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Articolo 134 Codice del consumo

(D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206)

[Aggiornato al 11/05/2019]

Carattere imperativo delle disposizioni

Dispositivo dell'art. 134 Codice del consumo

1. È nullo ogni patto, anteriore alla comunicazione al venditore del difetto di conformità, volto ad escludere o limitare, anche in modo indiretto, i diritti riconosciuti dal presente paragrafo. La nullità può essere fatta valere solo dal consumatore e può essere rilevata d'ufficio dal giudice.

2. Nel caso di beni usati, le parti possono limitare la durata della responsabilità di cui all'articolo 132, comma primo ad un periodo di tempo in ogni caso non inferiore ad un anno.

3. È nulla ogni clausola contrattuale che, prevedendo l'applicabilità al contratto di una legislazione di un Paese extracomunitario, abbia l'effetto di privare il consumatore della protezione assicurata dal presente paragrafo, laddove il contratto presenti uno stretto collegamento con il territorio di uno Stato membro dell'Unione europea.

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Consulenze legali
relative all'articolo 134 Codice del consumo

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

FABIOLA V. chiede
martedì 23/06/2020 - Marche
“Ho acquistato un autovettura usata in data 04/09/2017.
Il 13/02/2019 da un controllo ho riscontrato che il contachilometri era stato taroccato per quasi 100.000 Km.
Il 14/03/2019 ho contestato il difetto di conformità dell'auto al venditore che non ha dato seguito alla mia contestazione.
Posso ancora agire in giudizio o il termine è prescritto come previsto dall'art. 132 del codice del consumo?
Cordiali saluti.”
Consulenza legale i 27/06/2020
In base all’art. 134 del codice del consumo “nel caso di beni usati, le parti possono limitare la durata della responsabilità di cui all'articolo 132, comma primo ad un periodo di tempo in ogni caso non inferiore ad un anno”.
Non sappiamo se nella presente vicenda le parti abbiano limitato o meno la durata della responsabilità.
Tuttavia tale aspetto nella presente vicenda appare irrilevante in quanto, secondo quanto specificato nel quesito, vi è stata una alterazione del contachilometri da parte di chi ha venduto il bene avendo ridotto di ben centomila Km il numero di quelli effettivamente fatti dall’autovettura.
Sotto il profilo penale, un tale comportamento integra in astratto il reato di truffa ex art. 640 c.p. come è stato confermato anche dalla recentissima sentenza della Corte di Cassazione n.10339 del 2020. Tuttavia, avendo Lei riscontrato la circostanza del “taroccamento” il 13.02.2019 il termine di novanta giorni per presentare querela è ormai ampiamente prescritto.

Sul piano civile, però, è ancora possibile chiedere ed ottenere tutela.
Infatti, il termine di garanzia del codice del consumo (due anni per beni nuovi e, in caso di accordo delle parti, un anno) riguarda i difetti “non dolosamente occultati”.
Nella presente vicenda, invece, non è neanche corretto parlare di “difetto di conformità” in quanto vi è stata una vera e propria alterazione del bene venduto per occultare la reale situazione.
Detta in altri termini, secondo quanto ci viene riferito, vi è stato un vero e proprio dolo contrattuale (art. 1439 c.c.) e, pertanto, il termine per agire in giudizio per ottenere l’annullamento del contratto non è di due anni bensì di cinque anni come espressamente previsto dall’art. 1442 del codice civile.
Su tale aspetto, la Corte di Cassazione con sentenza n. 1480 del 2 febbraio 2012, ha sancito il principio secondo cui: “E’ annullabile per dolo la vendita di un’autovettura il cui contachilometri sia stato manomesso e il venditore, benché a conoscenza della manomissione, non abbia informato l’acquirente potendo il dolo, quale causa di annullamento del contratto, consistere tanto nell’ingannare la controparte con notizie false, con parole o con fatti (dolo commissivo), quanto nel nascondere alla conoscenza altrui, col silenzio o con la reticenza, fatti o circostanze decisive (dolo omissivo)”.

Alla luce di quanto precede, il termine per chiedere l’annullamento del contratto (e la restituzione dell’importo versato, oltre eventuali danni) va a scadere nel febbraio 2024 e cioè 5 anni da quando è stato scoperto il dolo (art. 1442 c.c.).
Ovviamente, nel momento in cui si dovesse intraprendere un'azione giudiziaria occorrerebbe fornire idonea prova della effettiva alterazione del contachilometri da parte di chi aveva venduto l'autovettura.