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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 34206 del 23 dicembre 2024
«In tema di condominio l'approvazione assembleare dello stato di ripartizione delle spese è condizione indispensabile per la sola concessione dell'esecuzione provvisoria al decreto di ingiunzione per la riscossione dei contributi, ai sensi...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 17496 del 16 aprile 2025
«Non sussiste violazione del principio del "ne bis in idem" convenzionale, come interpretato dalla Corte EDU, nel caso in cui l'imputato, a fronte dell'accertata consumazione di un fatto costituente reato di rilevante gravità punito con pena...»
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Cassazione civile, Sez. V, ordinanza n. 18707 del 9 luglio 2024
«Non è prescritta una verbalizzazione analitica di tutte le deduzioni difensive delle parti nel processo tributario; una descrizione sintetica delle attività è sufficiente. Inoltre, eventuali lacune o imprecisioni di verbalizzazione non comportano...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 24121 del 8 agosto 2023
«La valutazione sul merito della proposta di concordato fallimentare spetta solo al comitato dei creditori mentre il giudice delegato, anche nel caso in cui il comitato dei creditori non si sia costituito, ha solo ed esclusivamente il compito di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 9286 del 8 aprile 2025
«La conciliazione in sede sindacale, ai sensi dell'art. 411, comma 3, cod. proc. civ., non può essere validamente conclusa presso la sede aziendale, non potendo quest'ultima essere annoverata tra le sedi protette mancando del carattere di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 10065 del 15 aprile 2024
«La conciliazione in sede sindacale, ai sensi dell'art. 411, comma 3, c.p.c., non può essere validamente conclusa presso la sede aziendale, non potendo quest'ultima essere annoverata tra le sedi protette mancando del carattere di neutralità...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 11543 del 28 aprile 2026
«Nel rito del lavoro in materia previdenziale, l'eccezione di interruzione della prescrizione, costituendo eccezione in senso lato, è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo, anche in appello, sulla base di documenti ritualmente...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 26075 del 24 settembre 2025
«In sede di appello, il deposito di documenti non prodotti in primo grado può essere autorizzato dal giudice, anche d'ufficio, solo se tali documenti sono indispensabili per la decisione e se i relativi fatti costitutivi siano stati allegati...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 6338 del 10 marzo 2025
«Nel rito speciale del lavoro, il giudice ha il potere-dovere di acquisire d'ufficio documenti ritenuti indispensabili per la decisione, anche in presenza di preclusioni o decadenze che colpiscano le parti. L'acquisizione di tali atti si giustifica...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2565 del 3 febbraio 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice di appello può esercitare i poteri istruttori d'ufficio, a prescindere dalla maturazione di preclusioni probatorie in capo alle parti, quando vi sia una semiplena probatio o una pista probatoria che necessiti di una...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 34557 del 27 dicembre 2024
«Nel rito del lavoro, l'acquisizione di nuovi documenti o l'ammissione di nuove prove da parte del giudice di appello rientra tra i poteri discrezionali riconosciutigli dagli artt. 421 e 437 c.p.c. Tale esercizio è insindacabile in sede di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 21917 del 2 agosto 2024
«Nel rito del lavoro, ai sensi degli artt. 421 e 437 c.p.c., il giudice ha il potere-dovere di acquisire d'ufficio prove indispensabili ai fini della decisione, indipendentemente da eventuali preclusioni o decadenze in danno delle parti, qualora le...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 18868 del 10 luglio 2024
«La Corte di Cassazione ha confermato che la Corte d'Appello può avvalersi dei poteri conferiti dall'art. 421 cod. proc. civ. per acquisire documentazione anche in assenza di un termine per note assegnato alle parti, purché motivi...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 25075 del 12 settembre 2025
«Nei giudizi regolati dal rito lavoro, la lettura del dispositivo al termine dell'udienza di discussione è imposta a pena di nullità insanabile della sentenza, essendo tale lettura un requisito formale indispensabile per il raggiungimento dello...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2065 del 30 gennaio 2026
