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Articolo 495 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Pagamento dei creditori e legatari

Dispositivo dell'art. 495 Codice civile

Trascorso un mese dalla trascrizione prevista nell'articolo 484 o dall'annotazione disposta nello stesso articolo per il caso che l'inventario sia posteriore alla dichiarazione, l'erede, quando i creditori o legatari non si oppongono [498 c.c.] ed egli non intende promuovere la liquidazione a norma dell'articolo 503, paga i creditori e i legatari [649 ss. c.c.] a misura che si presentano, salvi i loro diritti di poziorità [499, 503, 2741, 2830 c.c.] (1).

Esaurito l'asse ereditario, i creditori rimasti insoddisfatti hanno soltanto diritto di regresso contro i legatari, ancorché di cosa determinata appartenente al testatore [649 c.c.], nei limiti del valore del legato (2).

Tale diritto si prescrive in tre anni dal giorno dell'ultimo pagamento, salvo che il credito sia anteriormente prescritto [2934 c.c.].

Note

(1) I creditori dell'eredità e i legatari possono essere soddisfatti in diversi modi:
- 1) se nel termine di un mese dalla trascrizione della dichiarazione di cui all'art. 484 del c.c. o dall'annotazione dell'inventario i creditori o i legatari fanno opposizione, si procede con la liquidazione concorsuale, secondo le modalità indicate dall'art. 498 del c.c.;
- 2) se entro il medesimo termine, i creditori o i legatari non fanno opposizione, la liquidazione avviene individualmente: l'erede procede al pagamento dei creditori nell'ordine in cui questi si presentano. Tuttavia, in caso di presentazione nello stesso momento, viene preferito chi è assistito da privilegio, pegno o ipoteca. A prescindere dall'opposizione dei creditori, l'erede può scegliere di seguire la procedura di cui al punto 1) per liberarsi da ogni responsabilità;
- 3) l'erede può, infine, scegliere di rilasciare i beni ai creditori e legatari (v. art. 503 del c.c.).
Il mancato rispetto dei termini di cui ai punti n. 1) e 2), secondo alcuni, comporta la decadenza dal beneficio di inventario, secondo altri, determina l'obbligo di risarcire il danno cagionato.
(2) Ove la liquidazione sia stata individuale, a norma dell'articolo in commento, i creditori e i legatari rimasti insoddisfatti hanno azione di regresso nei confronti dei soli legatari (nei limiti del valore del legato) e non anche verso i creditori interamente soddisfatti.

Ratio Legis

La norma detta l'ordine e le modalità attraverso cui devono essere soddisfatti i creditori dell'eredità e i legatari, privilegiando i primi ai secondi poichè i creditori cercano di evitare un danno patrimoniale ("certat de damno vitando"), mentre i legatari cercano di acquisire un vantaggio ("certat de lucro captando").

Spiegazione dell'art. 495 Codice civile

La limitazione della responsabilità per i debiti ereditari nei limiti del valore dei beni ereditari e la separazione patrimoniale tra il patrimonio ereditario e quello dell'erede che derivano dall'accettazione con beneficio di inventario e impediscono al creditore ereditario di agire nei confronti dei beni personali dell'erede al fine di soddisfare le proprie ragioni impongono, d'altro canto, in capo all'erede beneficiato l'obbligo di procedere alla liquidazione ereditaria secondo precise modalità.

La norma in esame disciplina la liquidazione individuale dei creditori ereditari che rappresenta una delle modalità di pagamento dei debiti ereditari cui si affiancano la liquidazione concorsuale di cui all'art. 498 del codice civile e il rilascio dei beni di cui art. 507 del codice civile.

La liquidazione individuale rappresenta la modalità più semplice ed economica di pagamento dei debiti ereditari.

Il presupposto di tale procedura è rappresentato dal decorso di un mese dall'accettazione beneficiata senza che i creditori abbiano proposto opposizione a tale modalità di liquidazione.
Tale termine di attesa è previsto dal legislatore al fine di permettere ai creditori e ai legatari di ponderare l'opportunità di opporsi e con ciò obbligare l'erede a procedere alla liquidazione concorsuale (art. 498 del codice civile).

