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Articolo 119 Decreto "Rilancio"

(D.L. 19 maggio 2020, n. 34)

Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici

Dispositivo dell'art. 119 Decreto "Rilancio"

1. La detrazione di cui all'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno
2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento, per le spese
documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1°
luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi
diritto in cinque quote annuali di pari importo, nei seguenti casi:
a) interventi di isolamento termico delle superfici opache
verticali e orizzontali che interessano l'involucro dell'edificio con
un'incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente
lorda dell'edificio medesimo. La detrazione di cui alla presente
lettera e' calcolata su un ammontare complessivo delle spese non
superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unita'
immobiliari che compongono l'edificio. I materiali isolanti
utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al
decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259
del 6 novembre 2017.
b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la
sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti
con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o
la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza
almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento
delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a
pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche
abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5
e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti
di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera e'
calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a
euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unita' immobiliari che
compongono l'edificio ed e' riconosciuta anche per le spese relative
allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito;
c) interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione
degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti
per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda
sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o
geotermici, anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici
di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6,
ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla
presente lettera e' calcolata su un ammontare complessivo delle spese
non superiore a euro 30.000 ed e' riconosciuta anche per le spese
relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito.
2. L'aliquota prevista al comma 1, alinea, si applica anche a tutti
gli altri interventi di efficientamento energetico di cui
all'articolo 14 del citato decreto-legge n. 63 del 2013, convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013, nei limiti di spesa
previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico
previsti dalla legislazione vigente e a condizione che siano eseguiti
congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al comma 1.
3. Ai fini dell'accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai
commi 1 e 2 rispettano i requisiti minimi previsti dai decreti di cui
al comma 3-ter dell'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n.
63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90,
e, nel loro complesso, devono assicurare, anche congiuntamente agli
interventi di cui ai commi 5 e 6, il miglioramento di almeno due
classi energetiche dell'edificio, ovvero, se non possibile, il
conseguimento della classe energetica piu' alta, da dimostrare
mediante l'attestato di prestazione energetica (A.P.E), di cui
all'articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ante e
post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della
dichiarazione asseverata.
4. Per gli interventi di cui ai commi da 1-bis a 1-septies
dell'articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013 l'aliquota delle detrazioni
spettanti e' elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1°
luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Per gli interventi di cui al primo
periodo, in caso di cessione del corrispondente credito ad un'impresa
di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il
rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista nell'articolo
15, comma 1, lettera f-bis), del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, spetta nella misura del 90 per cento. Le
disposizioni di cui al primo e al secondo periodo non si applicano
agli edifici ubicati in zona sismica 4 di cui all'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2003.
5. Per l'installazione di impianti solari fotovoltaici connessi
alla rete elettrica su edifici ai sensi dell'articolo 1, comma 1,
lettere a), b), c) e d), del decreto del Presidente della Repubblica
26 agosto 1993, n. 412, la detrazione di cui all'articolo 16-bis,
comma 1 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta, per
le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nella
misura del 110 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle
stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di
spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell'impianto
solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque
quote annuali di pari importo, sempreche' l'installazione degli
impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi ai commi
1 o 4. In caso di interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere
d), e) ed f), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380, il predetto limite di spesa e' ridotto ad euro 1.600
per ogni kW di potenza nominale.
6. La detrazione di cui al comma 5 e' riconosciuta anche per
l'installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo
integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con la
detrazione di cui al medesimo comma 5, alle stesse condizioni, negli
stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel
limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacita' di accumulo
del sistema di accumulo.
7. La detrazione di cui ai commi 5 e 6 e' subordinata alla cessione
in favore del GSE dell'energia non auto-consumata in sito e non e'
cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione
di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e
regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione di cui
all'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.
28, e gli incentivi per lo scambio sul posto di cui all'articolo
25-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
8. Per l'installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli
elettrici negli edifici, la detrazione di cui all'articolo 16-ter del
decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e' riconosciuta nella misura del
110 per cento, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote
annuali di pari importo, sempreche' l'installazione sia eseguita
congiuntamente ad uno degli interventi di cui al comma 1.
9. Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 8 si applicano agli
interventi effettuati:
a) dai condomini;
b) dalle persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attivita'
di impresa, arti e professioni, su unita' immobiliari, salvo quanto
previsto al comma 10;
c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque
denominati nonche' dagli enti aventi le stesse finalita' sociali dei
predetti Istituti, istituiti nella forma di societa' che rispondono
ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house
providing" per interventi realizzati su immobili, di loro proprieta'
ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale
pubblica;
d) dalle cooperative di abitazione a proprieta' indivisa, per
interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati
in godimento ai propri soci.
10. Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 3 non si applicano
agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di
attivita' di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari
diversi da quello adibito ad abitazione principale.
11. Ai fini dell'opzione per la cessione o per lo sconto di cui
all'articolo 121, il contribuente richiede il visto di conformita'
dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei
presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta per gli
interventi di cui al presente articolo. Il visto di conformita' e'
rilasciato ai sensi dell'articolo 35 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, dai soggetti indicati alle lettere a) e b), del comma 3
dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio
1998, n. 322, e dai responsabili dell'assistenza fiscale dei centri
costituiti dai soggetti di cui all'articolo 32 dello stesso decreto
legislativo n. 241 del 1997.
12. I dati relativi all'opzione sono comunicati esclusivamente in
via telematica secondo quanto disposto con provvedimento del
direttore dell'Agenzia delle entrate, che definisce anche le
modalita' attuative del presente articolo, da adottare entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
13. Ai fini dell'opzione per la cessione o per lo sconto di cui
all'articolo 121:
a) per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente
articolo, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti
previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell'articolo 14 del
decreto-legge n. 63 del 2013 e la corrispondente congruita' delle
spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia
dell'asseverazione viene trasmessa esclusivamente per via telematica
all' Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo
sviluppo economico sostenibile (ENEA). Con decreto del Ministro dello
sviluppo economico da emanare entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
sono stabilite le modalita' di trasmissione della suddetta
asseverazione e le relative modalita' attuative;
b) per gli interventi di cui al comma 4, l'efficacia degli stessi
finalizzati alla riduzione del rischio sismico e' asseverata dai
professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione
dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive
competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi
professionali di appartenenza, in base alle disposizioni di cui al
decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 28
febbraio 2017, n. 58. I professionisti incaricati attestano,
altresi', la corrispondente congruita' delle spese sostenute in
relazione agli interventi agevolati.
14. Ferma l'applicazione delle sanzioni penali ove il fatto
costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e
asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o
asseverazione infedele resa. I soggetti stipulano una polizza di
assicurazione della responsabilita' civile, con massimale adeguato al
numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi
degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni
e, comunque, non inferiore a 500 mila euro, al fine di garantire ai
propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni
eventualmente provocati dall'attivita' prestata. La non veridicita'
delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal
beneficio. Si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981,
n. 689. L'organo addetto al controllo sull'osservanza della presente
disposizione ai sensi dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1981,
n. 689, e' individuato nel Ministero dello sviluppo economico.
15. Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al
presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni
e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 13 e del visto di
conformita' di cui al comma 11.
16. Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 62,2
milioni di euro per l'anno 2020, 1.268,4 milioni di euro per l'anno
2021, 3.239,2 milioni di euro per l'anno 2022, 2.827,9 milioni di
euro per l'anno 2023, 2.659 milioni di euro per ciascuno degli anni
2024 e 2025 e 1.290,1 milioni di euro per l'anno 2026, 11,2 milioni
di euro per l'anno 2031 e 48,6 milioni di euro per l'anno 2032, si
provvede ai sensi dell'articolo 265.

