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Articolo 750 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Collazione di mobili

Dispositivo dell'art. 750 Codice civile

(1)La collazione dei mobili [751 c.c.] si fa soltanto per imputazione [747 c.c.], sulla base del valore che essi avevano al tempo dell'aperta successione [456 c.c.].

Se si tratta di cose delle quali non si può far uso senza consumarle, e il donatario le ha già consumate, si determina il valore che avrebbero avuto secondo il prezzo corrente [1474 c.c.] al tempo dell'aperta successione.

Se si tratta di cose che con l'uso si deteriorano, il loro valore al tempo della aperta successione è stabilito con riguardo allo stato in cui si trovano (2).

La determinazione del valore dei titoli dello Stato, degli altri titoli di credito [1992 ss. c.c.] quotati in borsa e delle derrate e delle merci il cui prezzo corrente è stabilito dalle mercuriali (3), si fa in base ai listini di borsa e alle mercuriali del tempo dell'aperta successione [556 c.c.].

Note

(1) Dubbia è l'applicazione della norma in commento anche ai crediti. Secondo l'opinione dominante l'art. 750 del c.c. si riferirebbe ai soli crediti esigibili.
(2) Tali beni si sarebbero ugualmente deteriorati restando presso il defunto e gli eredi avrebbero conseguito soltanto la rimanenza al tempo dell'apertura della successione.
(3) Per prezzo di borsa o mercato si intende far riferimento a quello ufficiale e non a quello medio o normale.

Ratio Legis

La collazione dei beni mobili avviene esclusivamente per imputazione, considerato il minor valore che normalmente caratterizza tali beni, e la maggiore facilità della loro circolazione.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

362 Le successive disposizioni di questo capo non hanno dato luogo a rilievi e sono in gran parte rimaste immutate, salvi taluni miglioramenti formali. Soltanto l'art. 289 del progetto, corrispondente all'art. 750 del c.c., che disciplinava la collazione delle cose mobili, è stato profondamente mutato. Infatti il progetto, modificando il codice del 1865, ha distinto relativamente ai beni mobili l'ipotesi nella quale all'atto di donazione sia annessa una stima, dall'altra nella quale la stima manchi. Nella prima ipotesi ha fatto riferimento, per la determinazione del valore, alla somma risultante dalla stima, mentre nell'altra si è riferito al valore si tempo dell'aperta successione. Ora, è stato esattamente rilevato dalla Commissione delle Assemblee legislative che non è conforme alle finalità dell'istituto della collazione, e può portare a notevoli sperequazioni, il diverso trattamento fatto ai beni mobili nei confronti degli immobili. Perciò si è proposto di unificare il criterio per immobili e mobili, e di aver riguardo in tutti i casi al valore al tempo dell'aperta successione, anche se si tratti di cose mobili stimate. Ho accolto senz'altro la proposta della Commissiona e nell'art. 750 ho riportato la formula da essa adottata. Ho inoltre apportato alcune modificazioni di carattere formale al terzo comma dello stesso articolo.

Massime relative all'art. 750 Codice civile

Cass. pen. n. 12522/2015

E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 409, comma sesto, cod. proc. pen. per contrasto con gli artt. 3, 24 e 111 Cost., nella parte in cui limita il ricorso per cassazione ai soli casi di nullità per difetto del contraddittorio, non potendo ravvisarsi alcuna violazione né del diritto di difesa (che si esplica nei modi e nelle forme stabilite dal legislatore), né dei principi del giusto processo (stante l'intrinseca differenza tra le sentenze e gli altri provvedimenti - tra cui quelli che dispongono l'archiviazione - sforniti di uno specifico valore decisorio diverso da quello "rebus sic stantibus"), né del principio di uguaglianza (in quanto il predetto limite alla facoltà di impugnazione opera nei confronti di tutte le parti processuali).

Cass. civ. n. 20258/2014

La quota di società non conferisce al socio un diritto reale su beni costituenti il patrimonio societario, ma un diritto personale di partecipazione alla vita societaria, la cui misura non è soggetta a cambiamento per effetto di successivi aumenti di capitale, sicché la relativa donazione è soggetta a collazione per imputazione di beni mobili, ai sensi dell'art. 750 cod. civ., e, dunque, sulla base del valore che aveva al tempo di apertura della successione.

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