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Articolo 609 quater Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Atti sessuali con minorenne

Dispositivo dell'art. 609 quater Codice penale

(1)Soggiace alla pena stabilita dall'articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto:

  1. 1) non ha compiuto gli anni quattordici (2);
  2. 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest'ultimo, una relazione di convivenza (3).

Fuori dei casi previsti dall'articolo 609 bis, l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest'ultimo una relazione di convivenza, che, con l'abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, è punito con la reclusione da tre a sei anni (4).

Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell'articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni(5).

Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi(6).

Si applica la pena di cui all'articolo 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci.

Note

(1) Il presente articolo è stato aggiunto dalla l. 15 febbraio 1996, n. 66.
(2) Viene dunque fissata a quattordici anni la soglia al di sotto della quale vige una presunzione assoluta di invalidità del consenso ad atti sessuali eventualmente prestato dal minore.
(3) Tale numero è stato così sostituito dall’art. 6, co. 1, lett. a), della l. 6 febbraio 2006, n. 38.
(4) Il presente comma è stato inserito dall'art. 6, co. 1, lett. b), dellal. 6 febbraio 2006, n. 38, poi modificato dall'art. 4, della l. 1 ottobre 2012, n. 172.
(5) Viene esclusa la punibilità degli atti sessuali consensuali compiuti tra due minori di cui uno abbia un'età superiore ai tredici anni, riconoscendo attraverso tale speciale causa di non punibilità di tipo soggettivo la legittimità ai rapporti affettivi tra coetanei.
(6) E' circostanza attenuante ad effetto speciale ex art. 63 che ricorre quando, con riferimento ai mezzi, alle modalità, alle circostanze dell'azione, si ritiene che la libertà personale o sessuale della vittima sia stata compressa in maniera meno grave.

Ratio Legis

Con la riforma della materia penale sessuale, il legislatore ha riconosciuto come autonoma la fattispecie di atti sessuali con minorenne, prima considerata circostanza aggravata del reato di violenza sessuale, garantendo così adeguata tutela alla libertà individuale del minore nel compimento di atti sessuali.

Spiegazione dell'art. 609 quater Codice penale

La libertà sessuale si acquista, nel nostro ordinamento, al compimento del quattordicesimo anno di età.

Per tali motivi, la norma in esame punisce chiunque compia atti sessuali con un infraquattordicenne, con il consenso di quest'ultimo (rilevando altrimenti il ben più grave delitto di cui all'articolo 609 bis.

Alla medesima pena soggiace colui che compia atti sessuali consensuali con persona minore di anni sedici, quando il colpevole sia una persona che eserciti un'autorità nei confronti del minore. Così, mentre negli altri casi un maggiore di età può lecitamente compiere atti sessuali con un ultraquattordicenne, il legislatore ha invece previsto la punibilità nei confronti di chi abbia particolari doveri di cura, istruzione e custodia nei confronti del infrasedicenne che abbia compiuto quattordici anni.

Con pena più lieve è invece punito lo stesso soggetto in posizione di supremazia o in capo al quale sussistono doveri di cura, custodia e istruzione, qualora compia atti sessuali con un minore, anche ultrasedicenne, ma solamente nel caso in cui si riscontri un abuso dei poteri connessi alla sua posizione, soggiogando dunque la vittima e sfruttando la propria posizione.

In deroga a quanto sopra esposto, non è punibile il minorenne che compia atti sessuali (consensuali) con un minore di anni tredici, qualora la differenza di età non superi i tre anni (un sedicenne può validamente avere rapporti sessuali con un tredicenne).

Al quarto comma si prevede una circostanza attenuante ad effetto speciale ed indefinita, qualora la compressione della libertà sessuale sia minima, in considerazione del fatto concreto e delle circostanze, mentre all'ultimo comma è prevista l'applicazione dell'articolo 609 ter (violenza sessuale aggravata), nel caso in cui il soggetto passivo abbia meno di dieci anni, equiparando l'eventuale consenso alla mancanza di consenso, data l'età della vittima e la conseguente assoluta impossibilità di autodeterminarsi sessualmente.