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Consulenze legali
relative all'articolo 119 Decreto "Rilancio"

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

GIUSEPPINA P. chiede
lunedì 03/05/2021 - Lombardia
“Per l'approvazione dei lavori per il miglioramento energetico (Superbonus 110%) che dovessero comportare anche la modifica di una parte delle singole proprietà abitative, quali le pareti ventilate dei balconi con conseguente riduzione delle superfici dei balconi stessi, è necessario il consenso unanime di tutti i proprietari e non le maggioranze (molto basse) previste dal D.L. n. 34/2020 ?
Grazie.”
Consulenza legale i 09/05/2021
Il comma 9 bis dell’art. 119 del D.L. n. 34 del 19.05.2020 prevede che le decisioni per la realizzazione degli interventi agevolabili con il bonus 110%, possono essere approvati con la maggioranza dei presenti che rappresentano almeno 1/3 del valore dell’edificio. In sostanza, innovazioni anche molto consistenti potranno essere approvate con gli stessi quorum deliberativi necessari per far approvare solitamente alla assise convocata in seconda convocazione decisioni assolutamente ordinarie, come ad es. l’incarico ad una nuova impresa di giardinaggio.
Ad una prima lettura, tale normativa potrebbe apparire molto vantaggiosa, ma nella prassi applicativa sovente tale vantaggio è inesistente.

Come è noto uno dei presupposti per ottenere l’agevolazione fiscale è quello che i lavori che si vogliono realizzare portino ad un miglioramento delle prestazioni energetiche pari a ben due classi: in caso contrario, i lavori non possono accedere al bonus del 110%. Nei primi casi applicativi, i tecnici edili hanno notato come in molte realtà per soddisfare tale fondamentale condizione siano necessari interventi estremamente invasivi coinvolgenti non solo le parti comuni dell’edificio ma anche le singole unità immobiliari in proprietà esclusiva.

Sorge a questo punto un problema molto rilevante, in quanto l’assemblea ha potere di deliberare a maggioranza solo per interventi che coinvolgono le parti comuni dell’edificio, ma l’assise non può decidere a maggioranza in merito ad interventi che coinvolgono le singole unità immobiliari in proprietà esclusiva: una delibera di questo tenore sarebbe radicalmente nulla e impugnabile in ogni tempo anche oltre i termini di 30 giorni previsti dall’art.1137del c.c. Per ovviare a tale inconveniente e permettere quindi di effettuare interventi anche nei singoli appartamenti, è necessario il consenso unanime di tutti i proprietari, con buona pace, quindi, delle maggioranze più basse previste dal D.L. n.34/2020.

Il caso proposto nel quesito ricade perfettamente nella situazione sopra descritta, in quanto i lavori che devono eseguirsi vanno ad incidere sui balconi e sulle loro zone di calpestio, parti che per giurisprudenza oramai costante e granitica devono considerarsi assolutamente in proprietà esclusiva dei proprietari delle unità abitative a cui accedono. Da ciò discende necessariamente che per l’approvazione dei lavori agevolabili è necessario raggiungere l’unanimità dei consensi di tutti i partecipanti al condominio, non solo quindi di coloro che partecipano alla singola riunione.


SIMONE C. chiede
mercoledì 14/04/2021 - Marche
“Posso usufruire del sismabonus acquisti 110 % per l'acquisto di un singolo garages di nuova costruzione (che ovviamente soddisfa i requisiti di miglioramento di due classi sismiche), sito in un piccolo condominio che dista circa 20mt. da quello ove ho la mia abitazione ?”
Consulenza legale i 21/04/2021

Il comma 1-septies dell'articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, inserito dall'articolo 46-quater del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e successivamente, così modificato dall'articolo 8, comma 1, decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 giugno 2019, n. 58 prevede che “qualora gli interventi di cui al comma 1-quater [del medesimo articolo 16] siano realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1,2 e 3 (...) mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all'edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro diciotto mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell'immobile, le detrazioni dall'imposta di cui al primo e al secondo periodo del medesimo comma 1-quater spettano all'acquirente delle unità immobiliari, rispettivamente nella misura del 75 per cento e dell'85 per cento del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell'atto pubblico di compravendita e comunque, entro un ammontare massimo dispesa pari a 96 mila euro per ciascuna unità immobiliare (...)”.


La norma in commento, nel mutuare le regole applicative del c.d. “sisma bonus” si differenzia da quest’ultimo in quanto beneficiari dell'agevolazione fiscale sono gli acquirenti delle nuove unità immobiliari. In particolare, la detrazione di cui al citato comma 1-septies riguarda l'acquisto di immobili su cui sono stati effettuati interventi edilizi (mediante demolizione e ricostruzione di interi fabbricati, anche con variazione volumetrica rispetto all'edificio preesistente, nei limiti consentiti dalle disposizioni normative urbanistiche, che determinino il passaggio a una o a due classi inferiori di rischio sismico) eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che provvedano, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell'immobile.


Per effetto del richiamo, contenuto nel citato comma 1-septies dell'articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, al comma 1-quater del medesimo articolo 16, che a sua volta richiama gli articoli 1-bis e 1-ter, l'agevolazione in commento è in vigore dal 1°gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. L'articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio), convertito, con modificazione, dalla legge 17 luglio 2020, n.77, ha introdotto nuove disposizioni che disciplinano la detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a fronte di specifici interventi finalizzati alla efficienza energetica (ivi inclusa la installazione di impianti fotovoltaici e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici) nonché al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici (cd. Superbonus).


La detrazione, spettante nella misura del 110 per cento delle spese sostenute, è ripartita in 5 quote annuali di pari importo. Le nuove disposizioni si affiancano a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (cd.ecobonus) nonché per quelli di recupero del patrimonio edilizio, inclusi quelli antisismici (cd. sismabonus), attualmente disciplinate, rispettivamente, dagli articoli 14 e 16, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito dalla legge 3 agosto 2013, n. 90.


Le tipologie e i requisiti tecnici degli interventi oggetto del Superbonus sono indicati nei commi da 1 a 8 del citato articolo 119 del decreto Rilancio, mentre l'ambito soggettivo di applicazione del beneficio fiscale è delineato nei successivi commi 9 e 10.


Con riferimento alla applicazione delle agevolazioni in commento, sono stati forniti chiarimenti con la circolare 8 agosto 2020, n. 24/E. Nella citata circolare n. 24/E del 2020, in particolare, è stato precisato che il Superbonus si applica anche alle spese sostenute dagli acquirenti delle cd. Case antisismiche, vale a dire delle unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 (individuate dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006) oggetto di interventi antisismici effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell'immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dal termine dei lavori, provvedano alla successiva rivendita. In particolare, per effetto di quanto disposto dal citato articolo 119 del decretoRilancio, la detrazione prevista dall'articolo 16, comma 1-sepites è elevata al 110 percento delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.


L'acquirente delle case antisismiche potrà, altresì, optare - ai sensi dell'art. 121 del medesimo decreto Rilancio - in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione spettante in sede di dichiarazione dei redditi relativa all'anno di riferimento delle spese- alternativamente:

- per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati (cd. sconto in fattura). Il fornitore recupera il contributo anticipato sotto forma di credito d'imposta con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

- per la cessione di un credito d'imposta corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni.


Affinché gli acquirenti delle unità immobiliari possano beneficiare della detrazione prevista dall'articolo 16, comma 1-septies del decreto legge 63 del 2013, così come integrata dagli articoli 119 e 121 del D.L. n.34 del 2019 e nel rispetto delle relative prescrizioni peculiari (cfr. circolare n. 24/E del 2020) è necessario che l'atto di acquisto relativo agli immobili oggetto dei lavori sia stipulato entro il 31 dicembre 2021.


Ciò in considerazione del fatto che le detrazioni previste dall'articolo 16, comma 1-bis (cui il comma 1-septies attraverso il comma 1-quater rimanda) si riferiscono alle spese sostenute dal 1°gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.


