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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 14940 del 19 maggio 2026
«Nel rito del lavoro, anche in grado di appello il giudice può esercitare i poteri istruttori officiosi e ammettere nuova documentazione, ivi compresi i file PEC (formato .eml) relativi alla notificazione degli avvisi di addebito, quando dagli atti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 13146 del 7 maggio 2026
«Nelle controversie assistenziali, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà sul requisito reddituale, pur priva di autonomo valore probatorio, può costituire solo un principio di prova suscettibile di giustificare un approfondimento...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4112 del 24 febbraio 2026
«Nel giudizio d'appello, una volta impugnata la statuizione che riconosce al lavoratore un maggior compenso per asserita violazione di una delibera di Giunta regionale, il gravame devolve al giudice di secondo grado l'intero accertamento del titolo...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2723 del 7 febbraio 2026
«Nel giudizio di lavoro pubblico, l'individuazione e l'applicazione del contratto collettivo nazionale di comparto rientrano nel potere-dovere del giudice (iura novit curia), sicché il riferimento, in appello, a un CCNL sopravvenuto non integra...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 32596 del 14 dicembre 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può acquisire, anche in grado di appello ai sensi dell'art. 437, comma 2, c.p.c., nuovi elementi di prova dalla cui prospettazione o produzione la parte sia formalmente decaduta, purché la prova riguardi fatti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 31307 del 1 dicembre 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di prove nuove in appello è ammissibile se indispensabile ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., ossia se tale da eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione dei fatti accolta dalla pronuncia...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 30744 del 21 novembre 2025
«Nel rito del lavoro, la produzione di prove nuove in appello è ammissibile se indispensabile ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., ossia se tale da eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione dei fatti accolta dalla pronuncia...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 29741 del 11 novembre 2025
«Nel rito del lavoro, il deposito di documenti non prodotti in prime cure può essere ammesso in appello ai sensi dell'art. 437, co. 2, c.p.c., anche laddove la parte sia incorsa nelle preclusioni istruttorie del primo grado. Il giudice può...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27792 del 17 ottobre 2025
«In materia di opposizione a sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, l'utilizzo dell'art. 345 c.p.c. per dichiarare inammissibile la produzione di nuove prove in appello costituisce errore processuale, dovendo invece...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27125 del 9 ottobre 2025
«Nel rito del lavoro, il principio dispositivo è bilanciato con la ricerca della verità materiale. Il giudice d'appello, ai sensi dell'art. 437 c.p.c., può ammettere, anche d'ufficio, nuove prove indispensabili per l'accertamento dei fatti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 24862 del 9 settembre 2025
«Il pagamento costituisce eccezione in senso lato e dunque il giudice d'appello deve rilevarlo anche d'ufficio quando esso risulti dalla documentazione ritualmente prodotta, in quanto la produzione di nuovi documenti, in deroga al divieto ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 23732 del 22 agosto 2025
«Il pagamento costituisce eccezione in senso lato e dunque il giudice d'appello deve rilevarlo anche d'ufficio quando esso risulti dalla documentazione ritualmente prodotta, in quanto la produzione di nuovi documenti, in deroga al divieto ex art....»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 18666 del 8 luglio 2025
«In materia di locazione, soggetta al rito del lavoro ai sensi dell'art. 447-bis c.p.c., la regola che presiede alla ammissibilità di nuovi mezzi di prova in appello va ricavata dall'art. 437 c.p.c. e non dall'art. 345 c.p.c. In tale contesto,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 16646 del 21 giugno 2025
«In tema di rito del lavoro in appello, costituisce prova nuova indispensabile, ai sensi dell'art. 437, comma 2, c.p.c., quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia gravata,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 11440 del 30 aprile 2025
«La negazione del requisito contributivo da parte dell'INPS non costituisce una eccezione in senso proprio, ma una mera difesa, che può essere sollevata anche oltre i limiti di preclusione stabiliti dagli artt. 416 e 437 c.p.c. Il giudice ha il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2421 del 1 febbraio 2025