L'erede può poi decidere liberamente di procedere alla liquidazione concorsuale anche qualora non vi sia stata l'opposizione dei creditori per ragioni personali di opportunità tra le quali la certezza della chiusura della fase di liquidazione, come meglio infra esplicato.

La liquidazione individuale si caratterizza per la sua semplicità in quanto non sono previste particolari formalità al fine del suo espletamento.
L'erede procede al pagamento dei creditori ereditari in base alla mera priorità della richiesta di pagamento, "a misura che si presentano", dovendo rispettare esclusivamente le cause legittime di prelazione nel soddisfacimento delle ragioni creditorie previste dalla legge.

A differenza della liquidazione concorsuale la liquidazione individuale presenta un termine iniziale, ma non un termine finale per l'espletamento della procedura.
La perdita della qualifica di bene ereditario per i beni mobili è prevista dall'art. 493 2° comma del codice civile in cinque anni dall'accettazione con beneficio di inventario.
Per i beni immobili, invece, la certezza della chiusura della fase di liquidazione non vi potrà mai essere.
Dovendosi, infatti, guardare alla prescrizione dei crediti ereditari non si potrà mai aver l'assoluta certezza che non sopravvengano creditori ereditari a termine iniziale o a condizione sospensiva per i quali la prescrizione non si è ancora compiuta.
I beni immobili con tale forma di liquidazione dovranno considerarsi, dunque, eternamente ereditari (Capozzi).




Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 495 Codice civile

Cass. civ. n. 23350/2016

In tema di accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, l'erede, senza ricorrere alla liquidazione di tipo concorsuale di cui agli art. 498 e ss. c.c. e provvedere alla conversione dei beni del "de cuius" in denaro, può procedere al pagamento individuale dei creditori ex art. 495 c.c. e conservare per sé la parte dell'attivo ereditario che dovesse residuare; in tal caso la responsabilità dell'erede è limitata al valore della stima dei beni effettuata in sede di inventario.

Cass. civ. n. 1627/1985

A differenza del debitore che per adempiere alcune delle sue obbligazioni, al di fuori di procedure concorsuali o individuali, è libero di scegliere il creditore al quale eseguire il pagamento, il curatore dell'eredità giacente è tenuto - anche al di fuori dell'ipotesi di liquidazione dell'eredità a norma degli artt. 498 e segg. c.c. - a rispettare l'ordine dei diritti di prelazione a norma dell'art. 495 c.c. (richiamato dall'art. 531 stesso codice) con la conseguenza che, restando la pretesa dei vari creditori alla soddisfazione delle loro ragioni limitata da quella concorrente dei creditori aventi un titolo pozione, l'inosservanza di quell'ordine comporta l'illegittimità del relativo pagamento anche se debitamente autorizzato dal pretore.

Cass. civ. n. 3294/1968

Sia nella forma della liquidazione individuale (art. 495 c.c.) sia più ancora nella forma della liquidazione concorsuale (artt. 498 e segg. c.c.) i poteri di amministrazione nonché di disposizione con le cautele prescritte dalla legge, che l'erede beneficiario, quale titolare dell'ufficio di liquidazione, ha rispetto all'eredità in generale si estendono anche alla cosa legata, la quale è e rimane soggetta al potere e quindi alla ingerenza dell'erede, potendosi solo, per alcuni riflessi, ammettere una coamministrazione dato che anche il legatario ha interessi da tutelare. In ogni caso, però, i poteri di amministrazione e disposizione del legatario non possono sovrapporsi a quelli dell'erede rendendo inefficienti gli atti di gestione e disposizione, che a quest'ultimo appaiono migliori per raggiungere i fini della liquidazione. (In applicazione di tale principio la Corte di cassazione ha cassato la sentenza del giudice di merito, il quale aveva riconosciuto al coniuge superstite legatario usufruttuario ex lege di una quota maggioritaria di godimento rispetto al bene ereditario oggetto di locazione, l'esercizio di una specie di ius prohibendi ex artt. 1105 e 1108 c.c. rispetto all'atto dispositivo compiuto dall'erede beneficiario mediante l'instaurazione dell'azione intesa a far cessare per morosità o per scadenza del termine convenzionale la locazione già stipulata dal de cuius).

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