Con specifico riferimento al box auto, in una risposta ad un interpello (n. 19/2021) l’Amministrazione finanziaria ha precisato che nel caso di acquisto anche delle pertinenze, l'art. 16 bis del T.U.I.R. costituisce il quadro normativo di riferimento delle disposizioni contenute nel citato articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, non essendo gli interventi di riduzione del rischio sismico ivi indicati, una nuova categoria di opere agevolabili.

Pertanto, i chiarimenti di prassi resi in materia di interventi di recupero del patrimonio edilizio devono ritenersi validi anche con riguardo agli interventi ammessi al cd. sisma bonus. Sulla base di tale assunto, in analogia con quanto precisato con riferimento alla detrazione di cui al comma 3 del citato articolo 16-bis del TUIR - spettante agli acquirenti di unità immobiliari ubicate in fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro diciotto mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile - anche la detrazione di cui al citato comma 1-septies dell'articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, deve essere calcolata, nel limite massimo di spesa di euro 96.000, sul prezzo risultante dall'atto di compravendita, unitariamente considerato, riferito all'immobile principale e alla pertinenza, anche se accatastati separatamente.


Nel predetto interpello, così come in una precedente risposta n. 515 del 02.11.2020, l’amministrazione finanziaria aveva però precisato che l’acquisto della pertinenza dovesse essere effettuato unitamente all'immobile abitativo e ciò anche in considerazione del fatto che, come sopra evidenziato, il limite di spesa di euro 96.000 deve essere considerato un limite complessivo che si applica sia in relazione all’acquisto dell’immobile principale che in relazione all’acquisto della relativa pertinenza.

Stante il tenore letterale della precisazione dell’amministrazione finanziaria è da ritenere che l’acquisto successivo del box auto non possa usufruire dell’agevolazione in commento e ciò anche in considerazione del fatto che il presupposto per la detrazione è l'acquisto del fabbricato.



Donatella C. chiede
venerdì 26/03/2021 - Lombardia
“Sono un architetto regolarmente iscritto all'Ordine; nonchè proprietaria di un immobile per cui intendo usufruire del Superbonus 110%.
Posso asseverare io stessa, in qualità di professionista, le opere che verranno realizzate;o ciò si configura come un conflitto di interessi?
Per le asseverazioni richieste nell'ambito dell'intervento, devo quindi per forza rivolgermi ad un'altro professionista?
Cordialmente

Consulenza legale i 02/04/2021
Con riguardo alla possibilità per l'Istante, architetto regolarmente iscritto al relativo Albo professionale, di sottoscrivere in proprio le asseverazioni dei requisiti per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 119 del decreto rilancio, ai fini del godimento delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici - cd. Ecobonus si è pronunciata direttamente l’Agenzia delle Entrate nella risposta ad interpello n. 122 del 22.2.2021.

L’Agenzia delle Entrate, pur declinando la propria competenza in materia, nella sua risposta riprende, facendolo proprio, quanto dichiarato dall’ENEA sul proprio sito istituzionale www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazionifiscali/ ecobonus/faqecobonus.html) in risposta alle faq poste dagli utenti, secondo cui "L'asseverazione e l'attestato di prestazione energetica possono essere redatti da un qualsiasi tecnico abilitato alla progettazione di edifici e impianti nell'ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente (cfr. DPR 75/2013) e iscritto allo specifico Ordine o Collegio professionale" mentre "Riguardo al principio di estraneità ai lavori, l'obbligo sussiste solo per il tecnico che redige l'A.P.E., in accordo col medesimo DPR 75/2013" (cfr. FAQ n. 2.A").
In particolare, il decreto interministeriale 6 agosto 2020, contenente i requisiti tecnici per l'accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici (cd. ecobonus), non preclude al direttore dei lavori o al progettista la possibilità di firmare gli attestati di prestazione energetica (APE) cd. convenzionali per l'accesso alle detrazioni fiscali del Superbonus, finalizzati soltanto a dimostrare che l'edificio considerato nella sua interezza consegua, dopo gli interventi, il miglioramento di due classi energetiche. Resta inteso che, per la redazione degli A.P.E. di cui all'articolo 6 del d.lgs. 19 agosto 2005, n. 192, trovano applicazione i requisiti di indipendenza e imparzialità dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici, di cui all'articolo 3 del d.P.R. 16 aprile 2013, n. 75
.”
Da quanto sostenuto dall’Agenzia delle Entrate, conformemente al decreto ministeriale sulle asseverazioni del 6 agosto 2020, che non introduce alcuna preclusione a che ad asseverare le opere sia il proprietario dell’unità immobiliare interessata, purchè tecnico abilitato ai sensi del decreto medesimo, è possibile affermare che normativamente non è contemplato un conflitto di interessi tra il proprietario dell’immobile e l’asseveratore.

Ragioni di prudenza, tuttavia, determinate dalla continua evoluzione normativa e dalla proliferazione di decreti attuativi e chiarimenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate e dell’ENEA , consiglierebbero di affidare l’incarico a soggetto esterno, che potrebbe garantire quantomeno da un punto di vista formale, quella terzietà ed indipendenza in grado di escludere a priori un eventuale contestazione di infedeltà delle dichiarazioni per conflitto di interessi, in grado di determinare una decadenza dai benefici fiscali.

FRANCESCO A. chiede
mercoledì 10/02/2021 - Piemonte
“Buongiorno abito a Torino in un condominio residenziale composto da 200 alloggi. Vorremmo utilizzare il Superbonus 110% per rifare le facciate ed il tetto. Oltre la metà degli alloggi hanno sui balconi le verande abusive. In tanti dicono che conta che le parti comuni dell'edificio siano in regola e che le verande sui balconi non possono invalidare la pratica del 110%. Io invece temo che presentando la documentazione in Comune per i lavori far vedere ed asseverare la presenza delle verande abusive possa essere un pericoloso boomerang. In pratica è come se ci autodenunciamo e saremo costretti a sanare tutti gli abusi prima di poter usufruire del superbonus 110%. Senza contare che a posteriori l'Agenzia delle Entrate ed altri Enti possano contestarci la detrazione e farci restituire i benefici con le sanzioni di legge (quanto pagheremo in questo caso). In questo caso non potremmo usufruire del Bonus facciate o la presenza delle verande rendono questa alternativa non praticabile. In poche parole, con le verande abusive possiamo come condominio usufruire del Superbonus del 110%. E se si per fare i lavoro le verande andrebbero smontate, io potrei rifiutarmi di smontarle? Grazie”
Consulenza legale i 03/03/2021
Le verande realizzate sulla balconata di un appartamento, in quanto determinano una variazione planovolumetrica ed architettonica dell’immobile nel quale vengono realizzate, sono senza dubbio soggette al preventivo rilascio di permesso di costruire.
Si tratta, infatti, di strutture fissate in maniera stabile al pavimento che comportano la chiusura di una parte del balcone, con conseguente aumento di volumetria e modifica del prospetto.
Le verande realizzate dal condomino, devono pertanto essere conformi alla normativa urbanistica.
Nel caso di conformità alla normativa urbanistica infatti il condominio potrà godere del beneficio. Secondo il primo correttivo al Decreto Rilancio (il Decreto n. 104/2020) che è intervenuto inserendo all'art. art. 119 del decreto il seguente comma 13-ter: «Al fine di semplificare la presentazione dei titoli abilitativi relativi agli interventi sulle parti comuni che beneficiano degli incentivi disciplinati dal presente articolo, le asseverazioni dei tecnici abilitati in merito allo stato legittimo degli immobili plurifamiliari, di cui all'articolo art. 9 bis del T.U. edilizia del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e i relativi accertamenti dello sportello unico per l'edilizia sono riferiti esclusivamente alle parti comuni degli edifici interessati dai medesimi interventi».
Il ragionamento posto a base della norma è dunque il seguente: se gli interventi per beneficiare del superbonus del 110% riguardano solamente le parti comuni e se le parti comuni sono conformi al titolo abilitativo originario, ovvero alle varianti, nulla quaestio.
Il tecnico potrà asseverare lo stato legittimo e così i lavori potranno essere svolti sulle parti comuni al di là della conformità urbanistica delle singole unità immobiliari.
Nel caso inverso invece l’agevolazione verrebbe esclusa.
Infatti, l'art. art. 49 del T.U. edilizia, comma 1 del DPR n. 380/2001 (c.d.Testo Unico Edilizia) così recita: "Gli interventi abusivi realizzati in assenza di titolo o in contrasto con lo stesso, ovvero sulla base di un titolo successivamente annullato, non beneficiano delle agevolazioni fiscali previste dalle norme vigenti, né di contributi o altre provvidenze dello Stato o di enti pubblici. Il contrasto deve riguardare violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che eccedano per singola unità immobiliare il 2% delle misure prescritte, ovvero il mancato rispetto delle destinazioni e degli allineamenti indicati nel programma di fabbricazione, nel piano regolatore generale e nei piani particolareggiati di esecuzione".
Secondo l'opinione della nostra Redazione, la veranda, per come emergerebbe dal quesito, s'inserisce nel prospetto, è agganciata alla facciata e la rende difforme da quanto stabilito dal titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione, ovvero dai successivi titoli; conseguentemente occorrerà procedere preventivamente ad una sanatoria o eventualmente ad una rimozione della veranda abusiva con il ripristino dello status quo ante, affinchè il condominio possa usufruire del beneficio previsto dalla normativa sull’ecobonus.