«In conformità alla giurisprudenza consolidata, nei giudizi regolati dal rito del lavoro, la lettura del dispositivo al termine dell'udienza di discussione è imposta a pena di nullità insanabile della sentenza. La mancata lettura del dispositivo è...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2636 del 6 febbraio 2026
«In tema di produzione di nuovi documenti nel giudizio di appello nei processi del lavoro, ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., costituisce prova nuova indispensabile quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 31307 del 1 dicembre 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di prove nuove in appello è ammissibile se indispensabile ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., ossia se tale da eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione dei fatti accolta dalla pronuncia...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 30744 del 21 novembre 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di prove nuove in appello è ammissibile se indispensabile ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., ossia se tale da eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione dei fatti accolta dalla pronuncia...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 29741 del 11 novembre 2025
«Nel rito del lavoro, il deposito di documenti non prodotti in prime cure può essere ammesso in appello ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., anche laddove la parte sia incorsa nelle preclusioni istruttorie del primo grado. Il giudice può...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27125 del 9 ottobre 2025
«Nel rito del lavoro, il principio dispositivo è bilanciato con la ricerca della verità materiale. Il giudice d'appello, ai sensi dell'art. 437 c.p.c., può ammettere, anche d'ufficio, nuove prove indispensabili per l'accertamento dei fatti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 24862 del 9 settembre 2025
«Il pagamento costituisce eccezione in senso lato e dunque il giudice d'appello deve rilevarlo anche d'ufficio quando esso risulti dalla documentazione ritualmente prodotta, in quanto la produzione di nuovi documenti, in deroga al divieto ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 23732 del 22 agosto 2025
«Il pagamento costituisce eccezione in senso lato e dunque il giudice d'appello deve rilevarlo anche d'ufficio quando esso risulti dalla documentazione ritualmente prodotta, in quanto la produzione di nuovi documenti, in deroga al divieto ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 21847 del 29 luglio 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente anche in grado d'appello, qualora li ritenga indispensabili ai fini della decisione, ricorrendo ai poteri officiosi di cui all'art. 437 c.p.c. per...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 18666 del 8 luglio 2025
«In materia di locazione, soggetta al rito del lavoro ai sensi dell'art. 447-bis c.p.c., la regola che presiede alla ammissibilità di nuovi mezzi di prova in appello va ricavata dall'art. 437 c.p.c. e non dall'art. 345 c.p.c. In tale contesto,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 16646 del 21 giugno 2025
«In tema di rito del lavoro in appello, costituisce prova nuova indispensabile, ai sensi dell'art. 437, comma 2, c.p.c., quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia gravata,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15899 del 13 giugno 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di nuovi documenti in appello è ammessa soltanto se il collegio li ritiene indispensabili ai fini della decisione della causa. L'art. 437 c.p.c. stabilisce che l'ammissibilità dei nuovi mezzi di prova in appello...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15308 del 9 giugno 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente, qualora li ritenga indispensabili per la decisione, anche in grado di appello, ricorrendo ai poteri officiosi di cui all'art. 437 c.p.c.»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4580 del 21 febbraio 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice deve vagliare l'ammissibilità di nuovi documenti prodotti in appello ai sensi dell'art. 437 cod. proc. civ., sotto il profilo della rilevanza degli stessi in termini di indispensabilità ai fini della decisione,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 88 del 3 gennaio 2025
«Il giudice nel rito del lavoro ha l'obbligo di valutare preliminarmente se consentire nuove allegazioni e nuove produzioni documentali in appello, in ossequio ai limiti imposti dall'art. 437 c.p.c. Le nuove prove possono essere ammesse solo se...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 22907 del 19 agosto 2024
«Nel rito del lavoro, dovendosi contemperare il principio dispositivo con quello di ricerca della verità, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente - qualora li ritenga indispensabili ai fini della decisione - anche...»