Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 581 Codice Civile 2020

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Concorso del coniuge con i figli

Dispositivo dell'art. 581 Codice Civile 2020

(1)Quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto(2) alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi [542](3).

Note

(1) Il comma è stato così modificato dall'art. 80, comma 1, D. Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014.
(2) Ha diritti successori:
- il coniuge putativo (v. art. 128 del c.c.) alle condizioni di cui all'art. 584 del c.c.;
- il coniuge separato se la separazione non sia stata a lui addebitata (v. art. 585 del c.c.).
Al contrario, non ha diritto a succedere:
- il coniuge separato a cui si stata addebitata la separazione (v. art. 585 del c.c.);
- il coniuge divorziato.
(3) Al coniuge spetta, inoltre, il diritto d'abitazione e d'uso sulla casa familiare di cui all'art 540 del c.c.. Si tratta di un legato ex lege che non va aggiunto alla quota di eredità ma va in essa ricompreso (v. sent. Corte Cost. n. 527 del 1988).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 581 Codice Civile 2020

Cass. civ. n. 355/2011

In forza della normativa vigente anteriormente all'entrata in vigore della legge 19 maggio 1975, n. 151, il coniuge superstite, in qualità di legatario "ex lege", è investito, sin dal momento dell'apertura della successione dell'altro coniuge, della titolarità di un diritto reale che lo rende partecipe della comunione ereditaria e che si configura come un diritto d'usufrutto diffuso pro quota su tutto il compendio ereditario e ricadente, quindi, su tutti i singoli beni che ne fanno parte. Ne consegue che il possesso che egli eserciti insieme agli eredi rispetto ad uno di questi beni trova radice in una comunione incidentale impropria o di godimento tra diritti qualitativamente eterogenei, in quanto la cosa è goduta per una quota dagli eredi a titolo di proprietà e per l'altra dal legatario a titolo di usufrutto. Lo stato d'indivisione ereditaria, pertanto, non è di ostacolo a che il possesso esercitato dal coniuge legatario "ex lege" su taluni beni sia qualificabile come possesso a titolo di usufrutto per la quota spettante ad esso ai sensi dell'art. 581 c.c., nel testo previgente all'anzidetta novella del 1975.

Cass. civ. n. 2540/2005

Nel caso di successione legittima, in ipotesi di concorso del coniuge con piú di un figlio legittimo e/o naturale, le quote di un terzo e di due terzi — rispettivamente spettanti al primo ed ai secondi ex art. 581 c.c. — presuppongono la pluralità dei figli, ma prescindono dal numero di essi. Ne consegue che — ove il giudice, che abbia accertato la paternità naturale, attribuisca al figlio naturale, in prospettiva anticipatoria delle ragioni ereditarie ad esso spettanti per successione al defunto genitore, un assegno di mantenimento a carico degli eredi del padre naturale — è erroneo coinvolgere tra i soggetti tenuti alla detta erogazione alimentare, a scomputo di quota ereditaria, anche il coniuge del de cuius atteso che i diritti conseguenti allo status di figlio naturale sono suscettibili di influire unicamente sulla consistenza economica della quota (pars quota di due terzi) spettante agli altri figli del de cuins ma nessuna incidenza possono avere sulla quota di pertinenza del di lui coniuge.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 581 Codice Civile 2020

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

ANTONIO C. chiede
domenica 09/08/2020 - Lazio
“Buongiorno,
qualche giorno fa mia suocera è deceduta, era in comunione dei beni col marito rimasto in vita. Aveva solo una figlia, mia moglie. Sul conto corrente ci sono 140 mila euro.La Banca ha già assegnato metà della giacenza a mio suocero (70 mila euro circa) in quanto cointestatario del conto. Della restante parte, 70 mila euro, quanto perverrà a mia moglie? Aggiungo: mia suocera aveva una casetta in montagna intestata soltanto a lei, questa casetta fu donata con atto notarile circa vent'anni fa a mia moglie, riservandosi l'usufrutto vitalizio (così ha scritto il notaio). Possiamo fruire dell'esonero dalla dichiarazione di successione?
Grazie per l'attenzione.”
Consulenza legale i 18/08/2020
L’art. 1854 del c.c. disciplina il conto corrente intestato a più persone, disponendo espressamente che gli intestatari del conto sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto.
Ciò comporta che, nel momento in cui uno degli intestatari del conto muore, questo si divide in tante unità ideali quanti sono gli intestatari.
Così, nel caso di conto intestato a due coniugi, si formeranno due unità ideali, di cui una rimarrà di proprietà del coniuge cointestatario superstite, mentre l’altra sarà quella che cade in successione.
L’istituto di credito presso cui è stato instaurato il rapporto di conto corrente ha, dunque, operato correttamente, consentendo al suocero, cointestatario superstite, di prelevare i soldi di sua pertinenza pari al 50% del saldo (euro 70.000,00), mentre l’altra metà dovrà essere bloccata in attesa che gli eredi presentino all’Agenzia delle entrate la dichiarazione di successione.

Una volta in possesso di tale documento, lo stesso dovrà essere presentato alla banca, la quale, sulla base delle quote di eredità ivi spettanti, potrà procedere alla liquidazione in favore di ciascun erede della rispettiva quota (in tal senso dispone chiaramente il quarto comma dell’art. 48 del Testo unico in materia di imposta sulle successioni e donazioni).

Per quanto concerne la concreta formazione delle quote, in assenza di alcuna volontà testamentaria della de cuius, trovano applicazione le norme dettate in tema di successione legittima, ed in particolare l’art. 581 c.c., secondo il quale nell’ipotesi di concorso del coniuge con un solo figlio, ciascuno di essi ha diritto alla metà dell’eredità.
Pertanto, il marito superstite e la figlia avranno diritto alla liquidazione di una quota pari ad euro 35.000,00 ciascuno.

