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Articolo 510 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Accettazione o inventario fatti da uno dei chiamati

Dispositivo dell'art. 510 Codice civile

L'accettazione con beneficio d'inventario [484 c.c.] fatta da uno dei chiamati giova a tutti gli altri, anche se l'inventario è compiuto da un chiamato diverso da quello che ha fatto la dichiarazione (1) [504 c.c.].

Note

(1) I chiamati all'eredità, laddove uno di essi abbia già accettato con beneficio di inventario, sono liberi di non accettare l'eredità, di accettarla puramente e semplicemente o con beneficio di inventario. Ove scelgano tale ultima possibilità, l'inventario e le formalità ad esso connesse verranno compiute da chi per primo ha accettato l'eredità con beneficio di inventario. In questo senso va letta l'espressione "giova a tutti gli altri" usata dall norma in commento.
La norma non si applica ai chiamati che abbiano già accettato l'eredità senza il beneficio di cui agli articoli 484 ss. del c.c. e a coloro che siano decaduti dallo stesso.

Ratio Legis

La norma ha lo scopo di semplificare la procedura di cui agli articoli 484 ss. del c.c. onerando della stessa il solo erede che per primo abbia dichiarato di volersene avvalere.

Spiegazione dell'art. 510 Codice civile

La norma in esame mira ad agevolare e semplificare la procedura prevista per accettare l'eredità con beneficio di inventario. Il legislatore, anche in un'ottica di economicità dei traffici giuridici e dunque al fine di evitare la duplicazione degli adempimenti richiesti per l'accettazione con beneficio di inventario, ha previsto che delle formalità già adempiute da un erede previste per l'accettazione beneficiata possano giovarsi anche gli altri chiamati all'eredità.

L'estensione degli effetti favorevoli si determina nei confronti dei soli chiamati all'eredità e dunque di quei soggetti che, pur avendone diritto, non hanno ancora accettato l'eredità.
Non beneficiano di tali effetti coloro che hanno già accettato puramente e semplicemente l'eredità o coloro che non sono più chiamati avendo rinunziato o avendo perso il diritto di accettare per prescrizione o decadenza.

Si discute in dottrina sulla portata degli effetti favorevoli previsti dalla norma in commento.
  • Secondo parte della dottrina tale norma avrebbe una vera e propria vis espansiva consentendo ai chiamati di godere del beneficio della responsabilità limitata senza dover a loro volta accettare espressamente o tacitamente l'eredità.
  • Secondo al dottrina prevalente gli effetti favorevoli consisterebbero esclusivamente nell'esonero dalle formalità già adempiute dall'erede che abbia in precedenza accettato con beneficio di inventario e dunque: la trascrizione, l'iscrizione e la redazione dell'inventario di cui all'art. 484 2°e 3° comma del codice civile. Il chiamato che volesse accettare con il beneficio d'inventario sarebbe comunque tenuto a compiere la dichiarazione prevista dall'art. 484 1° comma del codice civile (Ferri).



Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 510 Codice civile

Cass. civ. n. 11150/2013

In tema di imposta di successione, l'art. 510 c.c., per cui possono giovarsi dell'inventario anche chiamati diversi da quello che ha fatto la dichiarazione, deve essere interpretato nel senso che i beneficiari non sono quelli che hanno accettato l'eredità puramente e semplicemente, nè quelli decaduti dal beneficio, perchè la redazione dell'inventario non può attribuire agli altri coeredi una posizione giuridica che essi non siano più in grado di acquistare; ne consegue che la contribuente che abbia accettato con beneficio di inventario ma solo per conto dei figli ed invece puramente e semplicemente per sé, era tenuta, ai sensi dell'art. 31, comma 1, del d.l.vo n. 346 del 1990 (nel testo vigente "ratione temporis"), a presentare la dichiarazione di successione entro sei mesi dalla devoluzione ereditaria, non potendo perciò godere del trattamento più favorevole di cui all'art. 69 della legge n. 342 del 2000, riservato alle dichiarazioni di successione con scadenza posteriore al 31 dicembre 2000.

Cass. civ. n. 22286/2008

In base al disposto dell'art. 510 cod. civ., a norma del quale la redazione dell'inventario da parte di uno dei coeredi giova anche agli altri che non siano accettanti puri e semplici, la volontà di giovarsi di tale forma di accettazione, sebbene debba essere espressa in forma chiara ed univoca, non esige le forme indicate dall'art. 484 cod.civ., poiché, se in ogni caso fosse necessaria l'accettazione formale, nessun giovamento deriverebbe dall'accettazione dell'altro chiamato (principio enunciato dalla S.C. nel caso di coeredi accettanti con beneficio d'inventario e decaduti dal diritto, quali pretendevano di giovarsi dell'inventario legittimamente effettuato, dopo il raggiungimento della maggiore età, dal coerede minorenne al momento dell'apertura della successione).

Cass. civ. n. 2532/1999

L'accettazione con beneficio di inventario da parte di uno dei chiamati ad un'eredità non determina l'acquisto della medesima anche per gli altri perché l'articolo 510 c.c. non ha tale vis espansiva.

Cass. civ. n. 8034/1993

In base al disposto dell'art. 510 c.c. la redazione dell'inventario da parte di uno dei coeredi giova anche agli altri che non siano accettanti puri e semplici, ma non anche a quelli che siano divenuti tali per essere decaduti dalla facoltà di accettare con beneficio di inventario, non potendo la redazione dell'inventario attribuire agli altri coeredi una posizione giuridica che essi non siano più in grado di acquistare.

Cass. civ. n. 782/1982

Ai sensi dell'art. 510 c.c., l'accettazione con beneficio d'inventario fatta da uno dei chiamati all'eredità giova anche agli altri chiamati, mentre non opera a favore di chi, mediante accettazione espressa, tacita o presunta, abbia già acquistato la qualità di erede puro e semplice al momento di detta accettazione beneficiata.

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