Giulio D. M. chiede
mercoledì 06/01/2021 - Lombardia
“Siamo tre fratelli, abbiamo ereditato una palazzina di tre appartamenti, nessuno abitato, sono liberi. Vogliamo beneficiare del bonus 110, alla luce delle modifiche apportata alla legge di bilancio che recita: con la modifica apportata all'art. 119, comma 9 vengono inclusi nel superbonus 110% anche gli interventi realizzati da persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arte o professione, su edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.
La nostra situazione si configura come una comproprietà per poter beneficiare del super bonus.
Grazie.”
Consulenza legale i 10/01/2021

L’art. 119, comma 1, del D.L. n. 34/2020 ha disposto che la detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento, per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.

L’ambito soggettivo della norma è contenuto nei successivi commi 9 e 10.

Per effetto del comma 9, nella sua versione originaria, l’anzidetta disposizione agevolativa si applica agli interventi effettuati:

a) dai condomìni;

b) dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari, salvo quanto previsto al comma 10;

c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;

d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.


In sede di conversione del D.L. n. 34/2020, la legge n. 77/2020 ha introdotto le successive lettere d-bis) ed e) per effetto delle quali, l’agevolazione in commento è stata estesa anche a:

d-bis) organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'art. 10 della legge sulle ONLUS, organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all'art. 6 della l. quadro volontariato, ed associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dall'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383;

e) associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro istituito ai sensi dell'articolo 5, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.


Con le Circolari n. 24 del 08.08.2020 e n. 30 del 22.12.2020, il presupposto soggettivo dell’agevolazione in commento è stato meglio delineato e, tanto nella prima Circolare quanto nella seconda è stato precisato che la stessa “non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti” (Circolare n. 24/2020, par. 1.1 e Circolare n. 30/2020, par. 2.1.4).

La legge di bilancio 2021 (Legge n. 178 del 30.12.2020) è nuovamente intervenuta sul tema del presupposto soggettivo ed, all’art. 1, comma 66, ha previsto che, all’art. 119 del D.L. n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sono apportate le seguenti modificazioni:

(…)

n) al comma 9, lettera a), dopo la parola: « condomìni » sono aggiunte le seguenti: « e dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche».

Conseguentemente, con effetto dal 01.01.2021, l’agevolazione è estesa anche ai predetti soggetti.


Pertanto, nel caso di specie, se la palazzina con i tre appartamenti è posseduta interamente in comproprietà (i tre appartamenti sono indistintamente e unitariamente intestati a tutti e tre i fratelli) si rientra nella fattispecie adesso aggiunta dalla legge di bilancio 2021.

Se, invece, i tre appartamenti sono separatamente intestati ai tre fratelli, nel senso che ognuno di loro è proprietario di uno solo dei tre appartamenti che costituiscono la palazzina, si deve ritenere costituito il condomìnio e, pertanto, si rientrava già prima nell’agevolazione.


Si ricorda, infatti che, come precisato nei citati documenti di prassi, il “condomìnio” costituisce una particolare forma di comunione in cui coesiste la proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, etc.), ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile. Si tratta di una comunione forzosa, non soggetta a scioglimento, in cui il condòmino non può, rinunciando al diritto sulle cose comuni, sottrarsi al sostenimento delle spese per la loro conservazione ed è comunque tenuto a parteciparvi in proporzione ai millesimi di proprietà.


Si ricorda, altresì, che la nascita del condomìnio si determina automaticamente, senza che sia necessaria alcuna deliberazione, nel momento in cui più soggetti costruiscono su un suolo comune ovvero acquistano o acquisiscono i piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l’oggettiva condizione del frazionamento, come chiarito dalla prassi in materia.



LUCIANO B. chiede
martedì 05/01/2021 - Emilia-Romagna
“Buongiorno, ai sensi dell'art 119 Legge 77 /2020 su edificio bifamiliare costituito in "minicondominio" si vogliono realizzare i seguenti interventi aventi i requisiti della detrazione 110% ( requisiti tecnici, salto di due classi, ecc.) così elencati:
- comma 1 lett. a) intervento di isolamento termico sull'involucro esterno con incidenza superiore al 25%; detrazione
calcolata su un ammontare di spesa non superiore ad euro 40.000 x 2;
- comma 1 lett. b) intervento sulle parti comuni dell'edificio di sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale con
impianto centralizzato a pompa di calore aria-acqua abbinato ad impianto fotovoltaico; detrazione
calcolata su un ammontare di spesa non superiore ad euro 20.000 x 2.
Si chiede:
1- dovendo sostituire i tradizionali radiatori all'interno delle singole unità immobiliari, con pannelli radianti a pavimento o a
soffitto per il miglior funzionamento dell'impianto, gli importi di spesa relativi a questi pannelli:
- sono agevolabili autonomamente ( al di fuori della lett. b) art.119 ) e trainati al 110% e con quali limiti di spesa ?
- ove non fossero da considerare trainati con quale percentuale di detrazione e limite di spesa sono agevolabili?
2- oltre all'impianto fotovoltaico al servizio della pompa di calore centralizzata, è riconosciuta la detrazione al 110% anche
su eventuali due più piccoli impianti fotovoltaici al servizio delle due unità immobiliari, per i consumi domestici, nel
limite ( si crede) di 48.000 euro per l'intero edificio?
Resto a disposizione e ringrazio per la considerazione”
Consulenza legale i 14/01/2021
L'articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio), convertito, con modificazione, dalla legge 17 luglio 2020 n.77, ha introdotto nuove disposizioni che disciplinano la detrazione delle spese sostenute a fronte di specifici interventi finalizzati alla efficienza energetica (ivi inclusa la installazione di impianti fotovoltaici e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici) nonché al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici (cd. Superbonus).

La detrazione, spettante nella misura del 110 per cento delle spese sostenute, è ripartita in 5 quote annuali di pari importo.
Le nuove disposizioni si affiancano a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (cd. ecobonus) per quelli di recupero del patrimonio edilizio, inclusi quelli antisismici (cd. sismabonus), attualmente disciplinate, rispettivamente, dagli articoli 14 e 16, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 nonché, infine, per il restauro delle facciate esterne degli edifici (cd. bonus facciate) di cui all’articolo 1, commi da 219 a 223 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di Bilancio 2020).