Massime relative all'art. 609 quater Codice penale

Cass. pen. n. 53135/2017

In tema di atti sessuali con minorenne, la relazione di convivenza richiesta per l'integrazione del reato di cui all'art. 609-quater, comma primo n. 2) cod. pen., rileva a prescindere dall'abuso di una posizione dominante o autorevole sul convivente minore di anni sedici, elemento, quest'ultimo, previsto invece nell'ipotesi di soggetto passivo ultrasedicenne, di cui al comma secondo del medesimo articolo.

Cass. pen. n. 46461/2017

In tema di atti sessuali con un minorenne, ai fini del riconoscimento della diminuente per i casi di minore gravità di cui all'art. 609-quater, quarto comma, cod. pen., deve farsi riferimento alla valutazione globale del fatto, nella quale assumono rilievo i mezzi, le modalità esecutive, il grado di coartazione esercitato sulla vittima, le condizioni fisiche e psicologiche di quest'ultima, anche in relazione all'età; non è, pertanto, ostativa a tal fine la condotta violenta tenuta dall'imputato dopo la consumazione del reato, trattandosi di condotta successiva al compimento degli atti sessuali in quanto tali. (In applicazione del principio la Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza dei giudici di merito che avevano ritenuto ostativa al riconoscimento dell'attenuante la circostanza che l'imputato, alcuni giorni dopo il compimento degli atti sessuali, aveva tentato di sottrarre la minore alla madre con violenza, nonostante l'assenza di costrizione fisica nel compimento degli atti sessuali e l'esistenza di un iniziale consenso della vittima, divenuto stabile nell'ambito di una relazione duratura con l'imputato).

Cass. pen. n. 45749/2017

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 609-quater, comma primo, n. 2), cod. pen., che rende penalmente rilevanti gli atti sessuali con persona infrasedicenne laddove "il colpevole sia il genitore", con conseguente procedibilità d'ufficio ai sensi dell'art. 609-septies, comma terzo, n. 2), cod. pen., non è necessario che quest'ultimo sia l'autore materiale della condotta, essendo sufficiente anche solo che lo stesso rivesta il ruolo di concorrente.

Cass. pen. n. 34512/2017

In tema di atti sessuali con minorenne, ai fini del riconoscimento dell'attenuante per i casi di minore gravità, di cui all'art. 609 - quater, comma 4, cod. pen., costituisce elemento negativo di valutazione la circostanza che gli atti sessuali si inseriscano nell'ambito di una "relazione amorosa" con il minore, essendo tale situazione indice, da un lato, di una sostanziale prevaricazione ai danni della vittima e, dall'altro, della ripetizione degli atti sessuali per un considerevole lasso di tempo.

Cass. pen. n. 11559/2017

La condizione di affidamento in custodia del minore, richiesta ai fini della procedibilità d'ufficio del reato di atti sessuali con minorenne, può consistere anche in un affidamento temporaneo od occasionale. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto corretta la configurazione dell'aggravante in una fattispecie nella quale la minore era stata affidata dai genitori, per il fine settimana, alla zia e al suo convivente, il quale aveva consumato un rapporto sessuale con la persona offesa in un momento in cui era rimasto l'unico adulto all'interno dell'abitazione).

Cass. pen. n. 53672/2016

In tema di reati sessuali, la condotta in danno di persona di età inferiore agli anni sedici, posta in essere dall'ascendente o da altro soggetto con questa in rapporto qualificato (art. 609-quater, comma primo n. 2, cod. pen.), in cambio della promessa o dazione di denaro o di altra utilità, integra il reato previsto dall'art. 609 quater cod. pen., che assorbe la fattispecie meno afflittiva tipizzata all'art. 600 bis, comma secondo, cod. pen., che sanziona gli atti sessuali retribuiti con il minore degli anni diciotto, salvo che il fatto costituisca reato più grave.

Cass. pen. n. 47980/2016

Ai fini della consumazione del reato di cui all'art. 609-quater cod. pen., è sufficiente il compimento di un atto sessuale con un minorenne, non essendo necessario il coinvolgimento fisico o emotivo di quest'ultimo o la consapevolezza da parte di questi dell'offesa arrecata allo sviluppo della sua personalità sessuale. (Fattispecie relativa ad atti sessuali di autoerotismo compiuti dall'imputato mentre teneva la nipote di mesi undici sulle ginocchia).

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