di apertura della successione, viene sin da quel momento a far parte della massa ereditaria in sostituzione del bene donato, costituendo in tal modo "ab origine" un debito di valuta a carico del donatario, cui si applica il principio nominalistico. Ne consegue che devono essere imputati non i frutti civili dell'immobile oggetto di collazione, ma gli interessi legali sulla predetta somma, con decorrenza dal momento dell'apertura della successione.

Cass. civ. n. 25473/2010

La collazione per imputazione dell'immobile donato in nuda proprietà con riserva di usufrutto va effettuata con riferimento al valore corrispondente alla piena proprietà come acquisita dal donatario all'epoca di apertura della successione, sia perché solo in tale momento si può stabilire il valore dell'intera massa da dividere ed attuare lo scopo della collazione di ricomposizione in modo reale dell'asse ereditario, sia perché l'acquisizione della piena proprietà del bene in capo al donatario alla morte del donante (ovvero al tempo di apertura della successione, come individuato dall'art. 456 c.c.) è, comunque, effetto riconducibile al suddetto atto di donazione. In caso contrario, il donatario si avvantaggerebbe ingiustificatamente del mancato conferimento alla massa di un importo corrispondente alla differenza tra il valore equivalente alla nuda proprietà e quello equivalente alla piena proprietà del bene stesso.

Cass. civ. n. 25646/2008

Nel giudizio di divisione ereditaria, una volta che il condividente donatario abbia optato per la collazione per imputazione che si differenzia da quella in natura per il fatto che i beni già oggetto di donazione rimangono di proprietà del medesimo condividente la somma di denaro corrispondente al valore del bene donato, quale accertato con riferimento alla data di apertura della successione, viene sin da quel momento a far parte della massa ereditaria in sostituzione del bene donato, costituendo in tal modo ab origine un debito di valuta a carico del donatario cui si applica il principio nominalistico; ne consegue che anche gli interessi legali vanno rapportati a tale valore e decorrono dal medesimo momento.

Cass. civ. n. 17878/2003

In tema di divisione ereditaria ed in ipotesi di determinazione dell'eventuale lesione della quota di legittima, la stima del valore dei beni da riunire fittiziamente va compiuta con riferimento allo stato di fatto e di diritto esistente alla data di apertura della successione e, conseguentemente, per accertarne la commerciabilità, devesi aver riguardo alla disciplina normativa vigente a tale data. Peraltro ove un bene, ancorché incommerciabile, sia suscettibile di produrre, comunque, reddito, di tale capacità devesi tener conto ai fini della stima del suo valore.

Cass. civ. n. 645/2003

In tema di divisione ereditaria ed in ipotesi di collazione di immobili per imputazione, ai fini della determinazione delle quote spettanti a ciascuno degli eredi, il valore dei beni donati dal de cuius dev'essere calcolato con riferimento alla sua consistenza al momento dell'apertura della successione e avuto riguardo a tutte le potenzialità economiche dei beni stessi. In esse va compreso per intero il contributo di ricostruzione di cui alla legge 14 maggio 1981, n. 219, se il corrispondente diritto è maturato al tempo dell'apertura della successione, trattandosi di un utile oggettivo connesso al bene, comunque sia stato erogato, per la prima casa o per altre unità abitative.

Cass. civ. n. 2163/1998

La collazione per imputazione costituisce una fictio iuris per effetto della quale il coerede, che, a seguito di donazione operata in vita dal de cuius, abbia già anticipatamente ricevuto una parte dei beni a lui altrimenti destinati solo con l'apertura della successione, ha diritto a ricevere beni ereditari in misura ridotta rispetto agli altri coeredi, tenuto conto del valore (attuale) di quanto precedentemente donatogli, senza che i beni oggetto della collazione tornino materialmente e giuridicamente a far parte della massa ereditaria, incidendo i medesimi esclusivamente nel computo aritmetico delle quote da attribuire ai singoli coeredi.

Cass. civ. n. 1159/1995

In tema di divisione ereditaria e nel caso di collazione di immobile per imputazione l'equivalente pecuniario del valore del bene deve essere determinato con riferimento alla sua consistenza al tempo di apertura della successione (art. 747 c.c.), a prescindere da ogni mutamento dipendente dalla diminuzione del potere di acquisto della moneta o da altro evento intervenuto in epoca successiva.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 747 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Moreno C. chiede
martedì 13/12/2016 - Trentino-Alto Adige
“Al momento della successione un terreno edificabile donato risulta edificato; è possibile eseguire ancora un modesto aumento di volume. Il valore del terreno, al momento della successione ancora in zona edificabile, può essere quello relativo al modesto aumento di volume consentito?”
Consulenza legale i 17/12/2016
Il problema che con il caso in esame si è chiamati a risolvere è essenzialmente quello di stabilire quale sia il valore da attribuire ai beni donati in vita dal de cuius al fine di giungere ad una corretta determinazione del valore complessivo della massa ereditaria da dividere.