Le tipologie e i requisiti tecnici degli interventi oggetto del Superbonus sono indicati nei commi da 1 a 8 del citato articolo 119 del decreto Rilancio, mentre l’ambito soggettivo di applicazione del beneficio fiscale è delineato nei successivi commi 9 e 10.
L’art. 121 del decreto, inoltre, stabilisce che i soggetti che sostengono spese per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, per taluni interventi di recupero del patrimonio edilizio (compresi quelli antisismici) e per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui agli articoli 14, 16 e 16-ter del decreto legge n. 63 del 2013, ivi inclusi quelli che accedono al Superbonus ai sensi del predetto articolo 119 del decreto Rilancio, nonché per gli interventi che accedono al bonus facciate possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione, per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari (cd. sconto in fattura).
In alternativa, i contribuenti possono, altresì, optare per la cessione di un credito d'imposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari con facoltà di successiva cessione.

Le modalità attuative delle disposizioni da ultimo citate, comprese quelle relative all'esercizio delle opzioni, da effettuarsi in via telematica anche avvalendosi dei soggetti indicati al comma 3 dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono state definite con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate 8 agosto 2020, prot. n. 283847/2020.

Con riferimento all’applicazione delle agevolazioni in commento, sono stati forniti chiarimenti con la Guida dell’Agenzia delle entrate di luglio 2020 “Superbonus al 110%”, con la circolare 8 agosto 2020, n. 24/E e da ultimo, con la Circolare 22 dicembre 2020, n. 30/E cui si rinvia per ulteriori approfondimenti.
Nella predetta circolare n. 24/E del 2020 viene precisato che, ai sensi del citato articolo 119 del decreto Rilancio, il Superbonus spetta a fronte del sostenimento delle spese relative a taluni specifici interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e alla adozione di misure antisismiche degli edifici, indicati nei commi 1 e 4 del predetto articolo 119 del decreto Rilancio, (cd. interventi “trainanti”) nonché ad ulteriori interventi, realizzati congiuntamente ai primi, (cd. interventi “trainati”), indicati nei commi 2, 5, 6 e 8 del medesimo articolo 119, effettuati, tra l’altro:
- su parti comuni di edifici residenziali in “condominio” (sia “trainanti”, sia “trainati”);
- su singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze all’interno di edifici in condominio (solo “trainati”).

Nell’ambito degli interventi “trainanti” – finalizzati all’efficienza energetica e alla adozione di misure antisismiche - secondo quanto stabilito ai citati commi 1 e 4 dell’articolo 119, del decreto Rilancio, il Superbonus spetta, tra l’altro, per interventi:
- di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l'involucro degli edifici, con un'incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo. Per tali interventi il Superbonus è calcolato su un ammontare complessivo delle spese pari a 40.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità immobiliari;
- di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo; impianti di microcogenerazione; impianti a collettori solari. Per tali interventi la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore euro 20.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari.

La detrazione spetta, nel limite massimo di spesa previsto, anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito nonché per la sostituzione della canna fumaria collettiva esistente, mediante sistemi fumari multipli o collettivi nuovi, compatibili con apparecchi a condensazione, con marcatura CE di cui al regolamento delegato (UE) 305/2011, nel rispetto dei requisiti minimi prestazionali previsti dalla norma UNI 7129-3.

Nel caso di installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, il limite di spesa previsto per tale intervento (fino a euro 48.000) si aggiunge a quello stabilito per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
Come confermato nella citata circolare n. 24/E del 2020, nel caso di interventi realizzati su parti comuni di edifici in condominio, per i quali il limite di spesa è calcolato in funzione del numero delle unità immobiliari di cui l’edificio è composto, l’ammontare di spesa così determinato costituisce il limite massimo di spesa agevolabile riferito all’intero edificio e non quello riferito alle singole unità che lo compongono.
Ciascun condomino potrà calcolare la detrazione in funzione della spesa a lui imputata in base ai millesimi di proprietà o ai diversi criteri applicabili, ai sensi degli artt. 1123 e seguenti del Codice civile, ed effettivamente rimborsata al condominio, anche in misura superiore all’ammontare commisurato alla singola unità immobiliare.

Come già precisato, il citato articolo 119 del decreto Rilancio stabilisce, inoltre, che il Superbonus spetta anche per le spese sostenute per ulteriori interventi cd. “trainati”, quali, tra gli altri, quelli di efficientamento energetico disciplinati dall'articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013, nei limiti di detrazione o di spesa previsti per ciascun intervento.
In tale ambito rientrano, nel rispetto di tutte le condizioni previste dal citato articolo 14, anche gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale di cui all’art. 1, comma 347, della legge n. 296 del 2006 con un limite di detrazione di euro 30.000 - cfr. circolare n. 19/E del 2020.

Come precisato nella Circolare n. 19/E del 2020, per gli interventi riguardanti la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, la detrazione spetta per:
−lo smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente, parziale o totale;−la fornitura e posa in opera a regola d’arte di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche;
−le opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione, a regola d’arte, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione.
Negli interventi ammessi alla detrazione sono compresi, oltre a quelli relativi al generatore di calore, anche gli eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua, sui dispositivi di controllo e regolazione nonché sui sistemi di emissione.

Sono, in ogni caso, comprese tra le spese in questione anche quelle:
−relative alle prestazioni professionali, comprendendovi sia quelle necessarie per la realizzazione degli interventi agevolati sia quelle sostenute per acquisire la certificazione energetica eventualmente richiesta per fruire del beneficio;
−sostenute per le opere edilizie funzionali alla realizzazione dell’intervento.
A titolo di esempio, rientrano tra tali spese quelle sostenute per la demolizione del pavimento, del massetto sottostante e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento se connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento. Restano escluse dal beneficio le spese sostenute per la dismissione del vecchio pavimento e smaltimento del relativo materiale, nonché quelle relative alla posa in opera di pavimenti non interessati dall’intervento di riqualificazione. L’individuazione delle spese connesse deve essere effettuata da un tecnico abilitato (Risoluzione 7.07.2008 n. 283).

E’ da considerare comunque che l’agevolazione è esclusa per la trasformazione dell’impianto di climatizzazione invernale da centralizzato ad individuale o autonomo (Circolare 31.05.2007 n. 36, paragrafo 3.4), mentre è ammessa per la trasformazione degli impianti individuali autonomi in impianti di climatizzazione invernale centralizzati con contabilizzazione del calore e quelli finalizzati alla trasformazione degli impianti centralizzati per rendere applicabile la contabilizzazione del calore.

La maggiore aliquota si applica solo se gli interventi “trainati” sopra elencati sono eseguiti congiuntamente con un intervento finalizzato all’efficienza energetica “trainante”, indicato nel comma 1 del citato articolo 119, del decreto Rilancio e sempreché assicurino, nel loro complesso, il miglioramento di due classi energetiche oppure, ove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.) di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e a condizione che gli interventi siano effettivamente conclusi.

Come indicato anche nelle risposte alle FAQ contenute nella citata Guida dell’Agenzia delle entrate, l’esecuzione sulle parti comuni dell’edificio in condominio di almeno un intervento “trainante” consente a ciascun condomino di fruire del Superbonus effettuando sulla singola unità immobiliare gli interventi “trainati” che rientrano nell’ecobonus (si vedano, tra le altre, le FAQ nn. 12, 15, 16 e 18).
Per i condomini, il limite massimo di spesa ammesso alla detrazione sarà costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati sulle proprie unità immobiliari a condizione, tuttavia, che, come già precisato, siano distintamente contabilizzate le spese riferite ai diversi interventi e siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna detrazione.
Al predetto limite si aggiunge, come già precisato, quello riferito agli interventi realizzati sulle parti comuni dell’edificio in condominio.

Si fa presente, inoltre che ai sensi del comma 10 del citato articolo 119 del decreto Rilancio in caso di interventi “trainati” finalizzati al risparmio energetico realizzati sulle singole unità immobiliari, il Superbonus spetta per le spese sostenute per interventi realizzati su un massimo di due unità immobiliari; è, tuttavia, possibile fruire del Superbonus per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulle parti comuni del condominio che danno diritto alla predetta agevolazione con riferimento ai costi imputati a ciascun condomino, indipendentemente dal numero delle unità immobiliari possedute all’interno del condominio.

