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Articolo 456 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Apertura della successione

Dispositivo dell'art. 456 Codice civile

La successione si apre (1) al momento della morte(2), nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto (3).

Note

(1) L’apertura della successione indica che un patrimonio, a causa della morte di un soggetto, è rimasto privo di titolare, determinando la necessità che altri soggetti subentrino nei rapporti, attivi e passivi, che sopravvivono al de cuius.
(2) Affinché si apra una successione mortis causa è necessario che si verifichi il decesso di un soggetto, ossia “la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefaloex art. 1 L. 29 dicembre 1993, n. 578. A quest’ultima viene equiparata la morte presunta, che può essere dichiarata dal Tribunale ove non si abbiano notizie di un soggetto da dieci anni (v. art. 58 e ss. c.c.).
La determinazione del momento esatto in cui avviene la morte del defunto consente di individuare i soggetti chiamati a succedere al de cuius. Presupposto della successione è, infatti, che i chiamati all'eredità sopravvivano al defunto. Qualora due persone siano morte e non vi sia possibilità di accertare quale delle due sia sopravvissuta, anche per un breve periodo, all’altra, tutte si considerano morte nello stesso momento (vd. art. 4 del c.c.).
(3) Il luogo in cui si apre la successione non è quello in cui è avvenuta la morte, ma quello in cui il defunto aveva fissato l’ultimo domicilio, ossia il centro principale dei propri affari ed interessi.
Tale luogo rileva, principalmente, per individuare il Tribunale competente per le azioni ereditarie (v. art. 22 del c.p.c.) e per la tenuta del registro delle successioni, in cui vengono annotati gli atti e le dichiarazioni indicate dalla legge (v. artt. 52 e 53 disp. att. c.c.).

Ratio Legis

La norma permette di stabilire a partire da quale momento e dove la successione si debba considerare aperta.
Ciò consente di individuare, principalmente, quali siano i soggetti chiamati all’eredità e quale sia il Tribunale competente per la proposizione delle azioni ereditarie (v. art. 22 del c.p.c.).

Brocardi

Successio in universum ius
Successio mortis causa

Spiegazione dell'art. 456 Codice civile

Il fenomeno successorio, dal punto di vista temporale, ha inizio con la morte del de cuius, da intendersi quale cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo (L. 29 dicembre 1993, n. 578, art. 1).
In caso di morte presunta il momento della morte si determina secondo quanto previsto dagli articoli 58, 60 e 61 del codice civile e deve essere indicato nella relativa sentenza con cui viene dichiarata la morte presunta stessa.
In particolare, nell’ipotesi in cui siano trascorsi dieci anni dall’ultima notizia dell’assente (art. 58 1° comma del codice civile) o nelle ipotesi in cui qualcuno sia stato fatto prigioniero o internato dal nemico o comunque trasportato in un paese straniero (art. 60 n. 2 del codice civile), il momento della morte viene fissato nel giorno a cui risale l’ultima notizia dello scomparso.
Nelle ipotesi di scomparsa in operazioni belliche o per infortunio (art. 60 nn. 1 e 3) il giorno e l’ora della scomparsa vengono determinate nella sentenza che dichiara la morte presunta.
Qualora non sia possibile determinare l’ora del decesso, ai sensi dell’art.61 2° comma del codice civile, la morte presunta si ha per avvenuta alla fine del giorno indicato.
Inoltre, al fine della determinazione del momento della morte rileva l’ipotesi della commorienza disciplinata dall’art. 4 del codice civile secondo il quale, qualora non sia possibile dare la prova certa della premorienza o della sopravvivenza di un soggetto rispetto ad un altro, gli stessi si considerano morti nello stesso momento.

Il momento della morte rileva in diverse ipotesi e, in particolare, al fine di determinare la capacità a succedere (art. 462 del codice civile), il termine per accettare l’eredità (art. 480 del codice civile), il termine per redigere l’inventario (art. 485 del codice civile), il valore dei beni al fine della determinazione della porzione disponibile (art. 556 del codice civile) nonché il valore dei beni nella collazione per imputazione (art. 747 del codice civile).

Oltre all’elemento temporale il legislatore individua anche un elemento spaziale del fenomeno successorio che coincide con l’ultimo domicilio del defunto da intendersi quale il luogo in cui quest’ultimo aveva stabilito il centro principale dei propri affari e interessi, sia materiali ed economici, sia morali, sociali e familiari.

