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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15808 del 6 giugno 2024
«Il giudice non può sopperire alle carenze probatorie imputabili alle parti, in quanto il suo potere di ammettere d'ufficio mezzi di prova a norma dell'art. 421 cod. proc. civ., è finalizzato a sopperire a difficoltà oggettive nell'acquisizione...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15471 del 3 giugno 2024
«La valutazione delle prove, la scelta tra le varie risultanze e l'assegnazione della prevalenza all'uno o all'altro dei mezzi di prova acquisiti spettano in via esclusiva al giudice di merito, il quale deve indicare le ragioni del proprio...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 14923 del 28 maggio 2024
«Nel rito del lavoro, i poteri istruttori officiosi di cui all'art. 421 c.p.c. - il cui esercizio è del tutto discrezionale e come tale sottratto al sindacato di legittimità - non possono sopperire alle carenze probatorie delle parti, così da porre...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 29940 del 27 ottobre 2023
«In materia di giudizio sul licenziamento, il potere istruttorio d'ufficio conferito al giudice ai sensi degli artt. 421 e 437 c.p.c., non è meramente discrezionale, ma costituisce un potere-dovere da esercitare contemperando il principio...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 13873 del 19 maggio 2023
«L'uso dei poteri istruttori da parte del giudice ex artt. 421 e 437 c.p.c. non ha carattere discrezionale, ma costituisce un potere-dovere del cui esercizio o mancato esercizio questi è tenuto a dar conto, anche se, al fine di censurare...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 26444 del 30 settembre 2025
«La questione di competenza tra giudice civile e giudice del lavoro è un rapporto interno tra giudici dello stesso ufficio giudiziario, non trattabile come questione di giurisdizione. Le questioni di competenza possono essere regolate mediante...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 5385 del 29 febbraio 2024
«Nel procedimento per convalida di licenza o sfratto, l'opposizione dell'intimato dà luogo alla trasformazione dello stesso in un processo di cognizione, destinato a svolgersi nelle forme previste dall'art. 447-bis c.p.c., con la conseguenza che il...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 7380 del 27 marzo 2026
«Nel giudizio di appello in materia di opposizione a verbali di violazione del codice della strada, l'adozione del modello decisorio proprio del rito ordinario di cognizione (trattenimento in decisione con termini ex art. 190 c.p.c.) in luogo di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 10935 del 24 aprile 2026
«Nel giudizio di appello, ai fini dell'ammissibilità del gravame ex artt. 342 e 434 c.p.c., è sufficiente che l'impugnazione contenga una chiara individuazione delle questioni e dei punti della sentenza di primo grado che si intendono contestare e...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 328 del 7 gennaio 2026
«Nel giudizio di opposizione a ordinanza-ingiunzione, la contumacia nel giudizio di primo grado non implica una valenza confessoria né una rinuncia a contestare successivamente la fondatezza della domanda. Il convenuto ben può contestare tali...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 9400 del 10 aprile 2025
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c. devono essere interpretati nel senso che l'impugnazione in appello deve contenere una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata, affiancando alla parte volitiva una parte...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 1038 del 16 gennaio 2025
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo formulato dal D.L. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla L. n. 134 del 2012, richiedono, a pena di inammissibilità, che l'impugnazione contenga una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 24631 del 13 settembre 2024
«Gli artt. 342 e 434 cod. proc. civ., richiedono che l'appellante individui chiaramente le questioni contestate e le motivazioni delle sue doglianze. Non è sufficiente un generico richiamo a principi di diritto o normativa comunitaria, se non si...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 20343 del 23 luglio 2024
«In tema di appello, gli artt. 342 e 434 cod. proc. civ., impongono che l'impugnazione contenga una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata, accompagnata da una parte argomentativa volta a confutare le...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 19046 del 11 luglio 2024
«In materia di impugnazioni, gli articoli 342 e 434 c.p.c., nel testo formulato dal D.L. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla L. n. 134 del 2012, richiedono, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle questioni e dei punti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 6922 del 14 marzo 2024
«Nel giudizio di appello, gli artt. 342 e 434 c.p.c., devono essere interpretati in modo non formalistico; l'appellante deve confutare le ragioni addotte dal primo giudice senza ricorrere a particolari forme sacramentali o redigere un progetto...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 5533 del 1 marzo 2024
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo modificato dalla novellazione del 2012, prevedono che l'appello debba contenere una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e delle relative doglianze, affiancando...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 3599 del 8 febbraio 2024
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo formulato dal D.L. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla L. n. 134 del 2012, vanno interpretati nel senso che l'impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 35983 del 27 dicembre 2023
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo formulato dal D.L. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla L. n. 134 del 2012, vanno interpretati nel senso che l'impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 26624 del 15 settembre 2023
« Gli artt. 342 e 434 c.p.c. vanno interpretati nel senso che l'impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazioni delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e, con essi, delle relative doglianze,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 8044 del 1 aprile 2026
«Nel giudizio d'appello in rito del lavoro, la violazione del termine di dieci giorni previsto dall'art. 435, comma 2, c.p.c. per la notificazione dell'atto di gravame non comporta l'improcedibilità dell'appello, ove risulti comunque rispettato il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 12056 del 8 maggio 2023
«Nel procedimento di appello in materia di lavoro o previdenza, la nullità derivante dalla assegnazione al convenuto di un termine a comparire inferiore a quello stabilito dall'art. 435, comma 3, c.p.c. è suscettibile di sanatoria con efficacia "ex...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 32939 del 17 dicembre 2025
«Nel rito del lavoro, l'appello incidentale, pur tempestivamente proposto, se non è notificato alla controparte almeno dieci giorni prima dell'udienza fissata ex art. 436 c.p.c., deve essere dichiarato improcedibile, non potendo il giudice...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4903 del 23 febbraio 2024
«Nel procedimento soggetto al rito del lavoro, opera la presunzione di rinuncia da parte del soggetto vittorioso in prime cure alle domande ed eccezioni non accolte, sicché vi è la necessità per la medesima, con riferimento alle questioni non...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 16077 del 16 giugno 2025
«L'ordinanza ex art. 348-bis cod. proc. civ., anche nel rito del lavoro ai sensi dell'art. 436-bis cod. proc. civ., deve pronunciarsi prima della trattazione della causa, senza che ciò possa desumersi dall'invito alle parti a concludere. Il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 14940 del 19 maggio 2026
«Nel rito del lavoro, anche in grado di appello il giudice può esercitare i poteri istruttori officiosi e ammettere nuova documentazione, ivi compresi i file PEC (formato .eml) relativi alla notificazione degli avvisi di addebito, quando dagli atti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4112 del 24 febbraio 2026
«Nel giudizio d'appello, una volta impugnata la statuizione che riconosce al lavoratore un maggior compenso per asserita violazione di una delibera di Giunta regionale, il gravame devolve al giudice di secondo grado l'intero accertamento del titolo...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2723 del 7 febbraio 2026
«Nel giudizio di lavoro pubblico, l'individuazione e l'applicazione del contratto collettivo nazionale di comparto rientrano nel potere-dovere del giudice (iura novit curia), sicché il riferimento, in appello, a un CCNL sopravvenuto non integra...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 32596 del 14 dicembre 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può acquisire, anche in grado di appello ai sensi dell'art. 437, comma 2, c.p.c., nuovi elementi di prova dalla cui prospettazione o produzione la parte sia formalmente decaduta, purché la prova riguardi fatti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 31307 del 1 dicembre 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di prove nuove in appello è ammissibile se indispensabile ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., ossia se tale da eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione dei fatti accolta dalla pronuncia...»