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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 36635 del 3 giugno 2014
«La disposizione con la quale il giudice, ai sensi dell'art. 331, comma 1, c.p.p., ordina trasmettersi gli atti al pubblico ministero per l'eventuale esercizio dell'azione penale in ordine ad un fatto-reato, diverso e ulteriore rispetto a quello...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 20247 del 27 marzo 2018
«L'acquisizione da parte della polizia giudiziaria del numero di utenza telefonica mobile attraverso l'esame, all'insaputa dell'indagato, dell'apparecchio cellulare a lui in uso rientra tra gli atti urgenti e "innominati" demandati agli organi di...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 30758 del 7 luglio 2023
«Va escluso che la previsione di cui all'art. 578-bis cod. proc. pen., nella parte in cui essa riguardi la confisca per equivalente, possa avere, a differenza di quanto invece deve ritenersi per la confisca in via diretta, valenza retroattiva, nel...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 15057 del 29 maggio 2023
«Il riconoscimento e la ricognizione di debito (che, ai sensi dell'art. 1988 c.c., costituiscono dichiarazioni unilaterali recettizie) non rappresentano una fonte autonoma di obbligazione ma rivestono solo un effetto confermativo di un preesistente...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 29476 del 14 novembre 2024
«L'art. 1994 c.c. - il quale prevede che chiunque ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito in conformità alle sue leggi di circolazione non è soggetto ad azione di rivendicazione - si applica esclusivamente ad ipotesi in cui...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 25868 del 20 febbraio 2024
«Nel giudizio di impugnazione, la facoltà della parte di presentare memorie non può superare le preclusioni fissate dai termini per impugnare e da quelli concessi per la presentazione di motivi nuovi ai sensi dell'art. 585, commi 1, 4 e 5, cod....»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 27702 del 25 ottobre 2024
«Ai fini della risoluzione di un contratto a prestazioni corrispettive ex art. 1453 c.c., non è sufficiente un inadempimento connotato da gravità, ma occorre altresì che esso sia imputabile a dolo o a colpa del debitore, il quale, per andare esente...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 31127 del 4 dicembre 2024
«La mancanza dei requisiti di abitabilità essenziali per l'uso abitativo di un immobile, come richiesto dalla normativa tecnica e urbanistica e garantito dal venditore, giustifica la risoluzione del contratto per inadempimento, essendo...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 27274 del 13 ottobre 2025
«Nel processo di cassazione, la denuncia di violazione della normativa sulla risoluzione del contratto e dei suoi effetti, ex art. 1453 e 1458 c.c., non può essere accolta se il giudice di merito ha escluso l'inadempimento del venditore in base...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 2062 del 19 gennaio 2024
«La nullità comminata dall'art. 46 del D.P.R. n. 380 del 2001 e dagli artt. 17 e 40 della L. n. 47 del 1985 va ricondotta nell'ambito del comma 3 dell'art 1418 c.c., di cui costituisce una specifica declinazione, e deve qualificarsi come nullità...»
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Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 21519 del 21 luglio 2024
«Ogni disposizione di una convenzione che contrasta con il principio stabilito dall'art. 1-bis, comma 6, del decreto-legge n. 250 del 2005 deve essere considerata nulla ai sensi dell'art. 1418 c.c., incorporando di diritto la clausola legale nel...»
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Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 576 del 18 dicembre 2024
«In tema di appello cautelare, la cognizione del giudice, in ossequio al principio della "doppia devoluzione", è circoscritta ai motivi dedotti con l'atto di impugnazione, che, a loro volta, non possono esorbitare dal "thema decidendum" sottoposto...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 45287 del 17 ottobre 2023
«In tema di concordato con rinuncia ai motivi in appello, non è affetta da nullità la sentenza pronunciata immediatamente dopo il rigetto dell'accordo, senza che il giudice abbia disposto la prosecuzione del dibattimento, qualora l'appellante,...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 6010 del 5 dicembre 2023
«In tema di atti preliminari al giudizio di appello, per effetto delle modifiche apportate all'art. 601, comma 3, cod. proc. pen. dall'art. 34, comma 1, lett. g), d.lgs. 10 ottobre 2023, 150, la disciplina del termine a comparire dev'essere...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 45235 del 15 novembre 2024
«Il giudice del rinvio non è tenuto a uniformarsi al principio di diritto affermato nella sentenza di annullamento nell'ipotesi in cui la norma, dalla quale quel principio è stato tratto, sia stata, nelle more del giudizio, modificata per effetto...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 19827 del 18 luglio 2024
«Con riguardo alla compravendita di un appartamento compreso in fabbricato condominiale, all'amministratore del condominio non è precluso di espletare attività di intermediazione tra il singolo condomino alienante ed il terzo acquirente, attesa...»
