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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 13162 del 18 maggio 2025
«In tema di responsabilità sanitaria, il paziente che agisce per il risarcimento del danno deve provare l'esistenza del nesso causale tra l'aggravamento della patologia o l'insorgenza di una nuova malattia e l'azione o l'omissione dei sanitari. Non...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 29357 del 22 marzo 2019
«Il divieto di utilizzazione nei confronti di terzi delle dichiarazioni rese da persona che avrebbe dovuto essere sentita in qualità di indagato non attiene alle dichiarazioni rese al giudice da un soggetto che mai abbia assunto la qualità di...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 30922 del 18 settembre 2020
«L'inutilizzabilità prevista dall'art. 63, comma 2, cod. proc. pen. ricorre anche in caso di dichiarazioni rese nella fase delle indagini da chi, sin dall'inizio dell'esame o dopo l'emersione di indizi a suo carico nel corso di tale atto, senza che...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 36918 del 11 luglio 2024
«Chi intenda eccepire l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese, in violazione degli artt. 61 e 63 cod. proc. pen., da un soggetto il cui nome è stato tardivamente iscritto dal pubblico ministero nel registro delle notizie di reato, deve...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 17164 del 30 gennaio 2025
«In virtù del principio di conservazione degli atti e della regola, ad esso connessa, del "tempus regit actum", sono legittimamente utilizzabili le dichiarazioni del soggetto che, al momento della deposizione, rivestiva ancora e soltanto lo...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 25390 del 3 aprile 2025
«L'inutilizzabilità prevista dall'art. 63, comma 2, cod. proc. pen. ricorre anche in caso di dichiarazioni rese nella fase delle indagini da chi, sin dall'inizio dell'esame o dopo l'emersione di indizi a suo carico nel corso di tale atto, senza che...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 12875 del 14 maggio 2025
«Colui che domanda il risarcimento del danno per avere subito una denuncia calunniosa ha l'onere di provare la sussistenza di una condotta integrante - sotto il profilo oggettivo e soggettivo - il reato di calunnia, dovendosi considerare...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 11614 del 3 maggio 2025
«Nella liquidazione dei danni da reato il giudice non può detrarre dalla complessiva somma dovuta dal responsabile civile e riconosciuta a titolo di risarcimento l'ammontare della provvisionale - che non è un acconto, ma una condanna parziale e non...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 6644 del 13 marzo 2025
«Dalla natura autonoma rispetto al giudizio penale del giudizio civile conseguente all'annullamento dei capi civili della sentenza penale ex art. 622 c.p.p. discende, da un canto, la possibilità che le parti possano allegare fatti tali da...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 33009 del 17 dicembre 2024
«Il danno biologico terminale, che la vittima di un illecito subisce nell'apprezzabile lasso di tempo tra la lesione e la conseguente morte, non può essere liquidato attraverso la meccanica applicazione dei criteri contenuti nelle tabelle in...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 28495 del 5 novembre 2024
«In tema responsabilità ex art. 2043 c.c. per insidia stradale, l'assenza di barriere antiscavalcamento e di un'adeguata illuminazione del tratto stradale è sufficiente a integrare una presunzione di colpa della P.A., che può essere superata...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 13391 del 23 gennaio 2019
«In tema di prova dichiarativa, l'omissione dell'avvertimento previsto dall'art. 64, comma 3, lett. c), cod. proc. pen. nei confronti del soggetto che riveste la qualità di indagato o di imputato in un procedimento connesso o collegato (art. 210...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 13267 del 15 gennaio 2020
«La persona offesa imputata a sua volta in altro procedimento, ancora pendente, di un reato commesso nelle stesse circostanze di tempo e di luogo di quello rispetto al quale riveste la qualità di vittima deve essere considerata persona indagata in...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 26832 del 16 ottobre 2024
«L'attività di natura discrezionale della CONSOB deve svolgersi non solo nei limiti e con l'esercizio dei poteri, di cui alle leggi speciali che ne regolano il funzionamento, ma anche della norma primaria del neminem laedere, alla luce dei principi...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 19833 del 18 luglio 2024
«Le quote delle società di capitali sono beni "di secondo grado", non totalmente distinti e separati da quelli ricompresi nel patrimonio sociale, con conseguente applicabilità dell'art. 1497 cod. civ. per vizi attinenti ai beni patrimoniali, e non...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 28224 del 9 ottobre 2023