In base all’elemento spaziale viene individuata l’autorità competente al fine di eseguire diversi atti di natura successoria e in particolare: la cancelleria del tribunale competente a ricevere la dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario (art. 484 del codice civile) o di rinunzia dell’eredità (art. 519 del codice civile), il tribunale competente ad autorizzare la vendita di beni ereditari (art. 747 del codice di procedura civile) o a nominare il curatore dell’eredità giacente (art. 528 del codice civile) o ancora a ordinare la presentazione di un testamento olografo (art. 620 del codice civile) o la pubblicazione del testamento segreto (art. 621 del codice civile).
Il luogo di apertura della successione rileva, inoltre, al fine di individuare la competenza per territorio delle cause ereditarie (Cassazione 2 agosto 2013 n. 18560).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 456 Codice civile

Cass. civ. n. 852/1972

Ai sensi degli artt. 456 e 484 c.c., il luogo in cui va fatta la dichiarazione di accettazione dell'eredità con beneficio di inventario si determina in base all'ultimo domicilio del defunto.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 852 del 20 marzo 1972)

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 456 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

TERESA D. P. chiede
mercoledì 04/02/2015 - Lazio
“Vi sottopongo il seguente quesito riferito alla debenza delle sanzioni ed agli interessi moratori relativi alle imposte ipo-catastali dovute in seguito a denuncia di successione presentata dopo nove anni dalla morte del de-cuius avvenuta il primo settembre del 2006. Il funzionario della Agenzia delle Entrate ha affermato che, trascorsi sei anni dalla morte del "de cuius" non sono dovute sanzioni nè interessi relativi alle imposte ipo-catastali versate al momento della presentazione della dichiarazione di successione. Sapete indicarmi il riferimento normativo che dispone la impossibilità per l' Ufficio finanziario di liquidare le sanzioni ed i relativi interessi relativi all'omesso versamento?”
Consulenza legale i 10/02/2015
Corrisponde al vero che se la dichiarazione di successione viene presentata oltre i cinque anni dal termine di scadenza (sei anni dalla data del decesso) le imposte dovranno essere pagate, ma non saranno dovute sanzioni.

Per quanto riguarda le imposte ipotecarie e catastali, l'articolo 13, comma 2 bis, del d.lgs. 31 ottobre 1990 n. 347 (Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale) stabilisce che: "In caso di omesso o insufficiente versamento gli uffici liquidano la maggiore imposta che risulta dovuta con le modalità e nei termini di cui all'art. 27 del suddetto d.lgs. n. 346 del 1990".

L'articolo 27 richiamato, al quarto comma, recita: "Se la dichiarazione della successione è stata omessa, l'imposta è accertata e liquidata d'ufficio a norma dell'articolo 35. [...] L'avviso deve essere notificato entro il termine di decadenza di cinque anni dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione omessa" (cioè un anno dopo il decesso).

Pertanto, se l'accertamento d'ufficio con liquidazione o riliquidazione dell'imposta dovuta non è avvenuto entro i termini stabiliti per legge, il diritto dell'erario ad ottenere le sanzioni per il ritardo viene semplicemente meno.

Attenzione però: la legge di stabilità 2015 ha stabilito che "i termini di cui all'articolo 27 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, e successive modificazioni, concernente le imposte di successione e donazione, decorrono dalla regolarizzazione spontanea degli errori od omissioni" (art. 1, comma 637, lettera b). Quindi, sembrerebbe che ora il termine quinquiennale per l'accertamento dell'imposta di successione decorra dalla mera regolarizzazione spontanea di omissioni ed errori. Lo scopo della normativa è, con ogni evidenza, quella di comprimere i casi di evasione e/o elusione correlati all’inutile decorso del termine di accertamento, di rettifica e di liquidazione dell’imposta da parte dell’Ufficio delle Entrate.
La nuova normativa presenta però alcuni profili di violazione di leggi e di principi fondamentali dell'ordinamento (come il divieto di prorogare i termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti di imposta sine die), per cui se ne attende l'applicazione pratica per comprenderne la reale portata e gli eventuali profili di illegittimità.

sorgenti chiede
venerdì 22/10/2010
“in presenza di più eredi,senza testamento o altro atto di volontà,uno degli eredi per conoscere lo stato patrimoniale del defunto e quindi ciò che andrà ad ereditare,passività ed attività,a chi deve rivolgersi per conoscere esattamente lo stato della eredità?”
Consulenza legale i 22/10/2010

La consistenza del patrimonio del defunto va accertato presso varie sedi; le più accessibili:

Conservatoria dei Registri Immobiliari per i beni immobili

Pubblico Registro Automobilistico per gli autoveicoli e i motoveicoli

Non c'è un soggetto o ente che possa fornire un "quadro complessivo" del patrimonio del defunto. Sono informazioni che vanno ricercate da chi ne ha interesse presso diverse fonti.