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Cassazione penale, Sez. VII, ordinanza n. 2468 del 30 settembre 2025
«La Corte di Cassazione non può esercitare una pura e semplice rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione del giudice di merito, né può adottare autonomamente nuovi e diversi parametri di ricostruzione o valutazione dei...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1752 del 7 ottobre 2025
«In presenza di una doppia conforme condanna, il vizio di motivazione deducibile in sede di legittimità è esclusivamente quello derivante dalla pretermissione dell'esame di temi probatori decisivi, ritualmente indicati come motivi di appello e...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 30043 del 14 maggio 2025
«In presenza di una sentenza di condanna confermata in appello, le doglianze sulla motivazione deducibili in sede di legittimità si limitano alla pretermissione dell'esame di temi probatori decisivi, ritualmente indicati come motivi di appello e...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 13081 del 10 gennaio 2024
«In tema di impugnazioni, è inammissibile il ricorso per cassazione con cui il pubblico ministero che abbia richiesto l'emissione del decreto penale di condanna impugni, senza allegare un concreto interesse, la sentenza di proscioglimento per...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 10195 del 13 febbraio 2024
«La declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione preclude al Collegio di rilevare d'ufficio, ai sensi degli artt. 129 e 609, comma 2, cod. proc. pen., la prescrizione della truffa e del peculato d'uso maturata successivamente alla...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 45862 del 22 ottobre 2024
«In caso di inammissibilità del ricorso per cassazione dovuta a colpa della parte privata impugnante, la sanzione pecuniaria in favore della cassa delle ammende ex art. 616, comma 1, cod. proc. pen. deve essere determinata in base a un criterio...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 18346 del 7 febbraio 2025
«In caso di annullamento parziale con rinvio da parte della Corte di cassazione relativo unicamente al trattamento sanzionatorio, acquistano autorità di cosa giudicata le questioni attinenti all'accertamento sulla sussistenza del reato e sulla sua...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 30311 del 12 giugno 2025
«Nel giudizio di rinvio, susseguente all'annullamento parziale della sentenza di appello, è inammissibile il motivo con cui si lamenti il contrasto tra il dispositivo e la motivazione della sentenza rescindente, che può essere fatto valere solo con...»
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Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 9788 del 22 gennaio 2025
«L'errore di fatto oggetto del rimedio previsto dall'art. 625-bis cod. proc. pen. consiste in un errore percettivo causato da una svista o da un equivoco nella lettura degli atti interni al giudizio stesso, che abbia influenzato il processo...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 26271 del 26 maggio 2023
«In tema di ricorso straordinario per errore materiale o di fatto, non dà luogo a errore di fatto rilevante a norma dell'art. 625-bis cod. proc. pen. l'omesso scrutinio di specifiche deduzioni contenute in un motivo di ricorso per cassazione,...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 18641 del 3 luglio 2023
« La banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato, per errore nell'identificazione del legittimo portatore del titolo, dal pagamento dell'assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 19404 del 15 luglio 2024
«La banca negoziatrice che paga un assegno munito della clausola di non trasferibilità a persona diversa dal legittimo beneficiario risponde del danno derivato, ma è ammessa a provare che l'inadempimento non le è imputabile per aver assolto alla...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 19417 del 15 luglio 2024
«Ai sensi dell'art. 43, comma 2, della legge assegni (R.D. n. 1736 del 1933), la banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato dal pagamento di un assegno bancario, di traenza o circolare munito di clausola di non trasferibilità a...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 22781 del 13 agosto 2024
«L'art. 1176, comma 2, c.c., impone al professionista che predispone una domanda di concordato preventivo di garantire che gli atti siano conformi ai requisiti di legge, incluso il rispetto delle cause legittime di prelazione. La mancata osservanza...»