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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 17926 del 28 giugno 2024
«Il giudice d'appello che, a seguito del mancato rispetto dei termini a comparire, ha ordinato la rinnovazione della notifica del gravame con prescrizioni rivelatesi erronee non può dichiarare inammissibile l'impugnazione, ma deve revocare...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 32533 del 4 novembre 2022
«La Corte di cassazione, in sede di accoglimento del ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello che abbia rigettato il reclamo proposto contro la sentenza dichiarativa di fallimento, può direttamente revocare tale dichiarazione e così...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 12278 del 9 maggio 2025
«...il ricorso per cassazione, aveva proposto atto d'appello, la Suprema Corte, riaffermato l'enunciato principio, ha cassato senza rinvio la sentenza resa dalla corte territoriale in quanto innanzi alla stessa il processo non poteva proseguire).»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 17416 del 31 maggio 2026
«Ne consegue che la suddetta nullità deve essere esclusa nell'ipotesi in cui la domanda abbia per oggetto spettanze retributive, allorché l'attore abbia indicato il periodo di attività lavorativa, l'orario di lavoro, l'inquadramento ricevuto ed...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 3286 del 5 febbraio 2024
«Nel giudizio d'appello che riguarda la nullità dell'introduzione del giudizio determinata dall'inosservanza del termine dilatorio di comparizione stabilito dall'art. 415, comma 5, c.p.c., il giudice non può dichiarare la nullità e rimettere la...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 23405 del 16 agosto 2025
«La Corte d'Appello può respingere le istanze istruttorie del ricorrente volte a determinare il numero complessivo di giornate lavorative necessarie all'azienda agricola se ritiene attendibile la stima tecnica dell'INPS basata su dati preesistenti....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 8044 del 1 aprile 2026
«Nel giudizio d'appello in rito del lavoro, la violazione del termine di dieci giorni previsto dall'art. 435, comma 2, c.p.c. per la notificazione dell'atto di gravame non comporta l'improcedibilità dell'appello, ove risulti comunque rispettato il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4112 del 24 febbraio 2026
«Nel giudizio d'appello, una volta impugnata la statuizione che riconosce al lavoratore un maggior compenso per asserita violazione di una delibera di Giunta regionale, il gravame devolve al giudice di secondo grado l'intero accertamento del titolo...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27125 del 9 ottobre 2025
«Il giudice d'appello, ai sensi dell'art. 437 c.p.c., può ammettere, anche d'ufficio, nuove prove indispensabili per l'accertamento dei fatti costitutivi dei diritti in contestazione, purché tali fatti siano stati puntualmente allegati o contestati...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 24862 del 9 settembre 2025
«Il pagamento costituisce eccezione in senso lato e dunque il giudice d'appello deve rilevarlo anche d'ufficio quando esso risulti dalla documentazione ritualmente prodotta, in quanto la produzione di nuovi documenti, in deroga al divieto ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 23732 del 22 agosto 2025
«Il pagamento costituisce eccezione in senso lato e dunque il giudice d'appello deve rilevarlo anche d'ufficio quando esso risulti dalla documentazione ritualmente prodotta, in quanto la produzione di nuovi documenti, in deroga al divieto ex art....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 21847 del 29 luglio 2025
«Nel rito del lavoro, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente anche in grado d'appello, qualora li ritenga indispensabili ai fini della decisione, ricorrendo ai poteri officiosi di cui all'art. 437 c.p.c. per...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 22907 del 19 agosto 2024
«Nel rito del lavoro, dovendosi contemperare il principio dispositivo con quello di ricerca della verità, il giudice può ammettere il deposito di atti non prodotti tempestivamente - qualora li ritenga indispensabili ai fini della decisione - anche...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 21085 del 27 luglio 2024
«L'art. 437 c.p.c., che disciplina i poteri istruttori nel giudizio di appello, non può essere invocato come motivo di ricorso per cassazione se non vi è stata una specifica richiesta di intervento istruttorio al giudice d'appello, e la mancata...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 18253 del 3 luglio 2024
«...una violazione del principio del contraddittorio, da cui deriva la nullità della successiva udienza di discussione e della sentenza resa, che ne comporta l'annullamento con rinvio al giudice d'appello. (Cassa con rinvio, CORTE D'APPELLO SEZ.DIST.»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 8647 del 27 marzo 2023
«Nel rito del lavoro, il giudice d'appello, in applicazione del precetto di cui all'art. 437, comma 2, cod. proc. civ., deve acquisire e valutare i documenti esibiti nel corso del giudizio dall'appellato, sia pure non in contestualità con il...»