«L'esistenza del vizio, infatti, è il fatto costitutivo del diritto alla risoluzione o alla modificazione (quanto al prezzo) del contratto di compravendita, e, allo stesso tempo, è il fatto la cui prova è più vicina al compratore. È proprio il...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 18088 del 2 luglio 2024
«.... Pertanto, il concedente, per essere ammesso al passivo, ha l'onere di presentare una domanda debitamente documentata che includa la restituzione dei canoni all'utilizzatore, la restituzione del bene, e l'eventuale risarcimento....»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 6501 del 11 marzo 2025
«La responsabilità dei padroni e committenti per il fatto del dipendente ex art. 2049 c.c. non richiede un nesso di causalità tra mansioni e evento dannoso, essendo sufficiente che le incombenze assegnate al dipendente abbiano reso possibile o...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 29448 del 14 novembre 2024
«Ai fini della configurabilità della fattispecie di responsabilità di cui all'art. 2049 c.c. in capo al padrone o al committente, indefettibile presupposto preliminare è la dimostrazione dell'esistenza di un fatto illecito del dipendente o del...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 12092 del 8 maggio 2023
«In tema di concorrenza sleale, qualora l'atto lesivo sia posto in essere da un terzo interposto, occorre distinguere tra l'ipotesi in cui costui sia un dipendente dell'imprenditore avvantaggiato, nel qual caso quest'ultimo risponde dell'illecito...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 21919 del 30 luglio 2025
«Nella responsabilità per attività pericolosa (avente natura oggettiva), l'art. 2050 c.c. attribuisce rilevanza all'attività produttiva in sé, sicché la prova liberatoria richiede che l'esercente dimostri di aver adottato tutte le misure idonee a...»
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Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 8224 del 28 marzo 2025
«Nella responsabilità per attività pericolosa - la cui natura oggettiva postula che, per fornire la prova liberatoria, l'esercente dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, non essendo sufficiente provare di aver rispettato la...»
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Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6811 del 14 marzo 2024
«La valutazione in concreto se un'attività, non espressamente qualificata pericolosa da una disposizione di legge, possa essere considerata tale per la sua natura o la spiccata potenzialità offensiva dei mezzi adoperati, implica un accertamento di...»
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Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6 del 2 gennaio 2024
«...trattamento dei dati personali si atteggia come responsabilità ex articolo 2050 c.c. e dunque spetta all'autore dell'illecito la prova liberatoria, dovendo il danneggiato provare il danno ed il nesso di causa, ma il danno è nella stessa lesione.»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 7632 del 16 novembre 2017
«Ove il giudice di primo grado non abbia rilevato l'intervenuto decesso dell'imputato, la tardiva conoscenza dell'evento morte, verificatosi nel corso del giudizio, può essere considerata errore di fatto paragonabile all'errore materiale,...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 17749 del 27 giugno 2024
« Spetta a chi domanda il risarcimento del danno, sia in caso di danno aquiliano sia in caso di danno da inadempimento, l'onere di provare il nesso di causa tra la condotta che si assume illecita o inadempiente e il danno. »
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Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 17664 del 26 giugno 2024
«Il danno biologico non consiste nella semplice lesione dell'integrità psicofisica, ma nelle sue conseguenze pregiudizievoli per la persona. Quindi, in caso di danno c.d. lungolatente, il risarcimento deve essere liquidato solo con riferimento al...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 17649 del 26 giugno 2024
«In caso di fatti illeciti, dove c'è solidarietà tra i responsabili del danno non c'è mai litisconsorzio necessario tra i coobbligati, salvo le eccezioni previste dalla legge.»
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Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 17253 del 21 giugno 2024
«In caso di proposizione di domanda di risarcimento dei danni da fauna selvatica, la scelta tra l'applicazione dell'art. 2043 c.c. o dell'art. 2052 c.c. non attiene alla qualificazione giuridica della domanda, bensì al riparto dell'onere della...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 16421 del 12 giugno 2024
«In caso di illecito commesso nei confronti di una società di persone da un terzo, il socio - anche accomandante - può far valere autonomamente la propria pretesa al risarcimento del danno subito in ragione della percezione di un minor utile...»