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Articolo 24 Testo unico edilizia

(D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Agibilità

Dispositivo dell'art. 24 Testo unico edilizia

1. La sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell'opera al progetto presentato e la sua agibilità sono attestati mediante segnalazione certificata.

2. Ai fini dell'agibilità, entro quindici giorni dall'ultimazione dei lavori di finitura dell'intervento, il soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la segnalazione certificata di inizio di attività, o i loro successori o aventi causa, presenta allo sportello unico per l'edilizia la segnalazione certificata, per i seguenti interventi:

  1. a) nuove costruzioni;
  2. b) ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
  3. c) interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1.

3. La mancata presentazione della segnalazione, nei casi indicati al comma 2, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 77 a euro 464.

4. Ai fini dell'agibilità, la segnalazione certificata può riguardare anche:

  1. a) singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all'intero intervento edilizio e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni;
  2. b) singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all'edificio oggetto di agibilità parziale.

5. La segnalazione certificata di cui ai commi da 1 a 4 è corredata dalla seguente documentazione:

  1. a) attestazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un professionista abilitato che assevera la sussistenza delle condizioni di cui al comma 1;
  2. b) certificato di collaudo statico di cui all'articolo 67 ovvero, per gli interventi di cui al comma 8-bis del medesimo articolo, dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori;
  3. c) dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche di cui all'articolo 77, nonché all'articolo 82;
  4. d) gli estremi dell'avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale;
  5. e) dichiarazione dell'impresa installatrice, che attesta la conformità degli impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico prescritte dalla disciplina vigente ovvero, ove previsto, certificato di collaudo degli stessi.

6. L'utilizzo delle costruzioni di cui ai commi 2 e 4 può essere iniziato dalla data di presentazione allo sportello unico della segnalazione corredata della documentazione di cui al comma 5. Si applica l'articolo 19, commi 3 e 6-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

7. Le Regioni, le Province autonome, i Comuni e le Città metropolitane, nell'ambito delle proprie competenze, disciplinano le modalità di effettuazione dei controlli, anche a campione e comprensivi dell'ispezione delle opere realizzate.

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Consulenze legali
relative all'articolo 24 Testo unico edilizia

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Luigina Z. chiede
lunedì 15/06/2020 - Veneto
“Il caso è di una abitazione principale con abitabilità e con annessi rustici.
E' stato chiesto e concessa, in comune, la possibilità di ristrutturare gli annessi rustici con regolare disegno.
I lavori sono poi stati sospesi per mancanza di liquidità e comunicato al comune la sospensione.
I lavori sono poi nel tempo proseguiti ma non è mai stata fatta la comunicazione di fine lavori al comune
E' possibile che venga revocata l'abitabilità della abitazione principale?”
Consulenza legale i 19/06/2020
Ai sensi dell’art. 24, D.P.R. n. 380/2001, per agibilità si intende la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell'opera al progetto presentato.
L’accertamento dell’inesistenza dei suddetti presupposti, come ad esempio la mancata conformità al progetto, può fondare l’intervento in autotutela del Comune (o una dichiarazione di decadenza) sui certificati di agibilità, a condizione che l’atto di annullamento sia supportato da adeguate istruttoria e motivazione (T.A.R. Salerno, sez. II, 07 gennaio 2019, n.14).
Infatti, la circostanza che sia stata presentata la segnalazione certificata di agibilità non impedisce l’esercizio del potere di dichiarazione di inagibilità di cui all’art. 222, R.D. n. 1265/1934, ai sensi del quale la P.A. mantiene il potere di dichiarare inabitabile un edificio o parte di esso per ragioni igieniche e di ordinarne lo sgombero (art. 26, D.P.R. n. 380/2001).

La giurisprudenza in materia, però, ha precisato che quando si intende annullare l’agibilità di un immobile è necessario tenere conto anche del principio di proporzionalità, che esige che l'interesse pubblico venga perseguito incidendo nella misura strettamente necessaria sulle posizioni giuridiche dei privati, tanto più ove le stesse originino da precedenti provvedimenti ampliativi dell'Amministrazione che debbano essere rimossi per perseguire l'interesse pubblico.
In applicazione di tale principio, viene ritenuto illegittimo l'annullamento del certificato di agibilità relativo all’intero immobile, quando solo una parte di esso sia risultata abusiva o, comunque, priva dei prescritti requisiti di salubrità (TAR Napoli, sez. VIII, 06 aprile 2018, n. 2244; T.A.R. Napoli, sez. IV, 05 marzo 2013, n.1235; T.A.R. Napoli, sez. III, 20 novembre 2012, n. 4637).

Nel caso di specie, si nota che l’abitazione principale –che non sembra essere stata interessata da alcuna opera- è provvista di agibilità e che le uniche irregolarità riguardano i rustici, che sono stati oggetto di un successivo intervento edilizio.
Secondo quanto si legge nel quesito, inoltre, tali irregolarità non attengono al rilascio del titolo abilitativo, né alle modalità costruttive dei rustici e neppure alla data nella quale sono stati effettivamente ultimati gli interventi edilizi autorizzati, ma consistono soltanto nella mancata presentazione del certificato di fine lavori.
Pertanto, non sembrano ricorrere le condizioni perché il Comune possa legittimamente dichiarare inabitabile l’abitazione principale, in quanto tale dichiarazione può essere fondata solo sulla riscontrata inesistenza delle condizioni fissate dall’art. 24, D.P.R. n. 380/2001 e non su altri tipi di violazioni.
In ogni caso, è opportuno provvedere quanto prima a produrre il certificato in parola al Comune, ricordando che alla tardività della presentazione di tale atto è solitamente collegato il pagamento di una sanzione pecuniaria.