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Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 8356 del 23 gennaio 2025
«Il potere di integrazione della prova, riconosciuto al giudice d'appello dall'art. 441, comma 5, cod. proc. pen., è discrezionale e non sindacabile in sede di legittimità.»
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Cassazione civile, Sez. V, ordinanza n. 11430 del 30 aprile 2025
«...ai sensi degli artt. 158 e 161, comma 1, c.p.c., con la conseguenza che, qualora la stessa sia stata sul punto tempestivamente appellata e il giudice di secondo grado non abbia rilevato il difetto, la decisione d'appello va cassata con rinvio.»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 10926 del 26 aprile 2023
«La mancanza nell'atto di citazione d'appello di tutti i requisiti indicati dall'art. 164, comma 1, c.p.c. e, quindi, di tutti gli elementi integranti la "vocatio in ius", non determina l'inammissibilità del gravame, dovendosi disporre, ai sensi...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 16517 del 12 giugno 2023
«...convenuto, ove la nullità sia dedotta come motivo d'appello, il giudice del gravame non dovrà fissare alcun termine per l'integrazione dell'atto nullo ma dovrà definire il processo con una pronuncia di rito che accerti la sussistenza del vizio.»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 10344 del 20 aprile 2026
«Nei procedimenti riguardanti i figli minori, l'omesso rinnovo dell'ascolto in grado d'appello non determina nullità del procedimento quando il minore sia già stato sentito in primo grado, abbia espresso in quella sede una volontà chiara e attuale...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 2089 del 31 gennaio 2026
«Il reclamo avverso il decreto del giudice tutelare che approva il rendiconto e liquida l'equa indennità all'amministratore di sostegno deve essere presentato al Tribunale ai sensi dell'art. 473-bis.58 cod. proc. civ. e non alla Corte d'Appello,...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 3445 del 6 febbraio 2024
«Il differimento d'ufficio o per iniziativa del giudice designato previsto dall'art. 168-bis c.p.c. è regola estendibile anche al giudizio d'appello ex art. 359 c.p.c. e suscettibile di escludere che l'udienza di prima comparizione fissata...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4841 del 4 marzo 2026
«...l'erronea proposizione dell'appello rende definitiva la qualificazione dell'azione operata dal primo giudice e comporta la cassazione senza rinvio della sentenza d'appello perché l'appello "non poteva essere proposto" (art. 382, comma 3, c.p.c.).»
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Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2785 del 4 febbraio 2025
«Nel giudizio di opposizione all'esecuzione promossa in base a titolo esecutivo di formazione giudiziale, la contestazione del diritto di procedere ad esecuzione forzata può essere fondata su vizi di formazione del provvedimento solo quando questi...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 3500 del 11 febbraio 2025
«Se una domanda viene qualificata dal giudice di merito come "opposizione agli atti esecutivi" ai sensi dell'art. 617 c.p.c., le forme dell'impugnazione devono seguire il rito previsto per la qualificazione data dal giudice. Anche se la...»
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Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 2329 del 25 gennaio 2023
«In tema di opposizione a decreto ingiuntivo, ai fini dell'individuazione del rito applicabile all'atto di opposizione, deve aversi riguardo al titolo posto a fondamento della domanda proposta in via monitoria, a nulla rilevando nè l'eventuale...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 14189 del 28 maggio 2025
«...del giudice d'appello che aveva ritenuto tempestiva la deduzione inerente all'esercizio della facoltà di proporre un autonomo giudizio ex art. 393 c.p.c. dinanzi al tribunale civile, anziché riassumere il giudizio ai sensi dell'art. 622 c.p.p.).»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 27139 del 10 ottobre 2025
«La Corte d'Appello non può rilevare d'ufficio, per la prima volta, l'inosservanza del regime delle preclusioni di cui all'art. 183 c.p.c., quando il giudice di primo grado, entrato nel merito della documentazione prodotta, non ha sollevato tali...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 32950 del 17 dicembre 2025
«Nei giudizi ordinari radicati anteriormente all'entrata in vigore dell'art. 819-ter c.p.c., la decisione con cui il giudice d'appello, in riforma della sentenza di prime cure, ritenga la controversia sottoposta alla potestas iudicandi di un...»