Resta inteso che, laddove ritenuto necessario, è sempre consigliabile presentare istanza di interpello alla compente Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art. 11 della Legge n. 212/2000 in modo da avere una risposta certa e vincolante prima dell’inizio degli interventi.


Giberti E. M. chiede
venerdì 09/10/2020 - Emilia-Romagna
“Sono pieno proprietario di un immobile costituito da 5 unita’ immobiliare cosi’ distribuite:
3 uffici /negozi al piano terra
1 appartamento al 1^ piano (mia prima casa)
1 appartamento al 2^ piano (in mia disponibilita’)
riscaldamento centralizzato
Vorrei usufruire del superbonus 110% DL 34 /2020 per sostituzione caldaia e cappotto termico.

Secondo la circolare 24, il superbonus non si applica sulle parti comuni a due o piu’ unità immobiliare distintamente accatastate di un edificio posseduto da un unico proprietario o in comproprietà con piu’ soggetti. Questo chiarimento è in contrasto con le risposte 22 maggio 2020 n 137 e 139 e 22 luglio 2019 n 293 che prevedono l’agevolazione sugli interventi su parti non condominiali.
Pertanto chiedo se trasferendo la nuda o piena proprietà di una unita’ immobiliari è condizione necessaria e sufficiente per costituire un condominio minimo ai sensi del codice civile in modo da poter così usufruire dei vantaggi fiscali di cui sopra?”
Consulenza legale i 16/10/2020
Il Superbonus si applica agli interventi effettuati da:
  • condomìni;
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento;
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • Onlus e associazioni di volontariato;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.
Relativamente alle persone fisiche, il Superbonus si applica limitatamente agli interventi di efficienza energetica realizzati su un numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio .
Gli immobili non devono essere riconducibili ai cd. “beni relativi all’impresa” (art. 65 del T.U.I.R.) o a quelli strumentali per l’esercizio di arti o professioni (art. 54 del T.U.I.R. comma 2).
Sotto il profilo oggettivo è precisato che deve trattarsi di:
  1. edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze (che potranno usufruire sia degli interventi “trainanti” che “trainati”);
  2. unità immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno site all'interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze (che potranno usufruire sia degli interventi “trainanti” che “trainati”);
  3. singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze all’interno di edifici in condominio (che potranno usufruire solo degli interventi “trainati”).
Il caso di specie, così come nella attuale situazione, non rientra in nessuna delle tre ipotesi prima indicate.
E del resto, in una faq, l’amministrazione finanziaria ha precisato che non è possibile beneficiare del Superbonus né con riferimento alle spese sostenute per il cappotto termico né con riferimento alle quelle sostenute per interventi di sostituzione degli infissi effettuati sulle singole unità immobiliari nel caso di un edificio composto da più unità immobiliari, autonomamente accatastate, possedute in comproprietà con il coniuge e i propri figli minori, in qualità di persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni in quanto l’edificio oggetto degli interventi non è costituito in condominio.

Come chiarito dalla circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020, par. 1.1, il Superbonus infatti “non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti.
L’idea, quindi, di costituire un condominio potrebbe effettivamente ricondurre l’immobile nell’ipotesi di cui alla precedente lettera c).
Al riguardo, sempre la Circolare n. 24 del 08/08/2020 e sempre al par. 1.1, ha precisato che, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione del Superbonus 110%, l’edificio oggetto degli interventi deve essere costituito in condominio secondo la disciplina civilistica prevista agli articoli da 1117 a 1139 del codice civile.
A tal fine si ricorda che il “condominio” costituisce una particolare forma di comunione in cui coesiste la proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, etc.), ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile.

Ancora più avanti è precisato che, secondo una consolidata giurisprudenza (cfr. Cass. Civ., sez. II, 10 settembre 2004, n. 18226), la nascita del condominio si determina automaticamente, senza che sia necessaria alcuna deliberazione, nel momento in cui più soggetti costruiscono su un suolo comune ovvero quando l’unico proprietario di un edificio ne cede a terzi piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l’oggettiva condizione del frazionamento, come chiarito dalla prassi in materia, riprendendo considerazioni già espressa dalla stessa amministrazione finanziaria in altri documenti di prassi, quali la Risoluzione 14 febbraio 2008, n. 45/E.

Tenuto conto di ciò, ai fini della costituzione del condominio, non è sufficiente la costituzione di un diritto reale a favore di terzi sulle singole unità immobiliari che costituiscono un edificio ma, è necessario il trasferimento del diritto di proprietà piena ed esclusiva, dal momento che, in assenza di ciò, l’intero immobile resterebbe di proprietà di un solo soggetto, sia esso persona fisica o persona non fisica.
Va detto che detto orientamento è stato espresso dall’amministrazione finanziaria non solo nell’ambito della recente prassi riferita al Superbonus 110% ma, anche in documenti di prassi precedenti e, a tal fine, oltre alla citata risoluzione, occorre considerare anche quanto precisato nella Circolare n. 7 del 27 aprile 2018, laddove in tema di detrazioni di cui all’art. 16-bis del TUIR, approvato con d.P.R. n. 917/86, il condominio viene definito come una particolare forma di comunione in cui coesiste una proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, ecc..), ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile.

Per completezza di informazione si precisa che, effettivamente, in tema di detrazione sugli interventi finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica (articolo 14, comma 2-quater.1, del Dl 63/2013), l’amministrazione finanziaria, in alcune risposte (22 maggio 2020, n. 137 e 139 e 22 luglio 2019, n. 293), ha ammesso l’agevolazione anche in riferimento alle parti comuni di edifici non condominiali, ossia con più unità immobiliari riconducibili ad un unico proprietario ma, questo ovviamente non risolve il problema prospettato nel quesito di usufruire delle detrazioni fiscali in riferimento ai lavori che dovranno eseguirsi sui singoli appartamenti e non soltanto sulle parti comuni dell’immobile.
Pertanto, le risposte ai quesiti indicate nella richiesta fanno riferimento al caso in cui la proprietà dell’intero edificio sia riconducibile ad una persona fisica (non imprenditore e non professionista) che, per l’appunto come “persona fisica”, può beneficiare del superbonus del 110%, solo sulle parti comuni dell’edifico, per l’isolamento termico e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, meglio descritti nell’articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del Dl 34/2020 ma non anche sulle singole unità che costituiscono l’immobile.


Piero R. chiede
giovedì 24/09/2020 - Lombardia
“Vivo con la mia famiglia e sono l’unico proprietario di un edificio diviso in due unità catastalmente separate.
Su una di queste unità pago l’IMU come seconda casa.
Le due unità hanno entrare indipendenti.
Vi chiedo se ho diritto all’ecobonus del 110 %.
Architetto e commercialista sono dubbiosi riguardo le eccezioni del comma 10.”
Consulenza legale i 30/09/2020
Sebbene l’art. 119, comma 10 del D.L. n. 34/2020, prima della conversione in legge n. 77/2020, disponesse che “Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 3 non si applicano agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale”, occorre, tuttavia, considerare che, in sede di conversione in legge del decreto, la legge n. 77/2020 ha modificato lo stesso, il quale adesso dispone che “I soggetti di cui al comma 9, lettera b), possono beneficiare delle detrazioni di cui ai commi da 1 a 3 per gli interventi realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio”.
Conseguentemente, l’Amministrazione finanziaria ha precisato, nella Circolare n. 24/2020 al par. 1, trattando dell’ambito soggettivo dell’agevolazione di cui si discute, che lo stesso è delineato al comma 9 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio, ai sensi del quale le disposizioni disciplinanti le tipologie di interventi ammessi e i requisiti tecnici richiesti si applicano alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi effettuati:
a) dai «condomìni»;
b) dalle «persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari». Per tali soggetti, il Superbonus si applica limitatamente agli interventi di efficienza energetica realizzati su un numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio;
c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP), comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in house providing», per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
d-bis) dalle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460; dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266 nonché dalle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e delle provincie autonome di Trento e Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 3838;
e) dalle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro istituito ai sensi dell'articolo 5, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, «limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

