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Articolo 489 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Luogo delle notificazioni e delle comunicazioni

Dispositivo dell'art. 489 Codice di procedura civile

Le notificazioni e le comunicazioni ai creditori pignoranti si fanno nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto nell'atto di precetto; quelle ai creditori intervenuti, nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto nella domanda d'intervento [499 2] (1).

In mancanza di dichiarazione di residenza o di elezione di domicilio le notificazioni possono farsi presso la cancelleria del giudice competente per l'esecuzione [16, 26] (2) (3).

Note

(1) L'elezione di domicilio o la dichiarazione di residenza fatta dai creditori hanno valore, non solo per le notificazioni e comunicazioni di tutti gli atti del processo esecutivo, bensì anche per gli atti introduttivi delle opposizioni all'esecuzione, agli atti esecutivi e quella di terzi [v. 615, 617 e 619]. Per ciò che concerne gli atti successivi a tali opposizioni si applica, invece, la disposizione dell'art. 170 (che prevede che, dopo la costituzione in giudizio, tutte le notificazioni e le comunicazioni vengono fatte presso il procuratore costituito, a meno che la parte non si sia costituita personalmente senza assistenza).
Le notificazioni e le comunicazioni da effettuarsi al debitore e agli altri interessati verrano regolate dagli artt.138 c.p.c. e ss.
(2) In mancanza dell'indicazione della residenza o dell'elezione di domicilio, le notificazioni e le comunicazioni vanno fatte presso la cancelleria del giudice competente per l'esecuzione. Tale disposizione trova applicazione solo alle notificazioni e non anche alle comunicazioni. In mancanza di dichiarazione di residenza o di elezione di domicilio, infatti, queste ultime possono farsi secondo i modi ordinari [v. 170].
(3) Infine, è opportuno segnalare che con la riforma del 2005 anche il debitore ha l'onere di eleggere domicilio o dichiarare la residenza (si veda l'art. 492 del c.p.c.).

Ratio Legis

La norma in esame è dettata solo ed esclusivamente per il processo esecutivo e non trova applicazione nel processo di cognizione dove le notificazioni e le comunicazioni degli atti del processo vanno fatte al procuratore costituito. Questa diversità è dovuta alla non obbligatorietà del patrocinio del difensore nel processo esecutivo.
Nel caso in cui il creditore sia rappresentato da un difensore, le notificazioni non vanno fatte direttamente al difensore, bensì alla parte presso il difensore.

Massime relative all'art. 489 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 11256/2002

In tema di notificazioni e comunicazioni di atti del processo esecutivo, l'art. 489 c.p.c. — secondo il quale al creditore procedente ed agli intervenuti le notificazioni e le comunicazioni si fanno nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto nell'atto di precetto o nel ricorso per intervento, mentre in mancanza possono farsi presso la cancelleria del giudice — non si applica ai soggetti ai quali la legge non impone di dichiarare la residenza o di eleggere il domicilio, con la conseguenza che a questi ultimi le notificazioni e le comunicazioni devono essere eseguite secondo le regole generali stabilite dagli artt. 136 e 137 ss. c.p.c. È, pertanto, legittima la comunicazione al debitore del decreto di fissazione dell'udienza di audizione delle parti effettuata presso la residenza del debitore medesimo, senza che, d'altra parte, possa ritenersi che la comunicazione stessa debba essere eseguita, in applicazione della regola dettata dall'art. 170 c.p.c., presso il procuratore costituito nel giudizio di opposizione al precetto, sia perché detta norma attiene al processo di cognizione — e quindi ha natura speciale rispetto alle norme generali contenute nei citati artt. 136 ss. c.p.c. — sia perché la nomina di un difensore per il suddetto giudizio di opposizione non è compiuta in un atto del processo esecutivo, che non è ancora iniziato.

Cass. civ. n. 2872/1983

La norma dettata dall'art. 489 c.p.c., relativa al luogo dove debbono essere eseguite le notificazioni e le comunicazioni dell'esecuzione forzata, è applicabile soltanto alla notificazione ed alle comunicazioni da farsi, nel corso del procedimento esecutivo e nell'ambito di esso, ai creditori pignoranti ed a quelli intervenuti nel processo medesimo, mentre, per ciò che attiene alle notificazioni delle opposizioni proposte dal debitore e dal terzo quando la esecuzione sia iniziata, si applicano le norme generali degli artt. 138 e ss. c.p.c. Pertanto, qualora l'opposizione di terzo sia stata notificata a norma dell'art. 480, terzo comma, c.p.c., il giudice deve ordinare la rinnovazione dell'atto ex art. 291 c.p.c., con efficacia ex tunc e, in difetto, quando l'incorsa nullità sia fatta valere con l'impugnazione, la causa deve essere rinviata allo stesso giudice per la rinnovazione della notificazione.

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