«Il ricorso per violazione o falsa applicazione delle norme di legge in materia di prestazioni assistenziali è inammissibile se non risulta specificamente allegato e provato, fin dal primo grado di giudizio, il requisito socio-economico necessario...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 22907 del 19 agosto 2024
«Nel rito del lavoro, dovendosi contemperare il principio dispositivo con quello di ricerca della verità, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente - qualora li ritenga indispensabili ai fini della decisione - anche...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 21085 del 27 luglio 2024
«L'art. 437 c.p.c., che disciplina i poteri istruttori nel giudizio di appello, non può essere invocato come motivo di ricorso per cassazione se non vi è stata una specifica richiesta di intervento istruttorio al giudice d'appello, e la mancata...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 18253 del 3 luglio 2024
«L'istanza ed il pedissequo decreto di anticipazione dell'udienza di discussione ex art. 437 c.p.c.devono essere notificati alla parte non costituita personalmente, poiché la procura conferita per il primo grado non può spiegare effetti ulteriori a...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 17587 del 26 giugno 2024
«Nel rito del lavoro, la mancata comunicazione del dispositivo (che, secondo la regola generale dell'art. 437 c.p.c., dev'essere letto nella stessa udienza di discussione) in esito all'udienza cartolare a trattazione scritta - prevista per...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 30571 del 3 novembre 2023
«Nel rito del lavoro, stante l'esigenza di contemperare il principio dispositivo con quello della ricerca della verità materiale, allorché le risultanze di causa offrono significativi dati di indagine, il giudice, anche in grado di appello, ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 8647 del 27 marzo 2023
«Nel rito del lavoro, il giudice d'appello, in applicazione del precetto di cui all'art. 437, comma 2, cod. proc. civ., deve acquisire e valutare i documenti esibiti nel corso del giudizio dall'appellato, sia pure non in contestualità con il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 5471 del 22 marzo 2023
«Nelle controversie assistenziali, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà riferita al requisito reddituale, pur non avendo, in difetto di previsione di legge, valore probatorio, può costituire un principio di prova idoneo a giustificare,...»
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Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 8356 del 23 gennaio 2025
«Il potere di integrazione della prova, riconosciuto al giudice d'appello dall'art. 441, comma 5, cod. proc. pen., è discrezionale e non sindacabile in sede di legittimità.»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 28289 del 4 novembre 2024
«Nel rito del lavoro l'inosservanza, da parte del consulente tecnico d'ufficio nominato in appello, del termine assegnatogli per il deposito della consulenza, non è causa di alcuna nullità, a condizione che esso avvenga almeno dieci giorni prima...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27359 del 13 ottobre 2025
«L'eventuale carenza dei presupposti processuali, delle condizioni dell'azione, o degli altri requisiti del diritto alla prestazione previdenziale può essere eccepita dall'INPS nel giudizio promosso dall'interessato ex art. 442 c.p.c., anche...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 14603 del 30 maggio 2025
«In tema di provvidenze in favore delle vittime del dovere, in caso di ritardata corresponsione dell'elargizione di cui all'art. 4, comma 1, lett. a), n. 1, del d.P.R. n. 243 del 2006, trova applicazione l'art. 16, comma 6, della l. n. 412 del...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 21662 del 1 agosto 2024
«La competenza giurisdizionale riguardante le controversie inerenti alla pensione di reversibilità, in cui si discute della legittimità del recupero di somme indebitamente percepite dai beneficiari (in particolare, quote corrisposte a figli...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 10668 del 20 aprile 2023
«Le controversie aventi ad oggetto la ripartizione in quote dell'unica pensione di reversibilità fra il coniuge superstite e il coniuge divorziato hanno natura previdenziale, con la conseguenza che non trova applicazione, per esse, il termine di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 24926 del 9 settembre 2025
«La questione dell'improcedibilità della domanda giudiziale per mancato completamento del procedimento amministrativo ex art. 443 cod. proc. civ. può essere rilevata soltanto nella prima udienza di discussione; se non è rilevata entro tale termine,...»