La disposizione di cui al nuovo art. 119, comma 10 e l’inciso di cui alla lett. b) della Circolare, sopra evidenziato, consentono, quindi, di concludere che, per le persone fisiche, che non operano nell’esercizio di impresa, arti o professioni, è possibile fruire del Superbonus su un numero massimo di due unità immobiliari, laddove sussistano ovviamente anche le altre condizioni richieste dalla legge, ivi compreso il fatto che deve trattarsi di un’unità immobiliare situata all'interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall'esterno.
Al riguardo, nella Circolare n. 24/2020 è precisato che:
  • una unità immobiliare può ritenersi «funzionalmente indipendente» qualora sia dotata di installazioni o manufatti di qualunque genere, quali impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento di proprietà esclusiva;
  • la presenza, inoltre, di un «accesso autonomo dall’esterno», presuppone, ad esempio, che «l’unità immobiliare disponga di un accesso indipendente non comune ad altre unità immobiliari chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva».
Le «unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno, site all'interno di edifici plurifamiliari», alle quali la norma fa riferimento, vanno, quindi, individuate verificando la contestuale sussistenza del requisito della “indipendenza funzionale” e dell’”accesso autonomo dall’esterno”, a nulla rilevando, a tal fine, che l’edificio plurifamiliare di cui tali unità immobiliari fanno parte sia costituito o meno in condominio.


Michele M. chiede
lunedì 14/09/2020 - Lombardia
“Buongiorno,
una srl formata da due soci marito e moglie è proprietaria di un fabbricato costituito da 6 appartamenti.
Il fabbricato è disabitato e necessita di una ristrutturazione profonda per la quale la srl non ha i fondi necessari.
La srl in quanto proprietaria unica di un bene indiviso non può accedere al bonus 110 ne al bonus facciate perchè il fabbricato è in zona diversa da A e B
La mia domanda è se è legalmente possibile che la srl istituisca un diritto reale (enfiteusi o usufrutto) in capo ai tre figli della coppia che detiene il 100% delle quote, andando a specificare esattamente su quali unità immobiliari ognuno dei tre figli avrà diritto in modo che si realizzi la figura del Condominio la quale può beneficiare del bonus per ristrutturare.
Grazie

Consulenza legale i 20/09/2020
Come precisato nella Circolare n. 24 del 08/08/2020, par. 1.1, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione del Superbonus 110%, l’edificio oggetto degli interventi deve essere costituito in condominio secondo la disciplina civilistica prevista agli articoli da 1117 a 1139 del codice civile.
A tal fine si ricorda che il “condominio” costituisce una particolare forma di comunione in cui coesiste la proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, etc.), ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile.
Ancora più avanti è precisato che, secondo una consolidata giurisprudenza (cfr. Cass. Civ., sez. II, 10 settembre 2004, n. 18226), la nascita del condominio si determina automaticamente, senza che sia necessaria alcuna deliberazione, nel momento in cui più soggetti costruiscono su un suolo comune ovvero quando l’unico proprietario di un edificio ne cede a terzi piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l’oggettiva condizione del frazionamento, come chiarito dalla prassi in materia, riprendendo considerazioni già espressa dalla stessa amministrazione finanziaria in altri documenti di prassi, quali la Risoluzione 14 febbraio 2008, n. 45/E.

Tenuto conto di ciò, ai fini della costituzione del condominio, non è sufficiente la costituzione di un diritto reale a favore di terzi sulle singole unità immobiliari che costituiscono un edificio ma, è necessario il trasferimento del diritto di proprietà piena ed esclusiva, dal momento che, in assenza di ciò, l’intero immobile resterebbe di proprietà di un solo soggetto, sia esso persona fisica o persona non fisica.
Va detto che detto orientamento è stato espresso dall’amministrazione finanziaria non solo nell’ambito della recente prassi riferita al Superbonus 110% ma, anche in documenti di prassi precedenti e, a tal fine, oltre alla citata risoluzione, occorre considerare anche quanto precisato nella Circolare n. 7 del 27 aprile 2018, laddove in tema di detrazioni di cui all’art. 16 bis del T.U.I.R., il condominio viene definito come una particolare forma di comunione in cui coesiste una proprietà individuale dei singoli condòmini, costituita dall’appartamento o altre unità immobiliari accatastate separatamente (box, cantine, ecc..), ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile.

Per completezza di informazione si precisa che in tema di detrazione sugli interventi finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica (articolo 14, comma 2-quater.1, del Dl 63/2013), l’amministrazione finanziaria, in alcune risposte (22 maggio 2020, n. 137 e 139 e 22 luglio 2019, n. 293), ha ammesso l’agevolazione anche in riferimento alle parti comuni di edifici non condominiali, ossia con più unità immobiliari riconducibili ad un unico proprietario ma, questo ovviamente non risolve il problema prospettato nel quesito di usufruire delle detrazioni fiscali in riferimento ai lavori che dovranno eseguirsi sull’intero immobile e non soltanto sulle parti comuni dello stesso; e, in ogni caso, si applica al caso in cui la proprietà dell’intero edificio sia riconducibile ad una persona fisica (non imprenditore e non professionista) che, per l’appunto come “persona fisica”, può beneficiare del superbonus del 110%, sulle parti comuni dell’edifico, per l’isolamento termico e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, meglio descritti nell’articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del Dl 34/2020.


Francesco M. chiede
venerdì 22/05/2020 - Lombardia
“Art. 119 DL 34/2020 – c. 9

Il c.9 del decreto 34/2020 non elenca tra i beneficiari degli incentivi i titolari di reddito di impresa tra cui le società.

Si richiede se al caso sia applicabile la decisione della cassazione Sentenza 29162/2019 che invece estende anche ai titolari del redditi di impresa detto benedicio.”
Consulenza legale i 28/05/2020
L’art. 119, comma 1, del D.L. n. 34/2020 ha disposto che la detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento, per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.
L’ambito soggettivo della norma è contenuto nei successivi commi 9 e 10.
Per effetto del comma 9, l’anzidetta disposizione agevolativa si applica agli interventi effettuati:
a) dai condomìni;
b) dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari, salvo quanto previsto al comma 10;
c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Il successivo comma 10 precisa che l’agevolazione non si applica agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.
Pertanto, in definitiva, nel caso delle persone fisiche che non sono né condomini, né soci di cooperative di abitazione a proprietà indivisa, l’agevolazione sembra limitata soltanto agli interventi effettuati, al di fuori dell’esercizio di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari destinati ad abitazione principale.

Salvo, ovviamente, l’esame dei provvedimenti di attuazione, ad oggi non ancora adottati, deve, quindi, escludersi, almeno allo stato attuale della norma, che tra i destinatari della disposizione agevolativa rientrino le società titolari di reddito di impresa, almeno in riferimento agli edifici unifamiliari.
Alcuni autori in dottrina hanno avanzato dei dubbi per quanto concerne gli interventi sulle parti comuni condominiali, sostenendo che, in assenza di specifiche precisazioni delle norma, l’agevolazione potrebbe riguardare tutti i condomini, indipendentemente dal fatto che siano persone fisiche o meno ma, le precisazioni dei provvedimenti di attuazione potrebbero fare chiarezza anche su questo punto.

Per ciò che riguarda il riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione citata nel quesito, fermo restando ovviamente il fatto che la sentenza ha efficacia di giudicato solo tra le parti, occorre evidenziare che la stessa fa riferimento agli interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 1, co. 344 e ss., della Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), la quale, sotto il profilo soggettivo, non poneva limitazioni con riferimento ai titolari di reddito di impresa.
Infatti, il decreto del ministero dell’economia e delle finanze del 19 febbraio 2007, attuativo di tale articolo, con riferimento ai “soggetti ammessi alla detrazione”, ha previsto che il bonus del 55% per interventi di risparmio energetico spettasse alle persone fisiche, non titolari di reddito d’impresa – art. 2, co. 1, lett. a), nonché ai soggetti titolari di reddito d’impresa che sostenessero spese per l’esecuzione degli interventi di risparmio energetico sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti – art. 2, co. 1, lett. b).