Norme di sicuro riferimento a tale riguardo sono quelle contenute nel Libro II, Titolo IV, Capo II del codice civile, dedicato alla collazione.
In particolare, con riferimento agli immobili (il bene donato nel caso di specie è un terreno), dispone l’art. 746 c.c. che “la collazione di un bene immobile si fa o col rendere il bene in natura o con l’imputarne il valore alla propria porzione, a scelta di chi conferisce”.
Sembra evidente che, avendo il donatario ricevuto per donazione un terreno edificabile ed avendo su tale terreno realizzato un fabbricato a sue spese prima della morte del de cuius, la forma di collazione che verrà scelta sarà senza dubbio quella per imputazione.
A questo punto, dunque, troverà applicazione il successivo art. 747 c.c., il quale dispone che “la collazione per imputazione si fa avuto riguardo al valore dell’immobile al tempo della aperta successione”.

La collazione per imputazione, infatti, costituisce una fictio iuris per effetto della quale il coerede che, a seguito di donazione, abbia già anticipatamente ricevuto una parte dei beni a lui altrimenti destinati solo con l’apertura della successione, ha diritto a ricevere beni ereditari in misura ridotta rispetto agli altri coeredi, tenuto conto del valore di quanto gli sia stato in precedenza donato, valore che va determinato con riferimento al momento dell’apertura della successione.

Si potrebbe in contrario obiettare che per ristabilire la proporzione delle quote ereditarie sarebbe giusto che il coerede donatario sia tenuto a conferire alla massa ereditaria solo il valore rappresentato dall’effettivo arricchimento di cui egli ha goduto a seguito della liberalità, in quanto, se così non fosse, gli eredi non donatari sarebbero favoriti, nella determinazione delle loro quote ereditarie, dall’aumento del valore del cespite.
Proprio nel caso che ci riguarda, infatti, il bene donato avrà senza alcun dubbio un valore maggiore rispetto a quello che aveva al tempo della donazione, avendo il donatario realizzato sullo stesso una costruzione.
Per tale ipotesi, tuttavia, il legislatore interviene con i successivi artt. 748 e 749 c.c., che consentono di tenere in considerazione, ai fini della collazione per imputazione, i miglioramenti apportati al bene (trattasi di norme che sono espressione, a loro volta, dei principi generali che reggono il possesso di buona fede espresso all’art. 1150 c.c. e, più in generale, di quelli in tema di indebito arricchimento).

Così sarà necessario dedurre in favore del donatario il valore dei miglioramenti apportati al fondo nei limiti del loro valore al tempo dell’aperta successione, in quanto non sarebbe ragionevole imporre al donatario di conferire un valore che non è riferito all’originaria consistenza della cosa donata, ma che dipenda da iniziative da lui assunte (nel caso di miglioramenti eseguiti a sua cura e spese) o da interventi di terzi.

In definitiva, al momento dell’apertura della successione, al fine di determinare il valore del terreno oggetto di donazione, si dovrà tener conto della destinazione urbanistica che esso ha e, in caso di sua attitudine edificatoria, della volumetria realizzabile, compresa, senz'altro, anche la volumetria già utilizzata per la costruzione ivi esistente.


Testi per approfondire questo articolo

  • Della collazione. Del pagamento dei debiti

    Editore: Giuffrè
    Collana: Il codice civile. Commentario
    Data di pubblicazione: ottobre 2009
    Prezzo: 53,00 -5% 50,35 €
    Categorie: Collazione

    Come sempre analitico nella trattazione, anche questo contributo al Commentario affronta una puntuale specifica di due particolari capi del codice civile, relativi alla collazione e al pagamento dei debiti.
    Partendo dall'estrazione storica dell'istituto della collazione, il volume scandisce l'esame sistematico delle ipotesi in cui si configura la necessità della sua applicazione e tutte le collegate circostanze in cui questa si presenta dubbia, fittizia o utile alla effettiva... (continua)