Relativamente alla seconda delle domande poste, ossia come ci si deve comportare ai fini della indicazione nella dichiarazione di successione della donazione ricevuta dalla figlia ed avente ad oggetto la nuda proprietà di una casa di abitazione in montagna, occorre che di tale donazione se ne faccia menzione nel quadro ES della denuncia successoria, indicandovi il bene ed il diritto trasferito, gli estremi dell’atto notarile ed il valore della donazione.
Circa il valore della donazione, è richiesta l'indicazione sia del valore del bene donato come risultante dall’atto notarile di donazione, sia del c.d. valore attualizzato, ossia il valore dei beni, arrotondato all’unità di euro, alla data di apertura della successione.
Il valore va riferito alla piena proprietà (valore di mercato dei beni alla data di apertura della successione) anche per i beni donati con riserva di usufrutto, come nel caso di specie.

Per la riunione o ricongiungimento dell’usufrutto alla nuda proprietà, invece, è sufficiente presentare una voltura catastale alla competente Agenzia del territorio, con la quale va chiesto di registrare la cancellazione del diritto di usufrutto in seguito al decesso dell’usufruttuario (ovviamente, per tale voltura è indispensabile produrre il certificato di morte).


Laura M. chiede
mercoledì 21/09/2016 - Liguria
“UNA MIA CARISSIMA AMICA 80 ANNI VEDOVA CON UNA FIGLIA NON CONVIVENTE, GODE DI UNA PENSIONE SOCIALE DI € 600.
NEL MESE DI AGOSTO C.A. SI E' SPOSATA CON UN VEDOVO DI 85 ANNI PURE LUI CON UN FIGLIO NON CONVIVENTE, DOPO 40 ANNI DI RELAZIONE MA CIASCUNO A CASA PROPRIA. ORA CHE SI SONO SPOSATI LUI VIVE IN CASA DELLA MIA AMICA.

LA MOGLIE DEL VEDOVO DECEDUTA A FEBBRAIO HA LASCIATO L'APPARTAMENTO DOVE ABITA E UN APPARTAMENTO A COMO.

ORA STANNO FACENDO LA PRATICA DI SUCCESSIONE FRA IL PADRE E IL FIGLIO, AL 50%

LA MIA AMICA GRADIREBBE SAPERE,AVENDO FATTO LA SEPARAZIONE DEI BENI, COSA SUCCEDEREBBE ,NEL CASO CHE
UNO DEI DUE VENISSE A MANCARE,A QUELLO CHE RIMANE.”
Consulenza legale i 27/09/2016
Va opportunamente chiarito che le regole attinenti al regime patrimoniale dei coniugi (per cui i beni che ognuno dei due coniugi acquista in corso di matrimonio per effetto di successione rimangono sempre beni personali, e ciò vale sia nel caso in cui i coniugi si trovino in regime di comunione dei beni, ai sensi dell’art. 179 cod. civ. sia, a maggior ragione, nel caso in cui essi abbiano optato per la separazione dei beni) a nulla rilevano in fase successoria.
Nello specifico, la parte di patrimonio della ex moglie ereditata dal vedovo (eredità che attualmente costituisce suo bene personale e non può quindi essere oggetto di atti di disposizione da parte dell’attuale moglie, né può essere aggredito dai creditori di quest’ultima), nel caso di morte, essendo entrata definitivamente a far parte del suo patrimonio, per effetto della sua successione andrà non solamente al figlio ma altresì alla nuova moglie (e ciò indipendentemente che esista la separazione dei beni, la quale esplica i suoi effetti, lo si ripete, solamente mentre il coniuge è in vita).

Quindi, nel caso di morte del vedovo, si applicherà l’art. 581, per il quale, quando concorrano il coniuge (in questo caso, la nuova moglie) e un solo figlio (in questo caso, l’unico figlio nato dall’altro matrimonio), al primo spetterà la metà del patrimonio del defunto ed al figlio l’altra metà (50% ciascuno). Sarà ovviamente esclusa dalla successione la figlia della nuova moglie, in quanto discendente solo di quest’ultima e non del defunto.

Nel caso di morte, invece, della moglie, valgono le medesime regole: succederanno al 50% ciascuno il nuovo marito e la figlia, mentre sarà escluso dalla successione il figlio di lui.

Testi per approfondire questo articolo

  • Successioni mortis causa nella famiglia legittima e naturale

    Editore: CEDAM
    Collana: Biblioteca del diritto di famiglia
    Data di pubblicazione: luglio 2012
    Prezzo: 42,00 -5% 39,90 €

    Attualmente, in Italia, la successione resta un fenomeno strettamente legato alla famiglia, poiché il codice detta le regole della successione necessaria (per le quali, come si è detto, buona parte del patrimonio deve essere destinato ai familiari) e perché, in assenza di manifestazione di volontà da parte del titolare di beni (testamento), alla sua morte gli stessi passano automaticamente ai familiari (successione legittima). Il dettato legislativo non... (continua)

  • La successione necessaria

    Collana: Nuova giurisprudenza dir. civile e comm.
    Pagine: 528
    Data di pubblicazione: aprile 2012
    Prezzo: 50,00 -5% 47,50 €

    L’opera analizza tutta la disciplina in tema di successione necessaria, esaminando le questioni legate ai soggetti di tale istituto (il coniuge, i figli e gli ascendenti) e quelle inerenti alla reintegrazione dei diritti dei legittimatari.

    Il volume, frutto dell’esperienza professionale e didattica dell’Autore, fornisce una lettura teorico-pratica della normativa contenuta nel codice, senza trascurare l’analisi di quella speciale e della casistica più... (continua)