Nella sentenza citata, del resto, il thema decidendum non è se al titolare di reddito di impresa spetti o meno l’agevolazione di cui all’art. 1, comma 344 e ss. della Legge n. 296/2006 ma, se tale agevolazione possa essere fruita, oltre che in riferimento agli immobili strumentali che costituiscono il patrimonio aziendale, anche in riferimento ad immobili che rientrano nella categoria dei c.d. “beni merce” ossia immobili che non sono strumentali.
Pertanto, la questione è ben diversa e il citato orientamento giurisprudenziale non può essere applicato al caso di specie.


Giulio D. M. chiede
martedì 30/03/2021 - Lombardia
“Quesito: vorrei beneficiare del bonus 110 per lavori antisismici e clima nella casa che abbiamo ereditato. La famiglia nel passato ha avuto un contributo della leggenda 219/80 terremoto dell'Irpinia e Basilicata. Per la riparazione del tetto lire 5.000.000. Leggevo tempo fa (02/03/2022), l'articolo sul Sole 24 Ore, che parlava della commissione di primo grado della Basilicata che emetteva sentenza: chi ha ricevuto un contributo della Legge 219/80 (terremoto dell'Irpinia) non poteva beneficiare del bonus 110. E' possibile conoscere un parere dei vostri esperti menzionando le norme che prevedono tutto questo? Grazie.”
Consulenza legale i 09/04/2021
Preliminarmente si evidenzia che il tema viene affrontato con esclusivo riferimento alla questione prospettata, non entrando, quindi nel merito dei presupposti oggettivi e soggettivi richiesti in relazione al c.d. “Superbonus 110 per cento” per i quali si rinvia alle informazioni rinvenibili sul sito dell’Agenzia delle entrate al link:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/superbonus-110%25 ovvero, sul sito dell’ENEA al link:
https://www.enea.it/it/cittadini/superbonus-sito-enea-detrazioni-fiscali

Come precisato nella Circolare n. 24 del 08/08/2020, par. 2.1.4, nell’ambito degli interventi c.d. “trainanti” in materia di Superbonus 110 per cento, di cui agli articoli 119 e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) convertito con modificazione dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, rientrano anche le spese per interventi antisismici sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, in riferimento alle quali, la detrazione prevista dall’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies, del decreto-legge n. 63 del 2013 è elevata al 110 per cento.
Si tratta, nello specifico, degli interventi antisismici per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali di edifici o di complessi di edifici collegati strutturalmente, di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. i), del TUIR, le cui procedute autorizzatorie sono iniziate dopo il 1° gennaio 2017, relativi a edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, inclusi quelli dai quali deriva la riduzione di una o due classi di rischio sismico, anche realizzati sulle parti comuni di edifici in condominio (commi da 1-bis a 1- sexies).

L’aliquota più elevata si applica, infine, anche alle spese sostenute dagli acquirenti delle cd. case antisismiche, vale a dire delle unità immobiliari facenti parte di edifici ubicati in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 (individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006) oggetto di interventi antisismici effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che entro 18 mesi dal termine dei lavori provvedano alla successiva rivendita (comma 1-septies).

La stessa Circolare precisa che gli importi di spesa ammessi al Superbonus sono pari a 96.000 euro, nel caso di interventi realizzati su singole unità immobiliari.
Il limite di spesa ammesso alla detrazione è annuale e riguarda il singolo immobile.
Nella stessa Circolare è precisato che nell’ipotesi in cui gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti sulla stessa unità immobiliare, ai fini della determinazione del limite massimo delle spese ammesse in detrazione occorre tenere conto anche delle spese sostenute negli anni pregressi.

Si ha, quindi, diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione nell’anno di sostenimento non ha superato il limite complessivo. In caso di più soggetti aventi diritto alla detrazione (comproprietari, ecc.), tale limite deve essere ripartito tra gli stessi per ciascun periodo d’imposta in relazione alle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico. L’ammontare massimo di spesa ammessa alla detrazione va riferito all’unità abitativa e alle sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente, così come precisato da ultimo, circolare n. 19/E del 2020.

In relazione, invece, agli interventi di riqualificazione energetica, sempre la medesima Circolare, al par. 6, in tema di “cumulabilità”, precisa che per gli interventi diversi da quelli che danno diritto al Superbonus restano applicabili le agevolazioni già previste dalla legislazione vigente in materia di riqualificazione energetica.

Si tratta, in particolare, delle detrazioni spettanti per:

- interventi di riqualificazione energetica degli edifici disciplinati dall’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013 non effettuati «congiuntamente» a quelli che danno diritto al Superbonus. Ai sensi di tale ultimo articolo, la detrazione attualmente prevista va dal 50 per cento al 85 per cento delle spese sostenute, in
base alla tipologia di interventi effettuati, da ripartire in 10 quote annuali;

- l'installazione di impianti solari fotovoltaici, diversi da quelli che danno diritto al Superbonus che rientrano, invece, tra gli interventi finalizzati al risparmio energetico di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lett. h), del TUIR, nonché dell’installazione contestuale o successiva dei sistemi di accumulo funzionalmente collegati agli impianti solari fotovoltaici stessi.
Ai sensi di tale ultimo articolo, la detrazione è attualmente pari al 50 per cento delle spese sostenute da ripartire in 10 quote annuali;

- l'installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, diverse da quelle che danno diritto al Superbonus, che rientrano tra gli interventi ammessi alla detrazione di cui all'articolo 16-ter del decreto-legge n. 63 del 2013, pari al 50 per cento delle spese sostenute, da ripartire tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.

Si precisa, inoltre, che gli interventi trainanti ammessi al Superbonus possono astrattamente rientrare anche tra quelli di riqualificazione energetica agevolabili ai sensi del citato articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013, oppure tra quelli di recupero del patrimonio edilizio richiamati all’articolo 16 del medesimo decreto legge n. 63 del 2013.

In considerazione della possibile sovrapposizione degli ambiti oggettivi previsti dalle normative richiamate, il contribuente potrà avvalersi, per le medesime spese, di una sola delle predette agevolazioni, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione alla stessa.
Qualora si attuino interventi riconducibili a diverse fattispecie agevolabili - essendo stati realizzati, ad esempio, nell’ambito della ristrutturazione dell’edificio, sia interventi ammessi al Superbonus (ad esempio, il cd. cappotto termico) sia interventi edilizi, esclusi dal predetto Superbonus, ma rientranti tra quelli di ristrutturazione edilizia di cui al citato articolo 16-bis del TUIR, per cui spetta una detrazione pari al 50 per cento delle spese (ad esempio, il rifacimento dell’impianto idraulico), il contribuente potrà fruire di entrambe le agevolazioni a condizione che siano distintamente contabilizzate le spese riferite ai due diversi interventi e siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna detrazione.

In generale, quindi, per gli interventi di natura antisismica è prevista la possibilità di usufruire della nuova agevolazione anche in prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti sulla stessa unità immobiliare pur nel rispetto del limite massimo delle spese ammesse in detrazione, tenendo conto anche delle spese sostenute negli anni pregressi.

In riferimento agli interventi di riqualificazione energetica, l’agevolazione di cui agli artt. 119 e ss. del D.L. n. 34/2020 è cumulabile con le altre agevolazioni già previste dalla legislazione vigente in materia di riqualificazione energetica. Tuttavia, il contribuente potrà avvalersi, per le medesime spese, di una sola delle predette agevolazioni, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione alla stessa e, qualora si attuino interventi riconducibili a diverse fattispecie agevolabili, lo stesso dovrà contabilizzare distintamente le spese riferite alle diverse tipologie di interventi e rispettare gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna detrazione.


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